Diabete, uno studio rimette in gioco le piante curative usate da secoli
Alcuni rimedi "naturali" rallenterebbero l'assorbimento degli zuccheri, altri aiutano le cellule a rispondere meglio all'insulina. Ma è presto per pensare di sostituire i farmaci...
Alcuni rimedi "naturali" rallenterebbero l'assorbimento degli zuccheri, altri aiutano le cellule a rispondere meglio all'insulina. Ma è presto per pensare di sostituire i farmaci...
Eu.Spa. 1 agosto - 10:10 - MILANOPer secoli, guaritori in Africa, in Asia e nel bacino del Mediterraneo (Italia inclusa) hanno cercato nelle piante, nelle radici e nella corteccia un rimedio contro quello che oggi chiamiamo diabete. La medicina moderna ha messo poi da parte quelle pratiche, sostituendole con pillole e iniezioni sicuramente più efficaci. Ma una revisione appena pubblicata su The Open Biochemistry Journal torna a guardare a quei rimedi per spiegare perché in alcuni casi - pare - funzionassero. E perché potrebbero tornare in auge.
VIDEO: Zuccheri: quali dobbiamo scegliere per la dieta16 piante
—Il diabete colpisce circa 589 milioni di adulti nel mondo (4 solo in Italia, ndr) di l'81 per cento vive in Paesi in via di sviluppo. Dal momento che i farmaci in uso comportano spesso effetti collaterali, gli scienziati sono tornati a studiare il mondo vegetale in cerca di alternative più semplici.Il gruppo di ricerca guidato da Maria Trapali, dell'Università dell'Attica Occidentale, ha passato al setaccio tre banche dati, Scopus, ScienceDirect e Google Scholar, alla ricerca di studi pubblicati tra il 2000 e il 2025. Da oltre 1.200 articoli iniziali sono arrivati a selezionarne 54, riguardanti sedici piante. Alcune sono note in tutto il mondo, come la Gymnema sylvestre, chiamata anche Gurmar, diffusa in Asia, nell'Africa tropicale, in Malesia e nello Sri Lanka, dove resta uno dei rimedi naturali più diffusi contro il diabete. Il gelso bianco cresce in Europa e in Asia. Il melograno è medicina tradizionale nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in India e in Cina. Il ginseng rosso appartiene alla farmacopea popolare asiatica. Tra le piante studiate c'è persino la canna da zucchero, che ha mostrato effetti sul metabolismo degli zuccheri.
Nonostante l'origine diversa, le 16 piante sembrerebbero convergere sugli stessi bersagli biologici. I loro composti attivi, tra flavonoidi, polifenoli e alcaloidi, agiscono sull'intestino: rallentano le proteine che scompongono i carboidrati in zuccheri, così il glucosio arriva nel sangue più lentamente dopo un pasto, attenuando i picchi glicemici. È l'effetto osservato, per esempio, con la Gymnema sylvestre e con un'alga rossa, la Gracilaria bursa-pastoris. Il secondo bersaglio è l'insulina, il segnale che spinge le cellule ad assorbire lo zucchero dal sangue e che nel diabete di tipo 2 funziona male: l'estratto di glicine cinese sembrerebbe attivare una via che spinge muscoli e fegato ad assorbire più glucosio e quello dei fiori di melograno ha prodotto un effetto simile negli animali. Il terzo fronte riguarda, poi, lo stress ossidativo, provocato dai radicali liberi che nel diabete danneggia fegato, reni e le cellule del pancreas che producono insulina: gli estratti della buccia di melograno, dei gusci d'arachide, del ginseng rosso e di una pianta africana, la Vernonia amygdalina, hanno rafforzato le difese naturali dell'organismo in esperimenti su animali.
in attesa di altri studi
—Quattro delle piante analizzate hanno raccolto i risultati più coerenti: Gymnema sylvestre, gelso bianco, ginseng rosso e melograno, sostenuti da più studi sugli animali e da analisi dettagliate dei loro meccanismi. Attenzione: i ricercatori avvertono che molte prove arrivano da colture cellulari o da animali da laboratorio, non da studi su esseri umani: "Per gran parte delle piante medicinali analizzate, mancano ancora studi clinici" scrivono. Confrontare le ricerche, del resto, non è semplice, perché metodi di estrazione, dosaggi e modelli animali cambiano da uno studio all'altro. Ma è proprio da qui che l'industria degli integratori potrebbe ripartire per costruire ricerche in grado di dire se alcuni di questi "antichi" rimedi potrebbero aiutare chi convive oggi con le varie forme di diabete.
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