Infantino, Trump e l'indagine: perché il voto di midterm può decidere il futuro del presidente Fifa
Il voto del 3 novembre può incidere sulla corsa alla rielezione al vertice della federcalcio mondiale: il Congresso pronto a rafforzare l'inchiesta per i legami con la Casa Bianca
Il voto del 3 novembre può incidere sulla corsa alla rielezione al vertice della federcalcio mondiale: il Congresso pronto a rafforzare l'inchiesta per i legami con la Casa Bianca
30 luglio - 14:59 - MILANO English versionAffamato di soldi e potere, Gianni Infantino nel marzo prossimo punta ad ottenere il quarto mandato come presidente della Fifa. I voti tra le 211 federazioni affiliate li dovrebbe trovare perché nel tempo si è mosso bene (vedi anche l'allargamento del Mondiale a 48 squadre, con un aumento significativo dei posti per l'Asia e l'Africa, diventati i suoi principali bacini elettorali), ma due fattori possono mettersi di traverso al suo piano di onnipotenza. Oltre al noto ricorso di Platini, che senza il famoso scandalo che coinvolse anche Blatter (per Michel poi arriverà l'assoluzione) sarebbe diventato capo della Fifa nel 2015, un anno prima della scalata di Infantino, ci sono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
VIDEO: Cafu, Rivaldo & Co, torello con Infantino. Poi si alza Ronaldo...L'asse di ferro tra Gianni e Donald Trump è infatti cosa ormai nota, tanto che Infantino di recente ha soddisfatto ogni desiderio del presidente degli Stati Uniti: dal premio per la pace che gli ha assegnato all'autorizzazione alla consegna della Coppa del mondo alla formazione vincente, passando per lo scandaloso annullamento della squalifica di Balogun, richiesto da Trump prima di Belgio-Usa. Ora l'apoteosi di coinvolgere nel nuovo business del calcio anche un fondo riconducibile alla famiglia Trump. Ma qualcuno inizia a non poterne più di questi metodi, tanto che il principale esponente democratico della Commissione Giustizia della Camera americana, Jamie Raskin, ha dichiarato di volere indagare, oltre che su altri alleati di Trump che si sono arricchiti durante il suo mandato, anche lo stesso Infantino. Se quindi dopo il voto del 3 novembre i democratici ottenessero la maggioranza al Congresso potrebbero chiedere la documentazione su vari traffici sospetti (compreso l'elenco dei doni offerti a Trump, le comunicazioni relative a questioni del Dipartimento di Giustizia e i registri dei visitatori della sede Fifa a Miami e dell'ufficio presso la Trump Tower) e l'audizione di Infantino. Il tutto senza dimenticare che la scadenza per presentare le candidature alla presidenza della Fifa arriverà proprio due settimane dopo le elezioni di mid term...
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