Popovici: "Dopo l'oro olimpico il nuoto non è più ossessione. Quando mi chiamò l'allenatore di Phelps..."
Dopo l’oro olimpico vinto a Parigi 2024 era ossessionato. E allora il 21enne fuoriclasse romeno è cambiato: "Ora so che devo restare calmo". L’ha presa con filosofia: "Il mio allenatore mi faceva leggere Seneca"
Dopo l’oro olimpico vinto a Parigi 2024 era ossessionato. E allora il 21enne fuoriclasse romeno è cambiato: "Ora so che devo restare calmo". L’ha presa con filosofia: "Il mio allenatore mi faceva leggere Seneca"
Sergio Arcobelli Giornalista 1 agosto - 12:28 - MILANOÈ già nella galleria dei campionissimi della Romania, accanto a Nadia Comaneci, Cristian Chivu e Ilie Nastase. Ma David Popovici non vive di paragoni: a 21 anni il fenomeno di Bucarest continua a inseguire la gara perfetta. Agli Europei di Parigi, dove il nuoto inizia il 10 agosto, difenderà gli ori nei 100 e 200 stile libero conquistati a Roma 2022 e Belgrado 2024. Nella capitale francese, David è diventato campione olimpico nei 200 e ha conquistato il bronzo nei 100. Il suo legame con l’Italia resta speciale: al Foro Italico, quattro anni fa, ha anche stabilito il record mondiale dei 100 stile libero (46”86): "È la mia piscina preferita al mondo". Senza dimenticare che ha anche lo sponsor tecnico italiano (Arena).
David, quali parole italiane conosci?
"Ciao, grazie, carbonara, ci vediamo domani, scusami, fammi passare, tutto passa".
Ma l’Italia per te è solo nuoto?
"No. Ho fatto una vacanza in moto partendo da Palermo: niente mappa, niente Gps, solo strade secondarie, colline e libertà. È stata una delle esperienze più belle della mia vita e voglio rifarla. Quanto a Roma, per me significa legami autentici".
La medaglia d’oro di Parigi è il momento più importante della carriera? Hai mai riguardato quella gara?
"Per un periodo non ho voluto farlo. Quei 200 stile libero sono stati il punto più alto, ma anche il momento più stressante della mia vita. Dopo Parigi, ero dominato dall’ossessione, troppo. Non era sano. Ho ricominciato lentamente a dormire, a vivere normalmente, e solo dopo un anno ho potuto guardare quella gara con serenità. Ora posso dire che è stato un periodo durissimo, ma anche straordinario".
Sei ancora molto giovane.
"Sì, e avrò ancora tante pressioni da affrontare. Ho però imparato che devo restare calmo. Essere riconosciuto nel mio Paese è un privilegio, ma anche una responsabilità. Ho fama, risultati, possibilità economiche, sono cose che possono distrarti. La mia strategia è semplice: restare con i piedi per terra".
Quindi niente discoteca?
"Prima dovrei imparare a ballare... In acqua sono bravo, fuori dall’acqua molto meno".
Ti senti più a tuo agio in piscina che sulla terraferma?
"Ho letto una frase che mi è rimasta impressa: 'È buffo come, quando ci sentiamo come se stessimo annegando sulla terraferma, andiamo a respirare in acqua'. Per noi nuotatori, l’acqua è il luogo dove ritroviamo equilibrio. È quello che facciamo ogni giorno, per anni".
Hai studiato filosofia?
"Da autodidatta. All’università mi sono concentrato sulla psicologia. Da giovane, il mio allenatore mi metteva i libri di Seneca sulle ginocchia: li leggevo senza capire davvero. Poi, crescendo, ho iniziato a trovare idee che potevo applicare alla vita e al nuoto".
Adesso che cosa studi?
"Assistenza sociale. Voglio impegnarmi, fuori dallo sport, in cause importanti. Non mi piace parlare dei miei risultati, ma sono orgoglioso delle cose che posso fare per gli altri. Negli anni ho contribuito a raccogliere più di un milione di euro per diverse iniziative. Se raccontarlo può spingere anche una sola persona ad aiutare qualcuno, allora vale la pena".
Hai mai pensato di lasciare la Romania per allenarti negli Stati Uniti?
"Da ragazzo era il mio sogno. Guardavo Michael Phelps e Ryan Lochte, studiavo le loro gare. Dopo Tokyo 2021 ho ricevuto offerte dalle università più prestigiose: Stanford, Harvard, Usc, Florida. Avevo tutte le porte aperte. Ma poi ho capito che la mia squadra era troppo importante per essere abbandonata".
È stata una scommessa.
"Sì. Ho scelto di restare perché credevo in queste persone. Pensavo che con loro avrei potuto diventare campione olimpico e battere record mondiali. È stata la scelta giusta".
Anche Bob Bowman, l’allenatore di Phelps, ti aveva cercato.
"Quando ricevetti il messaggio, avevo 16 anni. Pensai: 'Che cosa faccio adesso?'. Era il mio idolo insieme a Phelps, ma poi ho capito che il legame più forte è quello con il mio allenatore Adrian (Adrian Radulescu, ndr) e con tutta la mia squadra. Bowman è una leggenda, ma io ho trovato il mio percorso".
In Italia sei stato definito il “secondo romeno di Roma”, dopo Cristian Chivu. Lo conosci?
"Non ci siamo mai incontrati, ma ho sentito solo cose positive su di lui. Apprezzo le persone oneste, semplici, genuine, normali. È il tipo di persona che cerco di essere anch’io. Niente di costruito, niente di stravagante".
Chivu ha vinto tanto con l’Inter.
"Ed è una cosa che rispetto. Mi fa piacere essere accostato a lui, tuttavia non è una competizione. In piscina invece sì, lì si gareggia.
Nadia Comaneci ha avuto il suo 10 perfetto. Qual è il tuo?
"Non credo di averlo ancora raggiunto. Nel nuoto è tutto oggettivo: c’è il cronometro, ci sono i record. Un 10 forse non esiste. Ma un 9 e 99 sì. Voglio arrivarci presto. Non so ancora cosa significherà: magari un tempo sotto i 46 secondi nei 100 stile libero, magari sotto l’1’41” nei 200. Quando lo nuoterò, capirò. Sarà il mio equivalente del 10 di Nadia, perché noi non abbiamo giudici, abbiamo solo il tempo".
Hai collezionato tante medaglie d’oro. Sei ricco?
"Sono ricco di famiglia e di vita. Ho anche un po’ di soldi… (ride). Ma la mia vera ricchezza è che la mia famiglia sta bene. Mia nonna è viva e in salute".
E hai anche un cane.
"Sì, Toto".
Come Toto Cutugno?
"No, non so perché si chiami così. È il mio migliore amico. Ha 13 anni, ormai è anziano".
Nuota con te?
"Mai. Però giochiamo tantissimo. È un Bichon, un piccolo cane bianco. Lo adoro, mi manca e non vedo l’ora di rivederlo".
Torniamo al mare: vai a nuotare fuori dalla piscina?
"Mi piace molto. In Sicilia, magari, la prossima volta. Quando sono stato lì recentemente l’acqua era troppo fredda, quindi ho preferito andare in moto".
Un’altra tua passione.
"Mi piacciono molto le auto, le moto, tutti i mezzi di trasporto un po’ pericolosi".
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