Rivera ricorda Baresi: "Franco mi dava del lei, è stato il più grande difensore italiano di sempre"
L'ex compagno di squadra ricorda il Piscinin: "Al debutto a Verona giocava già a testa alta. Mi emozionai quando alzò la Champions al Camp Nou, avrebbe meritato il Pallone d'oro"
L'ex compagno di squadra ricorda il Piscinin: "Al debutto a Verona giocava già a testa alta. Mi emozionai quando alzò la Champions al Camp Nou, avrebbe meritato il Pallone d'oro"
Germano Bovolenta Collaboratore 1 agosto - 07:36 - MILANO English versionFranco Baresi debutta in Serie A a Verona, già fatale ai rossoneri, il 23 aprile 1978, a 17 anni e 350 giorni. Accanto al suo idolo, Gianni Rivera, capitano, bandiera, storia e mito del Milan. Rivera ha 17 anni in più. Lui, il Golden Boy, l’aveva visto soltanto in figurina. Poi ha fatto il raccattapalle a San Siro, poi lo ha visto da lontano sul primo campo a Milanello. Adesso sono insieme. Gianni e Franchino. Con il numero 10 e il numero 6. Verona-Milan 1-2, arbitro Panzino di Catanzaro, autorete di Aldo Bet, gol di Albertino Bigon e Ruben Buriani su rigore. I migliori? Dalle pagelle: Rivera e Baresi. Franco, timidissimo e introverso, gli dà del lei. Gianni gli dice: "Guarda che sono un tuo compagno, non il tuo padrone. Sono solo il tuo capitano". Gianni Rivera parla con un filo di voce, è triste e commosso: "Il nostro meraviglioso Piscinin se n’è andato...".
Perché Piscinin? Si racconta che l’Inter lo scartò perché troppo piccolo. “L’è un piscinin”, dissero…
"Ah, sì? Poi per fortuna Italo Galbiati lo ha portato al Milan. No, era il massaggiatore Paolo Mariconti che lo chiamava Piscinin. Per Franco è stato un dolcissimo secondo padre".
E lei lo ha tenuto “a battesimo” a Verona…
"Beh, io giocavo, avevo 34 anni. Lo ha fatto esordire Liedholm, Turone era, credo, squalificato e Nils Liedholm lo ha preso in disparte e gli ha solo detto: adesso giochi tu. E ha giocato benissimo, senza problemi, sicuro, testa alta".
Non era emozionato? Nemmeno 18 anni, prima partita con il Milan. Insomma, dai...
"Sicuramente era emozionato. La prima volta è bella e incredibile, ma anche un po’ difficile. Sono momenti particolari. Io e lui abbiamo esordito giovanissimi, li abbiamo superati bene".
Franco racconterà: "Albertosi non si fidava. Mi diceva sempre stai attento. Ero confuso, avrei voluto rispondergli anche male. Ma come potevo?".
"E ha fatto bene. Franco era un ragazzo serio ed educato. E soprattutto gentile e rispettoso. Ricordo che a fine partita, negli spogliatoi, Nereo Rocco gli disse scherzando: 'Cio’, mona, te ga zoga’ anca ti?'".
VIDEO: Quando Maradona indossò la maglia di Baresi: "Il più grande difensore di sempre"E Franco?
"Ha sorriso, ha abbassato la testa ed è andato tranquillo sotto la doccia. Il Paron poi mi disse: ciò, questo mulo xe bon, ma veramente bon".
E Rivera cosa disse?
"Che Rocco non si sbagliava. Franco era un predestinato, quello che faceva in campo era semplice. Aveva il passo giusto, la corsa, la rapidità e la grinta. Ho detto che sarebbe diventato il libero del futuro".
I giornali scrissero: se lo dice Rivera, che con i giovani di solito non è molto tenero...
"Non l’ho detto solo io. Si è visto, si è capito subito che era un vero talento e che avrebbe fatto molta strada. L’anno dopo, ceduto Turone, Liedholm aveva pensato a Bigon libero e l’aveva fatto arretrare. Nelle amichevoli estive Albertino giocava il primo tempo e Baresi il secondo. Franco era sempre il migliore e Liedholm, che stravedeva per il ragazzino, gli disse: 'Bene, tu adesso giochi sempre'".
E insieme avete vinto lo scudetto della stella.
"Già, il decimo, una storia molto bella. Franco era al suo primo Milan da titolare. Io al mio ultimo. Uno scudetto importante e anche difficile".
L’attacco con Novellino, Antonelli e Chiodi non era una bomba. No?
"Ma abbiamo vinto la stella. E ce la siamo meritata. Abbiamo lottato sino alla fine contro il Perugia di Ilario Castagner, che non aveva mai perso in campionato".
Baresi nel 1979 guadagna 12 milioni di lire. Rivera propone pure per lui il premio scudetto: 50 milioni.
"Franco era un titolare, premio meritato. Aveva fatto la patente e si era comperato una macchina".
Una Golf grigia, 9 milioni…
"Altri tempi, altre esigenze, altri giocatori".
Sondaggio Gazzetta: Baresi è il più bravo di tutti. Il Milan scopre l’erede di Beckenbauer?
"Sì. Franco è stato il più grande della sua epoca, un fuoriclasse, un leader di enorme spessore. Un vero capitano, lo chiameranno Franz".
Rivera capitano alza la Coppa dei Campioni a Madrid. Baresi capitano alza la Coppa dei Campioni a Barcellona 20 anni dopo.
"Ero al Camp Nou e ho provato tanta emozione. Grande Milan. Grandissimo Baresi".
Lei ha vinto il Pallone d’oro. Franco è arrivato un paio di volte secondo-terzo. Un’ingiustizia?
"Credo di sì. Non conosco i criteri di allora, ma è stato il più grande difensore di sempre in Italia".
Gli storici del calcio dicono che non esiste un personaggio che identifichi meglio lo stato dell’anima chiamato Milan. Lei è d’accordo?
"Franco è stato il cuore e l’anima. Lui è nato al Milan e ci è rimasto per sempre. Poteva andar via, lo avevano chiesto la Samp e la Juve. Ma lui è rimasto. È andato in Serie B, è diventato il capitano e la bandiera".
Baresi 6 per sempre...
"La sua casa era Milanello, è stato il simbolo di molti Milan. Ha sofferto e pianto, ma non ha mai mollato. Poi ha vinto molto. I tifosi gli hanno voluto e gli vogliono bene. Hanno scritto che è stato il passato, il presente e il futuro. Spero che in futuro possano nascere giocatori e uomini come lui, con il suo carattere, la sua determinazione, l’affetto per ambiente, per la maglia. Sotto questo aspetto il nostro grandissimo Piscinin è stato unico".
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