La Finanza ha sequestrato migliaia di e-bike cinesi: erano totalmente illegali
Un imprenditore palermitano importava bici a pedalata assistita cinesi con documenti contraffatti. Erano dei veri e propri scooter elettrici
Un imprenditore palermitano importava bici a pedalata assistita cinesi con documenti contraffatti. Erano dei veri e propri scooter elettrici
Giuseppe Croce 30 luglio - 10:45 - MILANO Le bici elettriche sequestrate erano state sdoganate con documenti contraffattiDal 2023 avrebbe importato non meno di 6.885 motorini elettrici travestiti da e-bike, sdoganandoli al porto di Gioia Tauro grazie a documenti contraffatti che indicavano dati tecnici nettamente inferiori, al fine da farli rientrare nei limiti della legge italiana. Per questo un imprenditore di Palermo è indagato per frode in commercio e falso in atto pubblico e migliaia di veicoli sono stati posti sotto sequestro dalle Fiamme Gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. Le bici-scooter, avendo caratteristiche tecniche nettamente superiori a quelle consentite dalla legge, non solo non possono essere vendute, ma costituiscono un grosso pericolo per la circolazione stradale.
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Le schede tecniche presentate dall'imprenditore avevano evidenti lacuneL'INDAGINE
—Secondo la Procura della Repubblica di Palmi, che ha coordinato le indagini, l'imprenditore palermitano aveva messo in piedi un florido business di importazione dalla Cina di veicoli elettrici a due ruote. Le caratteristiche tecniche reali di questi veicoli erano ben superiori a quelle massime previste dalla normativa italiana e alla direttiva europea 2006/42/CE e, per questo, l'imprenditore presentava documentazione con evidenti lacune per svincolare i velocipedi-ciclomotori alla dogana. I fascicoli tecnici, infatti, non contenevano i disegni dettagliati delle bici, né le note di calcolo e i risultati delle prove su banco della potenza trasmessa alla ruota. Le e-bike, inoltre, erano modificabili al fine di eludere altre prescrizioni di legge dopo l'acquisto.
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Una e-bike a norma non può superare i 250W di potenzaLA NORMATIVA
—Per diversi anni, in Italia, non c'è stata alcuna normativa specifica sulle biciclette elettriche a pedalata assistita. Nel 2021 e nel 2022, però, sono arrivate alcune modifiche all'articolo 50 del Codice della strada che prevedono una potenza nominale continua massima di 250 Watt (che salgono a 500 Watt se la bici è adibita al trasporto di merci) e una velocità massima di 25 chilometri orari. Le e-bike non possono avere acceleratore (il motore si deve attivare solo se c'è pedalata), ma il produttore può dotarle di un pulsante che attiva il motore anche in assenza di pedalata purché la velocità sia mantenuta entro i sei orari. Tutte le e-bike che non rispettano questi limiti tecnici devono essere immatricolate e targate come ciclomotori elettrici e chi le guida una rischia una multa da 1.084 a 4.339 euro. Inoltre è prevista una multa da 845 a 3.382 euro per chi modifica le bici elettriche a norma al fine di sforare i limiti di legge.
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In Italia circolano migliaia di e-bike con potenza molto elevata, ma castrata via softwareLA REALTà
—Il maxi sequestro della Guardia di Finanza dimostra che tra la normativa scritta sul Codice della strada e la realtà dei fatti vista nelle strade italiane c'è un abisso. E il motivo è anche semplice: moltissimi modelli di e-bike importati dalla Cina sono totalmente fuori norma, ma vengono "castrati" prima dell'immissione sul mercato europeo. Farlo è semplice, visto che basta modificare la mappatura software per limitare la potenza del motore (o dei motori, perché alcune bici ne hanno uno per mozzo) e tagliare l'erogazione di potenza non appena la bici raggiunge i 25 orari. Alcuni modelli in vendita in Italia, poi, hanno già i cablaggi pronti per la modifica necessaria a montare l'acceleratore manuale, che a volte viene addirittura inserito in confezione. Il risultato di questa situazione è che, sulle strade italiane, circolano e-bike da 750-1500 Watt di potenza, con acceleratore e in grado di superare i 50 chilometri orari con delle semplicissime modifiche che l'acquirente può fare da solo in garage, seguendo un tutorial pubblicato su YouTube dal produttore stesso.
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