Campioni fragili che non si nascondono: il tennis al tempo delle serie tv
Da Murray a Djokovic passando per Evert e Navratilova: così i campioni del tennis hanno a raccontare le loro fragilità
Il 20 agosto tocca a lui. Dopo anni di rinvii, riprese interrotte e indiscrezioni, arriverà finalmente su Prime Video Novak Djokovic: The Wolf in Winter, documentario firmato da Jason Hehir, il regista di The Last Dance. Negli ultimi tre anni le piattaforme hanno costruito una vera biblioteca dedicata ai campioni della racchetta. Prima il fenomeno collettivo di Break Point, poi le storie individuali, sempre più intime e personali. Trame che vanno oltre la semplice biografia sportiva: confessioni, viaggi dentro la vulnerabilità, il dolore, la famiglia, la malattia, la fine della carriera. È come se il tennis, sport da sempre individuale e introspettivo, avesse trovato nel documentario il suo linguaggio naturale. Il primo spartiacque è stato Roger Federer. Federer: Twelve Final Days che racconta quasi esclusivamente i dodici giorni che separano l’annuncio del ritiro dall’ultima partita della Laver Cup del 2022. Il punto di forza è proprio questo: mostra l’uomo e le sue emozioni più che la leggenda sul campo. Federer appare insicuro, emozionato, persino spaventato dall’idea di smettere. Le immagini con Rafael Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray negli spogliatoi, culminate con il pianto condiviso tra Roger e Rafa, sono già entrate nell’immaginario dello sport contemporaneo.