Roma, domani scade il termine per l'accordo sul fair play finanziario. Sentenza Uefa a novembre
Sinora il club non ha ceduto nessuno dei big, si presume perché abbia ricevuto rassicurazioni. Probabile quindi solo una multa senza limitazioni d'organico
Sinora il club non ha ceduto nessuno dei big, si presume perché abbia ricevuto rassicurazioni. Probabile quindi solo una multa senza limitazioni d'organico
Dal nostro inviato Andrea Pugliese 31 luglio - 14:40 - CARDIFF (GALLES) English versionPrima era il 30 giugno, poi (sembra) il 31 luglio. Sembra perché di fatto l’ufficialità dall’Uefa dell’allungamento di un mese della scadenza del rispetto dei parametri del financial fair play non è mai davvero arrivata. La sostanza non cambia, perché la Roma non aveva venduto nessuno dei suoi big prima e non lo ha fatto neanche oggi. Per Gian Piero Gasperini è una sorta di manna dal cielo, per il club un problema da affrontare in vista delle coppe 2027/28. Ma se alla fine i Friedkin hanno preso questa decisione (voluta o indotta che sia) vuol dire che avranno avuto le giuste rassicurazioni. O, anche, che si sentiranno di correre i giusti rischi.
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—E allora le tante voci di mercato legate alle partenze dei vari Ndicka, Koné e Soulé non si sono mai materializzate. Almeno finora. Ndicka è stato cercato spesso dall’Inter ma la Roma ha sempre detto no, Koné aveva avuto un’offerta dall’Atletico Madrid che ha gentilmente declinato, esattamente come Soulé non è voluto andare in Arabia (lo cercavano Al Ittihad e Al Ahli). Ma se il difensore ivoriano è ormai quasi certo di restare, su Koné e Soulé questa sicurezza non c’é. Con il francese che piace a Manchester United ed Arsenal e l’argentino che è finito nel mirino del Milan. Ma se la Roma avesse voluto sistemare i conti con l’Uefa un paio di altre opportunità le aveva avute: i 42 milioni rifiutati dalla Juventus per Svilar e i 22 dal Porto per Pisilli. Per non parlare della possibilità di andare via di Mancini, come rivelato recentemente dal suo agente Beppe Riso. E invece il club ha deciso di fare muro, anche in vista di una stagione che segna il ritorno in Champions League dopo sette anni di assenza e celebra contemporaneamente il centenario del club.
novembre
—E allora le sentenze dell’Uefa si conosceranno solo intorno a novembre prossimo, ma che la Roma possa essere sanzionata è cosa quasi scontata. Il club ovviamente si augura di ricevere solo una multa, seppur salata (intorno ai 10-12 milioni di euro), il che sarebbe a conti fatti il male minore, soprattutto se poi quei vari “no” contribuiranno a conservare in alto il valore della squadra e, grazie a questo, permetteranno allo stesso di fare anche passi importanti in campionato o in Champions. Ma è possibile pure che la Roma vada incontro a una limitazione della rosa, con l’organico ridotto da 25 a 22 giocatori per le coppe europee. Difficile invece che venga applicata la restrizione della stessa (e cioè il divieto di poter schierare il prossimo anno in Europa i nuovi giocatori), quasi improbabile l’esclusione dalle coppe. "L’Uefa non uccide il bambino nella culla", fanno sapere da Nyon, apprezzando di fatto il percorso di risanamento che sta facendo il club giallorosso. Ma le regole valgono per tutti. E allora da domani a Trigoria saranno sicuri di una penalità per la prossima stagione. Anche con la certezza, però, che non sarà particolarmente penalizzante.
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