Italia-Zola, nuovi passi avanti: è vicino l’ok alla Figc. Ecco di cosa si occuperà
Malagò e Ranieri in pressing. L’ex attaccante sarà capo delegazione e supervisore delle giovanili
Malagò e Ranieri in pressing. L’ex attaccante sarà capo delegazione e supervisore delle giovanili
Elisabetta Esposito Giornalista 31 luglio - 11:23 - MILANOGianfranco Zola sapeva come liberarsi da chi lo marcava stretto, ma Giovanni Malagò sa essere incredibilmente tenace. Il presidente federale vuole portarlo ad ogni costo in Figc e il corteggiamento sembra dare i suoi frutti. Anche perché adesso ha un alleato in più, Claudio Ranieri.
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—L’ex attaccante deve tanto a quello che è stato il tecnico della svolta della sua carriera. C’era lui sulla panchina del Napoli del post Maradona e fu lui a dire a Ferlaino che gli chiedeva chi volesse per sostituire El Pibe de Oro: "Non ci serve nessuno, abbiamo già Zola". Che ricambiò la fiducia con 12 preziosi gol. I due si sono ritrovati poi al Chelsea nel 2000: Ranieri viene scelto come allenatore quando Gianfranco è già un pilastro dei Blues e insieme continuano a funzionare a meraviglia. Quello in azzurro sarebbe un terzo atto perfetto e il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia già da ieri si sta impegnando perché Zola vinca le ultime resistenze e accetti di prendere parte a quest’ambiziosa rivoluzione targata Italia.
riunioni
—Ieri mattina in via Allegri ci sono stati i primi incontri operativi per costruire la Nazionale che sarà. Al tavolo, oltre a Giovanni Malagò (che aveva però anche altro a cui pensare, dalla riunione Uefa sull’iniziativa Mondiale di Infantino al rinnovo di diversi contratti federali in scadenza a fine mese), c’erano Roberto Mancini, Claudio Ranieri e in una delle riunioni anche il coordinatore delle nazionali giovanili Maurizio Viscidi. Si è parlato di tutto, di staff tecnico per la prima squadra, della struttura del Club Italia, di programmi, viaggi, visionature, di staff medico e ovviamente anche del possibile arrivo di Gianfranco Zola. Perché il ruolo che sperano accetti coinvolge tutti. Gli è stato chiesto infatti di diventare il capo delegazione della Nazionale, ricoprendo anche il compito di supervisore delle squadre giovanili azzurre. Un bell’impegno dunque, che lo affascina e che lo sta facendo riflettere dopo un’iniziale forte perplessità.
pronto
—Zola ormai da oltre vent’anni si è trasferito a Londra, la sua vita si concentra principalmente lì e lui è piuttosto restio ai grandi cambiamenti. Finora, da vicepresidente vicario della Lega Pro, è riuscito a gestirsi bene, lavorando soprattutto a distanza sulla messa in pratica della famosa Riforma Zola, a cui è stato da poco confermato lo 0,5% della mutualità dei diritti tv (prima era l’1%, ma c’è stato un momento in cui il decreto aveva previsto che non ricevesse più niente). Adesso, con questo doppio ruolo, dovrà muoversi con la Nazionale e supervisionare i giovani, compito per cui appare chiaramente perfetto. Possibile fare tutto, considerando pure che non vuole lasciare la vicepresidenza della Lega Pro per continuare a portare avanti il suo progetto nel calcio di base? Il combinato disposto Malagò-Ranieri gli sta facendo pensare che con un po’ di organizzazione ci si possa riuscire e il sì sembra ora davvero vicino. Del resto si troverà di fronte a una delle missioni calcisticamente più affascinanti degli ultimi anni: contribuire al ritorno dell’Italia al Mondiale e supervisionare (accanto a un maestro di calcio come Viscidi, confermatissimo) la crescita dei più giovani, dando magari il proprio contributo ad una ritrovata coerenza tecnica e tattica con quella che è l’idea di Roberto Mancini.
lo staff del mancio
—Le riunioni di ieri, come si diceva, sono servite anche per approfondire il tema staff tecnico del ct, visto pure che tra meno di due mesi si torna in campo. Ieri la trattativa per il ritorno in azzurro dil Lele Oriali ha avuto un’accelerata e a brevissimo ci sarà la firma: avrà lo stesso ruolo avuto con Mancini fino a tre anni fa, qualcosa che va oltre il team manager, più un punto di riferimento, uomo di raccordo tra il ct e la squadra e all’occorrenza tra ct e Federazione (anche se ora c’è Ranieri, che copre una posizione che prima non esisteva). Mancini ha chiamato e avrà con sé anche Massimo Maccarone come collaboratore tecnico. Il lavoro che hanno fatto insieme all’Al Sadd lo ha entusiasmato e vuole che lo segua in azzurro. Arrivano conferme pure per Massimo Roccati, da anni preparatore dei portieri del ct, e per Gianni Vio, lo specialista delle palle inattive. Ci sarà poi Antonio Gagliardi, che in passato è stato il suo tattico e collaboratore. Nel frattempo è stato viceallenatore di Chivu al Parma e del ct dell’Iran prima del Mondiale, ma sembra pronto a fare un passo indietro per l’Italia. Sul viceallenatore la Figc avrebbe espresso il desiderio di vedere in panchina un tecnico della filiera. Come Alberto Bollini, ct dell’Under 19: Mancini, che lo conosce dai tempi della Lazio, lo aveva voluto come suo vice già tre anni fa e la sua conoscenza dei giovani può tornare utile. Ma si parla anche di Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli. Quanto al preparatore atletico, con ogni probabilità arriverà uno tra Giacomo Ceci (favorito) e Claudio Donatelli, ma non è escluso che si trovi una soluzione per entrambi.
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