Michieletto: "Italvolley come la Spagna del calcio. Bastoni ha mangiato tanta mer..., doveva andare all'estero"
Lo schiacciatore, noto tifoso dell'Inter: "Vogliamo l'Europeo, poi penseremo a Los Angeles. Palestra? Mi sarebbe piaciuto in nerazzurro"
Lo schiacciatore, noto tifoso dell'Inter: "Vogliamo l'Europeo, poi penseremo a Los Angeles. Palestra? Mi sarebbe piaciuto in nerazzurro"
Dai nostri inviati Davide Romani e Rebecca Saibene 30 luglio - 10:02 - CAVALESE (TN)Nel palazzetto intitolato ad Arpad Weisz, l’allenatore che portò allo scudetto la “sua” l’Inter nel 1930, Alessandro Michieletto ha ritrovato il campo, continuando il recupero dall’infortunio alla schiena con il secondo gruppo azzurro. "Il leone è uscito dalla gabbia", scherza. A metà agosto si riunirà ai compagni a Verona. Obiettivo: la prima amichevole verso l’Europeo, il 26 agosto a Reggio Calabria contro la Germania. Ora è al lavoro al Viola Park, da dove seguirà gli azzurri impegnati oggi nei quarti di Nations League contro gli Stati Uniti.
Michieletto, come sta?
"Ho ricominciato a giocare e questo è tanto. Dopo tanti mesi di stop non puoi ripartire a bomba: siamo andati per gradi e ora sto lavorando su ricezione e salti. Fisicamente sto bene, ma mi manca ancora il ritmo partita: gli scambi lunghi, la fatica metabolica. Quella resta ancora un’incognita".
Come sono stati i primi salti?
"All’inizio è stato strano. Da fuori mi vedevano rigido, ma io paura non ne ho mai avuta. Giorno dopo giorno mi sono sciolto. È come guidare: se non lo fai per un po’ sei impacciato, poi il corpo si ricorda tutto. Alla fine da quel 21 gennaio sono passati sei mesi".
Percepiti di più o di meno?
"Né di più né di meno, ma è stata faticoso: ho scoperto un lato nuovo di me e ho imparato a conoscermi meglio".
E com’è questo lato? Le piace?
"Preferisco quello del campo. Però momenti così fanno crescere. Probabilmente il mio corpo aveva bisogno di questo stop. Spero non ricapiti, ma la prossima volta saprò ascoltare".
La vedremo nelle amichevoli pre Europeo?
"Penso di sì. Lo staff deve capire se sono pronto: voglio capire a che punto sono e quanto posso stare in campo in vista dell’Europeo".
Le piace l’Italia vista in questa Vnl?
"Sì, oggi abbiamo tanti giocatori che stanno dimostrando di poter stare a questo livello, anche chi resta fuori giocherebbe titolare in tante Nazionali. Nelle prime due settimane ho visto una squadra giovane e sbarazzina, nella terza è tornata l’ossatura principale. De Giorgi sta gestendo molto bene un gruppo che ci offre tante soluzioni e al centro abbiamo scoperto Pardo Mati (19 anni, ndr)".
Si rivede un po’ in Mati nel suo bruciare le tappe in Nazionale?
"Sì. Ha talento e può ancora migliorare tanto. È umile, ha la testa sulle spalle e le qualità per diventare un punto di riferimento".
Quale altra nazionale l’ha colpita in questa Vnl?
"Il Giappone si è presentato al completo giocando con grande intensità. Poi ci sono Stati Uniti e Polonia, con gli americani che hanno ritrovato anche i big. E non dimenticherei la Francia: ha inserito qualche giovane e magari ha faticato un po’ di più, ma all’Europeo sarà pronta".
Si aspettava un’Ucraina così?
"Così no. L’anno scorso l’avevamo già vista bene, ma gli mancava Oleh Plotnytskyi. Anche il Belgio in Vnl era senza qualche big, però sappiamo che quando recupera tutti è una squadra che gira. Già dai quarti dell’Europeo potranno esserci delle sorprese. Bisognerà fare bene anche il girone perché poi ci sono Polonia, Slovenia, Francia, Bulgaria, Ucraina, Belgio, Serbia".
Parlando di Europeo, l’idea della gara inaugurale in Piazza del Plebiscito a Napoli la stuzzica?
"Parecchio. Non ho mai giocato in una piazza così bella. È uno stimolo in più per accelerare il recupero ed esserci da protagonista".
Ci si gioca anche la qualificazione all’Olimpiade.
"Sarebbe importante conquistarla in anticipo per programmare al meglio Los Angeles".
L’Olimpiade, uno dei pochi trofei che non ha ancora vinto...
"È il sogno di qualsiasi sportivo. Ci proveremo: saremo ancora più forti rispetto a Parigi, con quattro anni di esperienza in più. L’Olimpiade è speciale proprio perché la giochi poche volte. E poi farei come le ragazze nel 2024: starei in hotel. Il villaggio è stupendo, soprattutto se è la tua prima Olimpiade, ma ti distrae e ti stanca".
Il Cio ha riammesso la Russia. Che ne pensa?
"Non voglio entrare in discorsi politici, ma penso che i pallavolisti centrino poco con la guerra e poi è bello giocare contro squadre forti e sicuramente la Russia lo sarà".
Possiamo paragonarvi alla Francia del calcio, dove anche chi resta fuori sarebbe titolare altrove?
"Beh, noi il Mondiale lo abbiamo vinto. Io direi che siamo più la Spagna, perché siamo più giovani. La Francia la paragonerei più alla Polonia perché anche loro hanno un bacino di giocatori molto ampio".
Lei è uno sfegatato tifoso interista. Dispiaciuto per come si è conclusa la trattativa con Palestra?
"Sì, mi gasava perché mi piace sempre vedere grandi giocatori italiani nella mia Inter. Ha fatto una scelta diversa e va rispettata ma obiettivamente per un giocatore italiano deve essere difficile dire di no a una squadra come l’Inter".
Bastoni è un suo caro amico. Non ha vissuto un periodo facile.
"Spero solo che tutta la sfortuna che gli è capitata sia finita: è un bravo ragazzo. Dal divano è facile giudicare: lui è rimasto lì e ha mangiato tanta merda. Io gli avrei consigliato di andare all’estero. Se invece è rimasto, vuol dire che ha l’Inter nel cuore e che il club gli è stato vicino".
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