La rivoluzione di Franco Baresi, come cambiò il ruolo del libero nel calcio italiano
Dall'eleganza di Scirea alle intuizioni di Turone e Santarini, la scuola azzurra ha fatto storia: ma è con la forza e la visione di Kaiser Franz che la figura del libero si è evoluta per sempre, ridefinendo i confini del calcio moderno
Franco Baresi è stato l’ultimo grande libero italiano. Lo è stato quando il ruolo aveva diritto di cittadinanza nel nostro calcio, era anzi ritenuto il più nobile dei ruoli poiché nella definizione contemplava il diritto alla libertà che ad altri era negato e nella sostanza riassumeva tutti i cambiamenti in corso in quel tempo. Dopo aver condiviso l’inizio della carriera - dalla fine degli anni 70 all’alba degli anni 80 - con l’altra eccellenza, ovvero Gaetano Scirea, Baresi riuscì nell’impresa di dare ancora più complessità al ruolo, unendo al carisma - ad inizio carriera al Milan era il "Piscinin" ma tutti lo rispettavano - la qualità tecnica, la visione di gioco, la propensione all’innesco dell’azione - oggi si direbbe alla costruzione dal basso - l’attitudine al comando e una ferocia nei tackle che era sua, e solo sua.