Rapporto tra size e fold equity: la tabella del punto di pareggio
Abbiamo iniziato il nostro viaggio all'interno del complicato mondo del bluff parlando di concetti e formule per capire quanto frequentemente si debbano ricevere call e fold. Per completare il concetto di punto del pareggio guardiamo alla size. Puntare tanto fa passare più spesso gli altri? Risolviamo l'enigma
LA GUIDA
Rapporto tra size e fold equity: la tabella del punto di pareggio
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Abbiamo iniziato il nostro viaggio all'interno del complicato mondo del bluff parlando di concetti e formule per capire quanto frequentemente si debbano ricevere call e fold. Per completare il concetto di punto del pareggio guardiamo alla size. Puntare tanto fa passare più spesso gli altri? Risolviamo l'enigma
Giorgio Sigon
30 luglioBluffare è un'arte. Per avere una frequenza profittevole di vittorie "senza un vero punto" in mano, si devono approfondire varie tematiche. Non è semplice ma si può sempre migliorare e perfezionarsi. Come bluffare bene? Un passo importante riguarda la tabella delle size
SFATIAMO UN LUOGO COMUNE
—Chi ha giocato al "vecchio" poker all'italiana avrà sicuramente come mantra quello del bluff con puntate decisamente alte. Se vuoi portare a casa la mano bluffando devi ingigantire il piatto per "spaventare" l'avversario. L'investimento che il nostro rivale dovrà fare sarà importante e quindi mettere pressione "monetaria" è una mossa giusta. Matematicamente è vera questa convinzione? Psicologicamente sì, soprattutto se ci troviamo di fronte un avversario non proprio esperto ma ricordiamo che il poker è un gioco di frequenza. Per essere più credibili, una determinata mossa va fatta sia con che senza punto. Se in un piatto da 100, puntiamo l'ammontare del pot (quindi 100) dobbiamo farlo sia con l'intento di farci pagare sia sperando che gli altri foldino. La stessa cosa accade quando puntiamo metà piatto (50) o un quarto del piatto (25). L'idea di fondo è sempre la stessa: il nostro rivale deve pensare: "ce l'ha o no?". Questa riflessione deriva dalle storie che abbiamo raccontato durante il torneo. Essere pizzicati in bluff è comunque utile per il futuro. Se fate una particolare giocata solo ed esclusivamente con il punto (o solo in bluff) sarete leggibili. Comprendendo questo ragionamento, si capisce bene che non sempre puntare tanto contribuisce alla riuscita del bluff
COME BLUFFARE BENE: LA TABELLA DELLE SIZE
—Abbiamo precedentemente introdotto il bluff ragionando su concetti come le pot odds e la fold equity. Una volta capiti questi concetti dal punto di vista matematico, il prossimo passo è introdurre la tabella delle size. I numeri che seguiranno rispondono alla domanda: come cambia la percentuale di fold necessaria al variare della bet size rispetto al piatto? Ricordate: quando puntiamo stiamo offrendo pot odds al nostro avversario che, calcoli alla mano, sa quante volte deve vincere (e perdere) per giustificare quel particolare call.
Analizzando i numeri: più grande è la puntata, più spesso il bluff deve andare in porto per renderlo profittevole. La conclusione controintuitiva è: bet piccole richiedono meno fold per essere profittevoli, ma ogni fold vale meno. Bet grandi richiedono più fold, ma ogni fold che si ottiene vale molto di più. Per intenderci: se su un piatto da 100, noi puntiamo 100 ma il nostro avversario folda il 40% delle volte (quindi sotto il punto di pareggio che è 50%), il bluff nel lungo periodo non sarà profittevole
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