Ferrari torna a correre: F80 e personalizzazioni guidano la crescita degli utili
La Gazzetta dello Sport

Ferrari torna a correre: F80 e personalizzazioni guidano la crescita degli utili

Giovedì 30 luglio 2026
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Nel secondo trimestre del 2026 il Cavallino ha consegnato 3.366 auto e raggiunto un utile operativo del 31,2%. Riviste al rialzo le prospettive future

Nel secondo trimestre del 2026 il Cavallino ha consegnato 3.366 auto e raggiunto un utile operativo del 31,2%. Riviste al rialzo le prospettive future

Matteo Corsini Giornalista 30 luglio 2026 (modifica alle 20:08) - MILANO La Ferrari F80

I clienti Ferrari vogliono sempre più cucirsi l'auto su misura, e questa è un'ottima notizia per i conti della casa di Maranello. Dal resoconto del secondo trimestre del 2026, infatti, emerge un incremento dell'11% dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (considerando cambi costanti), in buona parte guidato proprio dalla crescita del fenomeno delle personalizzazioni tramite i programmi interni di Ferrari, come Tailor Made per le creazioni più esclusive. Dopotutto, se 40 anni fa chi acquistava una F40 non poteva nemmeno scegliere il colore (gli unici optional a catalogo erano i finestrini in lexan e le sospensioni anteriori con sollevatore), oggi chi ha ordinato la sua erede spirituale, la F80, si è potuto sbizzarrire con ogni genere di personalizzazione, come dimostrano i tanti esemplari "pizzicati" fuori dai cancelli di Maranello dalle configurazioni eclettiche. Ma il fenomeno si estende ben oltre la F80: come specificato durante la Conference Call, anche gli acquirenti della 296 Speciale si stanno sbizzarrendo ai configuratori. E va pure considerato che tutti i 1.499 esemplari della nuova 12Cilindri con cambio manuale (sold out, così come la 296 Speciale e anche la 12Cilindri "normale") saranno seguiti direttamente dal reparto Tailor Made. Le sole personalizzazioni oggi rappresentano il 20% dei ricavi di tutte le operazioni relative alla vendita auto e pezzi di ricambio, più di quanto Ferrari stessa aveva inizialmente ipotizzato. E questo ha spinto il Cavallino ad aprire nuovi centri per la divisione Tailor Made, anche a Los Angeles e Tokyo, nonché di espandere quello di Maranello. 

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mercati

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Tra aprile e giugno 2026 Ferrari ha consegnato 3.366 unità, numeri in calo del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A causare la riduzione dei volumi sono soprattutto il mercato americano e quello cinese, nei quali Ferrari ha importato rispettivamente il 21% e il 31,5% delle auto in meno. Ma la performance nell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Nord Africa) riesce a compensare in buona parte il calo negli altri mercati. Qui, infatti, si è registrata una crescita delle consegne del 13% rispetto all'anno precedente, confermando l'Emea come principale mercato di Ferrari in termini di volumi con un totale di 1.856 consegne, più del 55% del totale del trimestre. Dietro le variazioni dei volumi nei vari mercati vi è anzitutto l'alternanza tra alcuni modelli in uscita e altri appena entrati in produzione, riflettendo le logiche di distribuzione di Ferrari, ma anche il maggior tempo richiesto per la realizzazione di esemplari altamente personalizzati. Il Ceo della casa di Maranello, Benedetto Vigna, ha specificato che la riduzione delle consegne non rappresenta un problema, perché Ferrari vuole mantenere l'esclusività delle proprie vetture passando anche per la scarsità. Quasi un cliché riportare in questo contesto la celebre massima di Enzo Ferrari di "produrre un esemplare in meno rispetto a quanto richiede il mercato".

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revisione al rialzo

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Nel secondo trimestre del 2026 Ferrari ha registrato una crescita dell'utile operativo pari al 16%, portando così il margine a quota 31,2%. L'utile netto è cresciuto del 9%, arrivando a 463 milioni di euro. E il quadro è positivo anche prendendo in considerazione l'intera prima metà del 2026. Nonostante un calo delle consegne del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, Ferrari ha registrato un incremento del 6% dei ricavi netti e del 5% dell'utile netto. Panorama positivo che ha spinto il costruttore a rivedere al rialzo la guidance, ovvero le aspettative per il futuro. I ricavi netti attesi crescono di 100 milioni di euro, arrivando a quota 7,6 miliardi, mentre l'utile operativo atteso passa da 2,22 a 2,26 miliardi di euro. 

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La Ferrari Luce

Le novità

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Non potevano che essere più diverse le due creazioni presentate da Ferrari nel secondo semestre del 2026. Da un lato, la 12Cilindri Manuale, un "regalo" per i puristi del Cavallino con un V12 aspirato abbinato a un cambio manuale, abbinata che non si vedeva dai tempi della Ferrari 599. Più precisamente, si tratta di un cambio automatico gestibile dal conducente come se fosse un vero manuale, quindi con tre pedali e leva al centro della plancia non collegate meccanicamente agli ingranaggi della trasmissione. Completamente agli antipodi troviamo la Luce, prima auto elettrica della storia di Ferrari, il cui debutto ha generato un enorme clamore e non poche controversie. In ogni caso, secondo un'indiscrezione non confermata del Financial Times (Ferrari non divulga i numeri di produzione dei modelli non limitati), a Maranello sarebbero già riusciti a raccogliere quasi 500 ordini per la Luce, in linea con le aspettative per l'intero anno del costruttore, che sarebbe così riuscito a raggiungere anche clienti che non avevano mai avuto una Ferrari prima d'ora. Con l'arrivo di queste due ultime novità, la gamma del Cavallino ha raggiunto una vastità mai vista prima, mantenendo anche la berlinetta V6 296 Gtb, la supersportiva V8 849 Testarossa, il V12 della 12Cilindri, la Purosangue con assetto rialzato e la baby-Ferrari Amalfi, oltre naturalmente alla F80. E stando alle dichiarazioni del Ceo Vigna, il portafoglio ordini oggi copre già l'intera produzione 2027. 

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