Serginho: "Ramos ha qualità ma la 9 del Milan pesa. E su Camarda dico..."
L’ex terzino rossonero: "Amorim ottimo allo Sporting e male allo United non per colpa sua. Al Milan farà bene"
L’ex terzino rossonero: "Amorim ottimo allo Sporting e male allo United non per colpa sua. Al Milan farà bene"
Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 30 luglio 2026 (modifica alle 09:55) - PERTH (AUS) English versionPer i bambini australiani che non erano ancora nati quando sfrecciava sulla fascia sinistra con addosso la maglia del Milan, Serginho è comunque un mito e ieri nelle vesti di allenatore in un camp ha dato consigli e firmato autografi. Il brasiliano insieme a Panucci è una delle Legends della tournée, ma soprattutto è un tifoso rossonero convinto che la prossima stagione sarà migliore rispetto a quella appena conclusa.
Serginho, che impressione ha avuto di Amorim e dell’atmosfera che ha creato?
"Ha fatto un lavoro bellissimo allo Sporting Lisbona, poi a Manchester è successo quello che è successo perché lì è difficile ottenere risultati. Mi auguro che qui al Milan Amorim possa trovare il suo modo di giocare, di portare allegria, successi e bel gioco, perché il tifoso rossonero non è abituato solamente alla vittoria. Sta avendo il tempo di adattarsi alla nuova cultura e spero davvero che faccia tornare il Milan a essere protagonista".
È giusto sognare la seconda stella oppure serve più calma?
"Io cerco di essere sempre molto positivo e di vedere il bicchiere mezzo pieno. Lo scorso anno il Milan ha avuto una possibilità grandissima di vincere lo scudetto perché se non avessimo perso tanti punti con le medio-piccole, soprattutto in casa, avremmo lottato fino all’ultima giornata e il campionato non si sarebbe così, come a febbraio nessuno poteva immaginare. Milan, Juve e Inter devono sempre puntare al massimo. Anche se le altre hanno un gruppo sulla carta più preparato e che gioca insieme da tanto tempo, noi abbiamo una maglia pesantissima. Se il mister farà diventare il Milan una famiglia, dentro il campo e nello spogliatoio, allora...".
Lei giocava con Pippo Inzaghi e dopo di lui, a parte Giroud, la maglia numero 9 non ha portato fortuna a chi l’ha indossata. Ora ci prova Gonçalo Ramos...
"Io penso che la maledizione della numero 9, come si dice in Italia (sorride, ndr), possa essere interrotta da Ramos. Quella maglia pesa e Pippo ha segnato tanto, anche in finale di Champions ad Atene... Da tifoso del Milan spero proprio che abbiamo trovato l’uomo giusto: al Psg ha dimostrato la sua qualità e mi auguro che sia il centravanti che il club cerca da tanto tempo, uno capace di realizzare parecchie reti. Le capacità per far bene e per confermarsi un giocatore vincente le ha".
L’avventura di Leao al Milan è finita oppure pensa che ci possa essere ancora spazio per lui?
"Credo che Rafa abbia sempre dimostrato attaccamento alla maglia del Milan, professionalità e che abbia regalato tante emozioni ai tifosi. In queste ultime due stagioni ha avuto tanti alti e bassi, però resta un giocatore importantissimo, per me il più forte di questo gruppo. Mi auguro che lui pensi bene al suo futuro: i matrimoni possono finire, ma sono convinto che finché resterà, darà il massimo".
Leao? Anche se con alti e bassi resta il giocatore più forte di questo gruppo"
SerginhoHa un consiglio per Rafa?
"La maglia del Milan è pesantissima e resta sempre... la maglia del Milan. Anche se siamo in un momento un po’ difficile, in cui non ci siamo tolti grandi soddisfazioni e non stiamo giocando in Champions. La decisione finale su cosa fare però spetta solo a lui".
C’è un giovane del Milan su cui punta per il 2026-27?
"Camarda è quello che mi ha più colpito perché è un bomber e ha fatto belle stagioni anche nel settore giovanile. A Lecce non è andato bene, ma le qualità non si discutono e lo ha dimostrato nell’amichevole contro il Celtic. Mi auguro che possa diventare un giocatore importante anche in questa annata".
Il Mondiale del Brasile, con il suo ex allenatore Ancelotti, non è andato come tutti speravano. Giusto comunque che la Selecao sia ripartita da lui?
"Carlo è un allenatore vincente, uno che capisce molto di calcio. Per questo gli avevano rinnovato il contratto prima della Coppa del Mondo... C’era molta aspettativa su di lui, ma il Brasile non è più quello di un tempo e in Sud America, nel girone di qualificazione, è arrivato al quinto posto, un piazzamento non da Brasile! Grazie ad Ancelotti l’aria attorno alla nazionale era migliorata, ma tanti giocatori in America non erano al top, soprattutto Raphinha, e le avversarie erano più pronte di noi".
I suoi ex compagni Maldini e Leonardo hanno iniziato la loro avventura con la nazionale italiana, ma la loro esperienza è durata poco più di due settimane. Dispiaciuto per loro?
"Per loro, ma soprattutto per l’Italia e la nazionale italiana, perché aveva trovato due persone oneste e vincenti, due che capiscono di calcio. È inutile parlare della qualità tecnica di Paolo, di quello che ha fatto in campo e fuori da dirigente. Lo stesso vale per Leo, con il Milan e il Psg. Credo che potessero portare avanti questo cambiamento e fare il percorso verso il prossimo Mondiale, ma quando entra di mezzo la politica... Spero che Italia trovi la strada giusta".
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