Barbareschi: "Guido a 180 all'ora in auto quando sono depresso"
La Gazzetta dello Sport

Barbareschi: "Guido a 180 all'ora in auto quando sono depresso"

Venerdì 31 luglio 2026
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L'attore e regista, che ha appena tagliato il traguardo dei 70 anni, si confida al Corriere della Sera. Nel racconto rientrano anche le molte controversie del personaggio: la lite con Le Iene e le offese agli inviati, i contestati fondi pubblici al suo teatro finiti nel mirino di Report

L'attore e regista, che ha appena tagliato il traguardo dei 70 anni, si confida al Corriere della Sera. Nel racconto rientrano anche le molte controversie del personaggio: la lite con Le Iene e le offese agli inviati, i contestati fondi pubblici al suo teatro finiti nel mirino di Report

Laerte Salvini 31 luglio - 10:49 - MILANO L'attore e regista Luca Barbareschi

Senza filtri, senza limiti e mettendo a nudo diverse fragilità. Nell'intervista concessa al Corriere della Sera in occasione dei suoi 70 anni, Luca Barbareschi ripercorre alcuni dei momenti più difficili della sua vita. Tra i passaggi che colpiscono di più c'è quello dedicato al rapporto con l'autodistruzione, raccontato con un'immagine che riguarda direttamente la strada, su un tema oggi molto attuale: "Sono autodistruttivo, sparisco per giorni. In quei momenti voglio morire. Magari bevo tre bottiglie di whisky e guido a 180 all'ora". Parole forti, che hanno messo a nudo un problema che non colpisce solo il famoso regista italiano, ma che anzi resta fenomeno altamente diffuso: la guida ad alta velocità. 

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La sua infatti è una confessione che va oltre la provocazione. Lo stesso Barbareschi la inserisce nel racconto di un'esistenza vissuta, come la definisce lui stesso, tra "sesso, droghe e rock and roll", fatta di eccessi, incidenti e comportamenti spericolati. Oggi, però, racconta di aver chiuso quella fase: dopo tre ricoveri nel giro di un anno, alcuni malori che lo hanno fatto perdere i sensi mentre era in sella a una bici e a una moto e diverse fratture, dice di aver eliminato completamente gli alcolici dalla propria vita. Resta il peso di quelle parole. Mettersi al volante dopo aver bevuto e viaggiare a velocità così elevate non è una semplice bravata da raccontare in un'intervista, ma una condotta che mette a rischio la propria vita e quella degli altri. I limiti imposti dal Codice della strada rispondono proprio a questa esigenza: ridurre le conseguenze di errori che, a certe velocità, lasciano pochissimo spazio per rimediare.

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Le controversie hanno accompagnato più volte la carriera di Luca Barbareschi, ma negli ultimi mesi l'attenzione si è concentrata soprattutto sul caso del Teatro Eliseo e sul duro botta e risposta con Sigfrido Ranucci. La vicenda nasce dall'inchiesta di Report, che nel 2022 aveva ricostruito i finanziamenti pubblici ottenuti dal teatro: circa 13 milioni di euro in cinque anni, compresi gli 8 milioni stanziati dal Parlamento nel 2017 per il centenario dell'Eliseo, nonostante la ricorrenza fosse già stata celebrata nel 2000. Lo scontro è tornato d'attualità a gennaio 2026, quando Barbareschi, durante la trasmissione Allegro ma non troppo, ha accusato Report di averlo fatto sorvegliare attraverso un consulente. Ranucci ha respinto le accuse, sostenendo che il lavoro della trasmissione si fosse limitato all'analisi dei bilanci e affermando che il ministero della Cultura avrebbe chiesto la restituzione degli 8 milioni di euro, richiesta che, secondo il giornalista, non sarebbe stata accolta. Una ricostruzione contestata dall'attore, che già nel 2022 aveva annunciato azioni legali nei confronti della trasmissione. 

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Sul piano giudiziario, va ricordato che l'indagine aperta dalla Procura di Roma nel 2018 sui finanziamenti all'Eliseo si è conclusa con il proscioglimento di Barbareschi. Sullo sfondo resta anche la situazione economica della Eliseo Entertainment: secondo quanto si apprende, a fine 2024 la società aveva debiti superiori ai 40 milioni di euro. Tra gli episodi più noti c'è anche lo scontro con Le Iene. Nel 2013, mentre era deputato, Barbareschi venne raggiunto a Filicudi dall'inviato Filippo Roma, che gli chiedeva conto delle presenze alla Camera. L'incontro degenerò rapidamente: secondo la ricostruzione della troupe, l'attore avrebbe insultato l'inviato, aggredito l'operatore e danneggiato la telecamera. La vicenda diede origine a una lunga battaglia legale e tornò al centro dell'attenzione nel 2019, quando Barbareschi dichiarò che nello scontro era rimasta ferita la figlia, una versione successivamente contestata dalla trasmissione attraverso le immagini registrate.

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Il rapporto con la famiglia

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Nell'intervista concessa al Corriere emerge anche un aspetto più personale. Barbareschi racconta infatti della rottura con le due figlie maggiori, spiegando che il rapporto si sarebbe incrinato dopo la decisione di non dividere il proprio patrimonio. "Non mi salutano più perché non divido l'impero", afferma, rivendicando una scelta che considera coerente con la propria idea di eredità, non solo economica ma anche simbolica. Il ritratto che ne esce è quello di una figura che continua a dividere l'opinione pubblica. A 70 anni Barbareschi sostiene di aver imparato a controllare la rabbia e di sentirsi libero di dire ciò che pensa, ma le polemiche che lo accompagnano da anni restano tutt'altro che chiuse.

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