In montagna d'estate senza rischi: i consigli di Antonio e Anselmo Prestini
La Gazzetta dello Sport

In montagna d'estate senza rischi: i consigli di Antonio e Anselmo Prestini

Giovedì 30 luglio 2026
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Un medico e guida alpina e il figlio creator raccontano come affrontare i sentieri estivi, dall'abbigliamento all'acqua fino alle insidie meno prevedibili.

Un medico e guida alpina e il figlio creator raccontano come affrontare i sentieri estivi, dall'abbigliamento all'acqua fino alle insidie meno prevedibili.

Eu.Spa. 30 luglio - 19:44 - MILANO

Anche d'estate la montagna scorre nei feed dei social a ritmo continuo, tra creste illuminate e vallate che si aprono sotto i piedi. Alcune di quelle immagini portano la firma di Anselmo Prestini, che di uscite outdoor ha fatto un mestiere e ogni settimana porta i suoi follower su sentieri e ferrate. Le foto (e i reel) mostrano il versante piacevole dell'andare in alto, con il meteo a favore e nessun imprevisto lungo il percorso. Fuori dall'inquadratura restano le ore in cui il tempo cambia e la temperatura scende di colpo o il sentiero che si allunga oltre le previsioni. La quota, anche a luglio, resta un ambiente mutevole, che chiede attenzione pure a chi esce per una gita di poche ore. Come comportarsi, allora, e a cosa fare attenzione? Lo abbiamo chiesto ad Anselmo e a suo padre Antonio, medico e guida alpina, che la montagna la frequenta da una vita e sulla sicurezza ha idee molto precise. 

Anselmo Prestini

Come vestirsi d’estate in montagna

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"In montagna il tempo può cambiare in maniera molto repentina, con sbalzi termici importanti" spiega Antonio Prestini. Alcuni giorni fa a 2.500 metri, c’erano oltre 20 gradi al sole; il giorno prima, nello stesso punto, un temporale aveva fatto scendere la colonnina sotto i 7. Da qui la prima regola, i pantaloni lunghi sempre nello zaino, anche d'estate: "Se ti prendi un temporale i pantaloni lunghi proteggono un po' contro il freddo e la pioggia". Consiglia poi una maglia a maniche lunghe oltre a quella corta, una felpa tipo pile, una giacca a vento che ripari da acqua e vento, un cappellino, occhiali da sole, un berretto di lana leggero e un paio di guanti leggeri, anche d'estate. Vale anche per il sole, spesso sottovalutato: "Il sole in montagna è pericoloso come al mare, contrariamente a quello che crede tanta gente". La crema non dovrebbe mai scendere sotto il fattore 30, meglio il 50, insieme a occhiali con lenti adatte e un cappellino con visiera. Una disciplina che secondo Antonio vale per tutti, non solo per chi si arrampica: "Fin dai bambini piccoli di 7-8 anni si può insegnare a portare uno zainetto con dentro il vestiario necessario". Fondamentale la scelta delle scarpe. Il sentiero di montagna è spesso sconnesso, con terreno insidioso e a volte scivoloso, soprattutto se bagnato. La maggior parte degli incidenti in montagna avvengono per “scivolamento”. Ecco dunque la necessità di calzare scarpe comode, tipo trekking, con suola abbastanza rigida e scolpita a carro armato, del tipo Vibram.

Cibo e idratazione

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Sull'alimentazione la regola è mangiare spesso, con snack leggeri e digeribili, "in quantità proporzionale a quello che uno è abituato in genere a mangiare", perché in montagna il dispendio calorico può arrivare fino al quadruplo di una giornata sedentaria. Ancora più delicato il capitolo acqua, per via del rischio di disidratazione: nello zaino il minimo dovrebbe essere un litro,"si può arrivare anche a due litri e mezzo, tre, di consumo ogni giorno se c'è un'attività fisica molto intensa". Una gita pensata per durare due o tre ore, ricorda Prestini, può allungarsi per un imprevisto fino a quattro o cinque. Anche per questo, meglio non affrontare la montagna da sedentari. L’attività fisica leggera è raccomandata per tutti, e arrivare alla vacanza in montagna un pochino allenati aiuta. Per una persona sana e in buona salute, sarebbe già sufficiente camminare "almeno una ventina di minuti a passo veloce tutti i giorni, oppure 40 minuti di corsa leggera tre volte alla settimana". 

Lo Smartphone? Solo quando serve

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Anselmo aggiunge il punto di vista di chi la montagna la vive con una telecamera addosso. Il primo consiglio riguarda lo smartphone, che va usato con parsimonia, perché può essere d'impaccio:"Le poche volte che mi sono fatto un po' male è successo su tratti facili, proprio perché stavo usando il telefono ed ero distratto" racconta. Per questo ha smesso di tenerlo in mano e si affida alle nuove camere che si agganciano a maglietta, zaino o casco, così le mani restano libere e gli occhi sul sentiero, mentre i social li guarda solo "quando arrivi giusto a destinazione, ma non lungo il percorso". Lo stesso telefono, però, torna utile per le previsioni, che con un'app come 3B Meteo tiene controllate di continuo, "perché comunque cambia molto velocemente". Altro suggerimento utile: meglio non muoversi in comitiva: "Andare in gruppi di due o tre persone secondo me è l'ideale, rispetti anche più la natura, fai meno baccano", e se capita un imprevisto una compagnia ristretta si gestisce meglio. 

Incontri imprevisti

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C'è infine una cosa che quasi nessuno mette in conto prima di partire, e cioè che la montagna non è disabitata. È un rischio che Anselmo per primo aveva trascurato, e su cui adesso invita a fare attenzione: "Ci sono animali come vipere, insetti, zecche, api, tutti incontri che possono essere fastidiosi". Il trucco è di non dare per scontato il sentiero e di ricordare che molte di quelle bestiole sono territoriali. Perché in fondo è proprio l'attenzione ai dettagli a fare la differenza tra una bella giornata in un montagna e una da dimenticare.

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