Uk, case auto nel mirino: "Manipolati i dati sulle emissioni"
La TfL, azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale di Londra, ha chiesto un'ingente somma a vari gruppi automobilistici - tra cui Stellantis -, accusandoli di aver manipolato i dati sulle emissioni per permettere a vari veicoli di entrare nella Ulez (zona a traffico limitato londinese) senza pagare la tariffa giornaliera
La TfL, azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale di Londra, ha chiesto un'ingente somma a vari gruppi automobilistici - tra cui Stellantis -, accusandoli di aver manipolato i dati sulle emissioni per permettere a vari veicoli di entrare nella Ulez (zona a traffico limitato londinese) senza pagare la tariffa giornaliera
Marco Bruckner 31 luglio - 19:35 - MILANO La TfL ha chiesto un risarcimento di un miliardo di sterline ad alcuni dei più grandi gruppi auto al mondoÈ scontro fra la TfL (Transport for London) - società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale di Londra - e alcuni dei più grandi gruppi automobilistici al mondo, tra cui Stellantis, Bmw, Jaguar Land Rover e Nissan. La TfL, infatti, ha chiesto un risarcimento pari a un miliardo di sterline (circa 1,16 miliardi di euro al 29 luglio 2026) a questi colossi dell'automotive. La società di trasporti accusa i marchi di frode e negligenza: in particolare, i soggetti sarebbero rei di aver manipolato i dati relativi alle emissioni di alcuni propri modelli per permettere agli automobilisti di entrare nella zona a traffico limitato della capitale inglese senza pagare il pedaggio. A Londra è infatti in vigore la Ulez (Ultra Low Emission Zone), una Ztl dal costo di 12,5 sterline al giorno per quei veicoli che non rispettano gli standard della qualità dell'aria. TfL, la quale sostiene che questa manipolazione di dati abbia privato la città di importanti entrate, oltre che compromettere gli sforzi per ridurre l'inquinamento nella capitale britannica, ha scelto ora la strada legale e dovrà presentare l'atto di citazione entro ottobre 2026.
LEGGI ANCHE
Regno Unito, cresce il mercato auto: è il miglior maggio dal 2019
strada in salita
—Queste nuove accuse della TfL emergono parallelamente a un'altra diatriba riguardante una presunta manipolazioni dei dati relativi alle emissioni da parte di alcuni importanti gruppi auto. Più di un milione e mezzo di automobilisti, infatti, hanno accusato le case di aver installato dei defeat devices, ossia software progettati per manipolare i test sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx). In primo grado, tuttavia, i giudici si sono espressi a favore delle case auto, pur senza escludere completamente tutte le rivendicazioni dei ricorrenti. Gli avvocati degli automobilisti hanno già annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro la sentenza di primo grado.
Viaggia con Gazzetta Motori, vivi da protagonista i circuiti più attesi dell’estate
LEGGI ANCHE
Automobilisti, rimborsi in arrivo per i finanziamenti elargiti in modo scorretto
la reazione delle case auto
—Le case automobilistiche non hanno ancora depositato le proprie difese nel procedimento nato dalle accuse della TfL. Tuttavia, nel caso sopracitato hanno negato di aver ingannato le autorità di regolamentazione o i consumatori, sostenendo invece che il software installato sui veicoli fosse legittimo e che questi sistemi di controllo delle emissioni siano necessari per evitare problemi come lo spegnimento del motore o il surriscaldamento in particolari condizioni di guida. James Cutress KC, avvocato di Stellantis, ha definito "molto gravi" e con "conseguenze potenzialmente di vasta portata" le accuse della TfL, che però non avrebbe fornito - secondo la casa auto - "alcun dettaglio o elemento concreto" a sostegno delle proprie accuse.
Leggi anche Chery Tiggo 9, com'è fatta l'ammiraglia plug-in hybrid in arrivo in ItaliaRange Rover: lusso in Costa Smeralda, fra yacht, off-road e le novità firmate Bespoke Studio© RIPRODUZIONE RISERVATA