Registrare un’auto d’epoca: cosa cambia tra Asi ed Aci Storico
La Gazzetta dello Sport

Registrare un’auto d’epoca: cosa cambia tra Asi ed Aci Storico

Giovedì 30 luglio 2026
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Asi ed Aci Storico non sono la stessa cosa: entrambi si occupano della certificazione e della tutela dei veicoli storici, ma seguono criteri differenti. Vediamo cosa cambia e come iscrivere la propria auto.

Asi ed Aci Storico non sono la stessa cosa: entrambi si occupano della certificazione e della tutela dei veicoli storici, ma seguono criteri differenti. Vediamo cosa cambia e come iscrivere la propria auto.

Luca Giaffreda 30 luglio - 12:00 - MILANO I criteri fondamentali per la scelta riguardano la vettura e le regole sulle agevolazioni fiscali applicate nella regione di residenza 

Asi o Aci Storico? Questo è il vero dilemma. Per chi possiede un’auto ultraventennale e vuole certificarla, anche per accedere ad alcune agevolazioni fiscali ed assicurative, la scelta non è sempre immediata. Sebbene vengano spesso confuse, Asi ed Aci Storico sono due realtà differenti per natura, organizzazione e requisiti di accesso. Vediamo cosa cambia per gli automobilisti.

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In un precedente articolo abbiamo approfondito la procedura, i vantaggi e gli svantaggi dell’iscrizione Asi, ma è utile riassumerne gli aspetti principali. L’Asi, Automotoclub Storico Italiano, è una federazione fondata nel 1966 che riunisce più di 350 club ed enti federati. È uno dei registri individuati dall’articolo 60 del Codice della strada e può rilasciare il Certificato di rilevanza storica, comunemente chiamato Crs. A differenza di Aci Storico, non adotta una lista chiusa di modelli: possono ottenere il Crs i veicoli costruiti da almeno vent’anni, purché rispettino i requisiti previsti in materia di originalità, conservazione e conformità alle caratteristiche dell’epoca. Per presentare la domanda bisogna iscriversi a un club federato Asi, che inoltra la pratica e segue la procedura. Il veicolo deve essere in buone condizioni estetiche e meccaniche e non deve presentare modifiche incompatibili con la sua configurazione originale o con il periodo storico di riferimento. Per richiedere il Crs servono generalmente i documenti del proprietario, la carta di circolazione, il certificato di proprietà o Documento Unico, alcune fotografie del veicolo ed eventuali documenti relativi a restauri o modifiche. Il Crs non va confuso con il Certificato d’Identità Asi: il primo attesta la rilevanza storica del veicolo ed è quello utilizzato principalmente ai fini fiscali e amministrativi; il secondo descrive più approfonditamente l’autenticità e le caratteristiche della vettura ed è rivolto soprattutto ai veicoli di maggiore interesse collezionistico. I tempi possono variare indicativamente da due a sei mesi, mentre il costo complessivo dipende dal club scelto e dai certificati richiesti, ma generalmente oscilla tra 190 e 300 euro. Un’attenzione particolare è necessaria quando si acquista un’auto usata già dotata di Crs. Prima dell’acquisto bisogna verificare che il riconoscimento di storicità sia stato annotato sulla carta di circolazione e farsi consegnare il certificato originale. Il nuovo proprietario dovrà poi richiederne l’aggiornamento attraverso un club federato, restituendo il documento intestato al precedente proprietario, così da mantenere la documentazione allineata e continuare a beneficiare delle eventuali agevolazioni previste. I vantaggi più ricercati riguardano bollo e assicurazione. Per i veicoli tra 20 e 29 anni la normativa nazionale prevede una riduzione del 50% della tassa automobilistica in presenza del Crs e della relativa annotazione sulla carta di circolazione, ma alcune regioni applicano regole più favorevoli (come l'esenzione totale) o condizioni differenti. Per i veicoli con almeno trent’anni, invece, l’esenzione dal bollo scatta generalmente in automatico, purché non siano utilizzati per attività professionali. Se circolano su strada può essere dovuta una tassa forfettaria annuale, il cui importo varia in base alla regione. Sul fronte assicurativo, alcune compagnie propongono polizze dedicate ai veicoli certificati, talvolta con premi particolarmente bassi. Prima di iscrivere l’auto, però, è consigliabile chiedere un preventivo e controllare eventuali limiti relativi all’età del conducente, all’uso quotidiano, al chilometraggio o al numero di guidatori.

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Aci Storico è il club dell’Automobile Club d’Italia dedicato alla promozione e alla tutela del motorismo storico. Nato nel 2013, ha l’obiettivo di censire, valorizzare e conservare i veicoli ritenuti di particolare interesse storico, tecnico o collezionistico. A differenza dell’Asi, non ammette automaticamente tutti i veicoli che hanno superato i vent’anni. Tra 20 e 29 anni, il modello deve comparire nella Lista di Salvaguardia; tra 30 e 39 anni deve essere incluso nell’Elenco Aci Storico, mentre dai 40 anni può essere valutato per l’iscrizione anche senza appartenere a uno dei due elenchi. Con questo sistema, Aci vuole evitare che i vantaggi fiscali vengano sfruttati per far circolare autovecchie e poco sicure non riguardanti la valorizzazione dei veicoli da collezione, il più delle volte utilizzati per pochi km l’anno. Per ottenere delle agevolazioni, il primo passo è iscriversi al Club Aci Storico, con una quota annuale di circa 35 euro. Se il veicolo possiede i requisiti di età e storicità , si avvia la pratica e si procede con la verifica effettuata da un esperto incaricato. Durante l’esame vengono controllati l’originalità del mezzo, la coerenza con il modello di serie, lo stato di conservazione, la qualità di un eventuale restauro e la presenza di modifiche. Il costo totale è di circa 155-160 euro, considerando la tessera del Club, 36,60 euro per l’avvio della pratica e 85,40 euro per il completamento con verifica tecnica. Il Registro Aci Storico è diviso in tre sezioni: 

  • Auto e Moto Classica, dedicata ai veicoli di effettivo interesse storico, individuati e registrati per tutelare il patrimonio motoristico nazionale; 
  • Auto Sportiva, articolata nelle sottosezioni Regolarità e Competizione, per i mezzi che hanno partecipato o intendono partecipare a manifestazioni sportive storiche; 
  • Rilevanza Storica ai fini fiscali, riservata ai veicoli tra 20 e 29 anni che possono accedere alle agevolazioni riconosciute dalla regione di residenza. 

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 Il principale limite di Aci Storico è proprio la selettività: un’auto ventennale non può essere registrata se il modello non compare nella Lista di Salvaguardia. Allo stesso tempo, questo criterio permette di individuare le vetture considerate maggiormente meritevoli di tutela, evitando che la sola anzianità sia sufficiente a definirle storiche. Sul piano fiscale, l’iscrizione al Registro Aci Storico può consentire l’accesso alle agevolazioni previste da alcune regioni, ma non equivale sempre al Crs e non produce automaticamente gli stessi effetti in tutta Italia. Prima di procedere è quindi indispensabile verificare la normativa regionale applicabile. Anche sul fronte assicurativo sono disponibili convenzioni e polizze dedicate ai soci, talvolta concesse anche ad auto iscritte solo al Club e non direttamente al registro, ma condizioni e sconti dipendono dalla compagnia e dalle caratteristiche del veicolo.

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