Norton Atlas: torna l’adventure inglese. La prova on e off road in Islanda
La nuova Norton Atlas segna il ritorno della Casa britannica nel segmento adventure con un progetto completamente nuovo. Motore bicilindrico parallelo da 585 cc, telaio sviluppato da zero, tanta elettronica e un prezzo di partenza di 9.250 euro. Provata sulle strade vulcaniche dell’Islanda, il luogo scelto da Norton per raccontare il nuovo capitolo della propria storia
La nuova Norton Atlas segna il ritorno della Casa britannica nel segmento adventure con un progetto completamente nuovo. Motore bicilindrico parallelo da 585 cc, telaio sviluppato da zero, tanta elettronica e un prezzo di partenza di 9.250 euro. Provata sulle strade vulcaniche dell’Islanda, il luogo scelto da Norton per raccontare il nuovo capitolo della propria storia
Lucia Damiata 1 agosto - 10:43 - REYKJAVIK (ISLANDA) Norton Atlas Apex: nata per l'avventuraSe una moto nasce per l’avventura, difficile immaginare un banco di prova migliore dell’Islanda. Distese di lava, ghiacciai, sterrati infiniti, odore di zolfo, vento e pioggia: è qui che la Norton Atlas affronta il suo esame più importante, quello del debutto. È proprio qui che Norton ha deciso di presentare la nuova Atlas, il modello destinato ad aprire un capitolo completamente nuovo della propria storia. La Atlas è molto più di un nuovo modello. Dopo la Manx rappresenta il secondo tassello della rinascita Norton e segna l’ingresso del marchio nel segmento delle adventure di media cilindrata, oggi tra i più competitivi del mercato. L’obiettivo è ambizioso: una moto premium, tecnologicamente evoluta ma accessibile, senza rinunciare a quell’identità costruita in oltre 120 anni di storia
Indice
- L’idea: una Atlas completamente nuova, pensata per il presente
- Com’è fatta
- Ciclistica
- Come va: equilibrio e divertimento
- Elettronica completa
- A bordo: tecnologia e dettagli
- Come va su strada
- Come va in fuoristrada
- Design: lo sguardo al futuro
- Pregi e difetti
- In poche parole
- Scheda tecnica
1 L’idea: una Atlas completamente nuova, pensata per il presente
—Il nome Atlas non è stato scelto per nostalgia. La Norton Atlas originale, presentata nel 1962, è stata una delle moto simbolo della produzione britannica apprezzata per la capacità di affrontare le lunghe percorrenze. La nuova Atlas raccoglie quello stesso spirito, ma lo interpreta con una filosofia completamente diversa. Qui non c’è nulla di riciclato. Motore, telaio, elettronica e design sono stati sviluppati da zero a Solihull, con il supporto di Tvs. L’obiettivo non era costruire una maxi enduro estrema, ma una adventure equilibrata, facile da guidare e capace di affrontare il viaggio quanto lo sterrato. Gli ingegneri Norton spiegano di aver privilegiato una risposta pronta ai bassi e medi regimi, una ciclistica intuitiva e un’elettronica presente ma mai invasiva. Il risultato è una moto dall’impostazione moderna, ricca di contenuti tecnici, ma priva di inutili complicazioni.
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Norton Atlas: il cambio a sei rapporti con struttura a cassetta per facilitare la manutenzione2 Com’è fatta
—Il vero protagonista della Atlas è il motore. Sotto il serbatoio lavora un bicilindrico parallelo da 585 cc completamente inedito. Eroga 69 Cv a 9.300 giri/minuto e una coppia massima di 57,5 Nm a 7.500 giri/minuto. Gli ingegneri britannici hanno infatti scelto di privilegiare una curva di coppia estremamente piatta ai medi regimi, cioè nella fascia di utilizzo tipica di una adventure. Il 95% della coppia massima è già disponibile a partire da 4.600 giri, rendendo l’erogazione particolarmente elastica e sfruttabile senza dover ricorrere continuamente al cambio marcia. Anche la scelta dell’albero motore a 270 gradi segue questa filosofia. Oltre a regalare un sound corposo, migliora la trazione sui fondi a bassa aderenza grazie a una diversa sequenza degli scoppi, offrendo una buona risposta ai bassi regimi e una migliore prestazione anche in fuoristrada. La Atlas adotta cilindri rivestiti in plasma, una soluzione derivata dal settore automotive e finora inedita in questa categoria di moto, che consente di ridurre gli attriti interni, migliorare lo smaltimento del calore e incrementare efficienza e durata del motore. Il motore utilizza un doppio circuito dell’olio che, oltre a ridurre gli attriti meccanici, migliora la qualità della lubrificazione e contribuisce a rendere l’erogazione ancora più fluida e pronta nella salita di giri. Un’altra soluzione insolita per questa categoria è il cambio a sei rapporti con struttura a cassetta. L’intero gruppo può essere estratto senza rimuovere il motore dal telaio, semplificando eventuali interventi di manutenzione.
La Atlas adotta cilindri rivestiti in plasma, una soluzione derivata dal settore automotive e finora inedita in questa categoria di moto3 Ciclistica
—Telaio e design sono nati contemporaneamente. Una scelta poco comune, che ha permesso di integrare perfettamente la ciclistica nella carrozzeria, riducendo al minimo la bulloneria a vista e ottenendo linee estremamente pulite. Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza abbinato a un forcellone in alluminio pressofuso, con motore che svolge una funzione portante. Una configurazione pensata per offrire il giusto equilibrio tra strada e fuoristrada. Le sospensioni Kayaba sono completamente regolabili sia all’anteriore che al posteriore con regolazione idraulica dell’ammortizzatore posteriore. L’impianto frenante ByBre prevede un doppio disco anteriore da 310 mm con pinze radiali e un disco posteriore da 270 mm. Norton ha dedicato particolare attenzione anche al feeling della leva, lavorando sul dimensionamento dei tubi e sulla taratura dell’impianto per ottenere una risposta progressiva, facilmente modulabile sia su strada sia su fondi a bassa aderenza.
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Le sospensioni Kayaba sono completamente regolabili sia all’anteriore che al posteriore con regolazione idraulica dell’ammortizzatore posteriore4 Come va: equilibrio e divertimento
—Bastano poche curve per sentirsi a proprio agio. La posizione di guida è naturale, con busto eretto, pedane ben posizionate e manubrio che permette di assumere una postura rilassata senza rinunciare al controllo. La triangolazione tra sella, pedane e manubrio è ben calibrata e consente di affrontare senza affaticarsi sia i lunghi trasferimenti, sia i percorsi più guidati. Anche in piedi sulle pedane emerge la vocazione adventure del progetto. Il serbatoio lascia libertà di movimento anche nella guida in piedi. La sella, posta a 845 mm da terra, offre un buon compromesso tra sostegno e comfort. L’imbottitura è sufficientemente consistente per le lunghe percorrenze, senza risultare eccessivamente rigida o morbida. Qualche limite emerge invece nelle manovre a bassa velocità in fuoristrada. L’altezza della sella, unita a una taratura piuttosto sostenuta della sospensione posteriore nella prima parte della corsa, rende meno immediato appoggiare entrambi i piedi a terra nelle soste su fondi sconnessi o inclinati, soprattutto per chi è alto poco più di un metro e settanta. Un aspetto comunque mitigato dalla disponibilità di una sella ribassata. Ben studiata anche l’ergonomia dei comandi. I blocchetti sono intuitivi e l'acceleratore resta sempre facilmente raggiungibile senza obbligare ad aprire la presa sulla manopola. Un dettaglio che si apprezza soprattutto con mani di dimensioni contenute o durante le lunghe giornate in sella.
Tra gli elementi meglio riusciti spicca il display Tft touchscreen da 8 pollici5 Elettronica completa
—Tanta elettronica, ma senza complicare la vita al pilota. La piattaformainerziale Bosch a sei assi gestisce l’Abs cornering, il controllo di trazione cornering e il cruise control cornering, tutti di serie. Inoltre, sulla versione Apex è stata apprezzata la frenata combinata elettronica, il sistema di monitoraggio della pressione pneumatici e la funzione Vehicle Hold, che mantiene automaticamente la moto frenata nelle partenze in salita. Quest’ultima funzione si è dimostrata utile nell’impiego stradale, mentre nell’utilizzo in fuoristrada è preferibile disattivarla per mantenere un controllo più diretto della moto. Di serie troviamo anche il sistema keyless con apertura elettronica di accensione, bloccasterzo, sella e tappo del serbatoio, oltre alla presa Usb-C per la ricarica dei dispositivi mobili. Molto ben calibrate le cinque modalità di guida: Urban, Rain, Sport, Tour e Enduro che intervengono sulla risposta dell’acceleratore, sul livello del controllo di trazione e sulla gestione dell’Abs, adattando la Atlas ai diversi contesti di utilizzo. In modalità Enduro il controllo di trazione si disattiva con un comando dedicato sul blocchetto sinistro. Una soluzione semplice e pratica, particolarmente apprezzabile quando si passa frequentemente dall’asfalto allo sterrato. Inoltre, l’ultima modalità di guida resta memorizzata anche dopo lo spegnimento, così da poter riprendere a guidare la moto così come la si era configurata prima di sostare. Presente anche il quickshifter bidirezionale, che si è dimostrato preciso nella maggior parte delle situazioni, pur risultando leggermente più contrastato negli inserimenti con la mappatura Rain.
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La sella, posta a 845 mm da terra, offre un buon compromesso tra sostegno e comfort6 A bordo: tecnologia e dettagli
—Anche nella vita di tutti i giorni la Atlas convince. Tra gli elementi meglio riusciti spicca il display Tft touchscreen da 8 pollici. La leggibilità è ottima anche sotto la luce diretta e l’interfaccia risulta intuitiva. A moto ferma è possibile utilizzare il touchscreen, mentre durante la marcia la navigazione avviene tramite il joystick sul blocchetto sinistro, una soluzione che evita distrazioni, restando intuitiva. Il sistema supporta l'App Norton, gli aggiornamenti software Over the Air, la navigazione turn-by-turn, la telemetria e una connettività completa grazie a Wi-Fi e Bluetooth. Meno pratica la regolazione del cupolino che richiede entrambe le mani. Tra gli aspetti meno visibili ma più interessanti c’è anche il grande lavoro svolto sulla gestione del calore. Norton ha sviluppato un convogliatore che indirizza l’aria calda proveniente dal radiatore verso la parte inferiore della moto, evitando che investa direttamente le gambe del pilota nelle soste o nel traffico. Norton ha inoltre lavorato per ridurre turbolenze e l’impatto dei flussi d’aria sul corpo del pilota. Completano la dotazione i gruppi ottici Full Led con illuminazione adattiva in curva sulla versione Apex, gli indicatori di direzione integrati nei paramani, le leve regolabili, i punti di fissaggio per il sistema di valigie e numerosi accessori dedicati al turismo, tra cui le manopole riscaldabili, particolarmente apprezzate durante il test islandese.
La posizione in piedi sulle pedane è naturale, adatta ad una media statura e consente di controllare facilmente la moto7 Come va su strada
—È tra le curve islandesi, spesso bagnate da pioggia e sferzate dal vento, che la Atlas mostra il proprio carattere. Se c’è un motivo per scegliere la Atlas è il motore. L’erogazione è fluida, sempre progressiva e facilmente gestibile, con una risposta pronta fin dai bassi regimi che rende la guida naturale in qualsiasi situazione. La scelta di privilegiare la coppia, più che la potenza assoluta, si percepisce fin dai primi chilometri. Il motore spinge con decisione senza obbligare a ricorrere continuamente al cambio e perdona qualche errore nella scelta della marcia. È una caratteristica che aumenta il piacere di guida sia nel turismo sia quando il ritmo diventa più sostenuto. Le cinque modalità di guida cambiano realmente il carattere della moto, soprattutto nella risposta del Ride-by-wire. Durante il test la modalità Rain si è rivelata particolarmente efficace, permettendo di affrontare con sicurezza asfalto bagnato, vento laterale e temperature rigide, senza mai trasmettere una sensazione di incertezza. A questo contribuisce anche il buon lavoro svolto dagli pneumatici Eurogrip Explo R Plus, che hanno sempre garantito un appoggio prevedibile, anche sui tratti più viscidi. La ciclistica convince per equilibrio e precisione. La Atlas scende in piega con naturalezza, mantiene bene la traiettoria e trasmette sempre una sensazione di controllo. Anche la frenata è potente e facilmente modulabile, sebbene sulla versione Apex la frenata combinata elettronica richieda un breve periodo di adattamento nella prima fase di azionamento della leva. Nel complesso, la sensazione è quella di una moto sincera, che mette rapidamente il pilota a proprio agio senza richiedere un particolare apprendistato.
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Ottimo lavoro svolto dagli pneumatici Eurogrip Explo R Plus, che hanno sempre garantito un appoggio prevedibile, anche sui tratti più viscidi8 Come va in fuoristrada
—Lasciato l’asfalto, la Atlas cambia personalità. Inserendo la modalità Enduro, l’intervento dell’elettronica diventa meno invasivo e la moto permette di sfruttare meglio il lavoro della ciclistica sui fondi a bassa aderenza. Sugli sterrati vulcanici islandesi la Norton si dimostra precisa e intuitiva. La posizione in piedi sulle pedane è naturale, adatta ad una media statura e consente di controllare facilmente la moto, mentre il motore continua a mettere a disposizione una coppia pronta, utile nei tratti più sconnessi. Il peso di 188 kg, si avverte nelle manovre più lente e nei cambi di direzione a bassa velocità, ma una volta in movimento la Atlas riesce a mascherarlo piuttosto bene. L’altezza della sella e la taratura sostenuta della sospensione posteriore possono rendere meno immediate alcune manovre nei passaggi più tecnici, anche se la disponibilità della sella ribassata rappresenta una valida alternativa. Pur non essendo una specialistica dell’off-road, la Atlas affronta con disinvoltura gli sterrati e i percorsi a bassa aderenza, confermando una vocazione adventure concreta e ben bilanciata.
Inserendo la modalità Enduro, l’intervento dell’elettronica diventa meno invasivo, adatto ai fondi a bassa aderenza9 Design: lo sguardo al futuro
—La nuova Atlas piacerà soprattutto a chi cerca un’adventure diversa dal solito. Le linee sono tese, pulite e prive di elementi superflui, con una carrozzeria estremamente compatta che integra gran parte della componentistica meccanica. Chi è abituato alle adventure dal look più “meccanico” potrebbe trovare la moto quasi minimalista, ma proprio questa pulizia formale rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto. Cinque le colorazioni disponibili: Glacier Blue, Verona Green, Sinopia Orange, Trophy Silver e Matrix Black.
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Le linee sono tese, pulite e prive di elementi superflui, con una carrozzeria estremamente compatta che integra gran parte della componentistica meccanica10 Pregi e difetti
—Cosa è piaciuto e cosa non ha convinto della Norton Atlas
Piace:
- Motore elastico e ricco di coppia ai medi regimi
- Ciclistica equilibrata e intuitiva sia su strada sia in fuoristrada
- Dotazione elettronica completa ma semplice da utilizzare
- Ergonomia curata e ottimo comfort generale
Non Piace
- Altezza della sella impegnativa per i piloti meno alti nelle manovre in fuoristrada
- Regolazione del cupolino poco pratica
- Quickshifter leggermente contrastato nelle cambiate più tranquille
11 In poche parole
—La Norton Atlas convince perché non cerca di stupire a tutti i costi. È una moto equilibrata, ben costruita e piacevole da guidare, con un motore che rappresenta il vero punto di forza del progetto. Se la rinascita di Norton doveva partire da un modello credibiIe, la missione può dirsi riuscita. ll prezzo di partenza di 9.250 euro e 10.525 per la Apex la rende una proposta interessante per la categoria, soprattutto considerando il livello della componentistica, dei contenuti tecnici e del feeling generale.
Il Tft offre una buona leggibilità anche sotto la luce diretta e l’interfaccia risulta intuitiva12 Scheda tecnica
Norton Atlas
MotoreBicilindrico parallelo, raffreddato a liquido Cilindrata585 cc Albero Motore270° Potenza69 cv a 9.300 giri/min Coppia57,5 Nm a 7.300 giri/min Alimentazioneiniezione elettronica Ribe-by-wire Cambio6 rapporti con quickshifter bidirezionale Trasmissione finaleCatena X-Ring TelaioTraliccio in acciaio con motore portante ForcelloneAlluminio pressofuso Sospensione anterioreForcella KYB USD Ø43 mm completamente regolabile Escursione anteriore180 mm Sospensione posterioreMono KYB regolabile con precarico Escursione posteriore180 mm Freno posterioreDisco da 270 mm AbsSì, di tipo cornering Ruota anteriore110/80-19 Ruota posteriore150/70-17 Peso in ordine di marcia188 kg Altezza sella845 mm Interasse1.465 mm Serbatoio15,4 litri Consumo dichiarato23 km/l StrumentazioneTft, touchscreen a colori da 8” con 3 layout grafici ConnettivitàApp, Bluetooth e Wi-Fi DotazioneCruise Control Cornering, quickshifter bidirezionale, Sistema Keyless, USB-C, 5 modalità di guida IlluminazioneFull Led PrezzoNorton Atlas: 9.250 euro, Apex: 10.525 euro Leggi anche Moto Guzzi V85 TT: la Dakar può aspettare, il divertimento noMoto Guzzi V85 TT: più viaggiatrice che avventuriera, ma con il vizio delle curve© RIPRODUZIONE RISERVATA