Mazzata sul Chelsea: 12 mln di multa e due anni col mercato bloccato (dal '27), ma evita di partire da -6
Dopo l'autodenuncia del club londinese, in appello la federcalcio inglese ha tolto ai Blues la penalizzazione. Confermate invece, con differimento della pena, le altre sanzioni
Dopo l'autodenuncia del club londinese, in appello la federcalcio inglese ha tolto ai Blues la penalizzazione. Confermate invece, con differimento della pena, le altre sanzioni
31 luglio - 16:44 - MILANO English versionQuasi 12 milioni di euro di multa e due anni col mercato bloccato, a partire dal giugno 2027. Questa la dura punizione la federcalcio inglese ha comminato al Chelsea per violazioni del regolamento sugli agenti della FA, del regolamento sul lavoro con gli intermediari e di quello sugli investimenti di terzi nei giocatori. La FA ha accusato il Chelsea di 74 violazioni, a seguito di un'autodenuncia di cattiva condotta da parte dell'attuale proprietà dopo l'acquisto del club. La FA sta continuando a indagare su eventuali condotte scorrette individuali derivanti da questo caso.
VIDEO: Il Chelsea annuncia Palestra così: "Ha scelto questa squadra anche se altri club..."niente punti penalizzazione
—Il Chelsea ha ammesso le violazioni prima dell'udienza e una commissione indipendente aveva imposto una penalizzazione di sei punti, con sospensione condizionale fino al 30 giugno 2027, e una multa di 10 milioni di sterline (poco meno di 12 milioni di euro). Il club ha presentato ricorso contro la penalizzazione sospesa, accolto con annullamento a seguito di un'ulteriore udienza. In alternativa, la Commissione d'Appello ha imposto un divieto di registrazione dei giocatori per due sessioni di mercato complete e consecutive, sospeso con la condizionale fino al 30 giugno 2027. La multa di 10 milioni di sterline non è stata invece oggetto di appello e l'intero importo sarà investito nel calcio di base.
Leggi anche Cosa c’entrano un caffè e il calciomercato? La risposta spiega la Premier LeagueASCOLTA In The Box. Harry Kane merita il Pallone d’oro?La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA