Pirelli Cyber Tyre, la prova degli pneumatici intelligenti che dialogano con l'auto
La Gazzetta dello Sport

Pirelli Cyber Tyre, la prova degli pneumatici intelligenti che dialogano con l'auto

Sabato 1 agosto 2026
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Un sensore integrato nello pneumatico dialoga con l'elettronica dell'auto per anticipare la perdita di aderenza. Sul circuito prove di Vizzola Ticino abbiamo provato il nuovo Pirelli Cyber Tyre sulla Pagani Utopia, sulla Giulia Quadrifoglio e sulla Mercedes-Amg GT63

Un sensore integrato nello pneumatico dialoga con l'elettronica dell'auto per anticipare la perdita di aderenza. Sul circuito prove di Vizzola Ticino abbiamo provato il nuovo Pirelli Cyber Tyre sulla Pagani Utopia, sulla Giulia Quadrifoglio e sulla Mercedes-Amg GT63

Giacomo Ruben Martini 1 agosto - 16:26 - VIZZOLA TICINO (VARESE) VIDEO: Eccellenze Automotive, Casaluci (Pirelli): "Gli pneumatici del futuro saranno sostenibili e connessi"

Quali sono i principali fattori che mitigano il comportamento di una vettura? È ampiamente dimostrato che la tipologia di pneumatico installata può fare la differenza, e di molto. Ma le prestazioni della gomma, ovviamente, variano anche a seconda del meteo e delle condizioni dell'asfalto, che possono essere sfavorevoli. Eppure, nonostante l'elettronica sofisticatissima, che oggi fa miracoli, non c'era finora mai stato modo di conoscere questa informazione dall'inizio, perché i controlli normalmente intervengono soltanto dopo aver rilevato lo slittamento delle ruote. L'ultima frontiera della sicurezza prova invece ad anticipare questo fenomeno, mettendo finalmente in comunicazione lo pneumatico con le centraline dell’auto.

la prova in anteprima

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Cyber Tyre è la tecnologia sviluppata da Pirelli che integra un sensore all'interno del battistrada con l'obiettivo di ottimizzare il funzionamento dei sistemi di controllo e degli Adas, rendendo la guida più sicura. Le sue potenzialità, però, vanno ben oltre e sono ancora in fase di sviluppo: dal monitoraggio del manto stradale fino al supporto per la guida autonoma. Siamo stati fra i primi al mondo a provarla a Vizzola Ticino, sul circuito di prova Pirelli, ospiti a bordo della Pagani Utopia guidata dal collaudatore della casa di San Cesario sul Panaro per scoprirne il funzionamento durante un hot lap, ma anche su Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio e Mercedes-Amg GT63 per verificarne i vantaggi nelle situazioni più critiche, dall'aquaplaning alle sbandate sul bagnato.

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pneumatico connesso

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Tutto nasce all'interno dello pneumatico, grazie a un sensore collocato nella parte interna del battistrada, capace di raccogliere dati, elaborarli e condividerli con la vettura in tempo reale.
La prima informazione rilevata è il Tyre ID, ovvero l'identità digitale dello pneumatico montato: estivo, invernale oppure ad alte prestazioni. È su questo fronte che nasce la collaborazione tra Pirelli e Bosch, perché riconoscere il tipo di gomma consente alla centralina della vettura di adottare strategie di controllo calibrate sulle sue caratteristiche. Ma il Tyre ID è soltanto uno dei parametri disponibili. Il sistema rileva anche temperatura dello pneumatico, pressione di gonfiaggio, dati accelerometrici e condizioni della superficie stradale. Tutte queste informazioni vengono trasferite tramite connessione Bluetooth ed elaborate in tempo reale attraverso software e algoritmi proprietari sviluppati da Pirelli.

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Il piccolo sensore si trova nella parte interna del battistrada

la gomma virtuale

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A questo primo livello si aggiunge l'integrazione con i sensori virtuali sviluppati da Ridesense, spin-off dell'Università Federico II di Napoli. Si tratta di algoritmi capaci di elaborare le informazioni provenienti sia dal Cyber Tyre sia dalla sensoristica del veicolo, riconoscendo fenomeni come l'aquaplaning o fornendo dati utili alla diagnostica dell'automobile.
Accanto allo pneumatico fisico viene dunque costruito un vero e proprio digital twin, un gemello digitale che ne replica comportamento e condizioni operative. Non si limita a descrivere ciò che sta accadendo, ma costruisce una proiezione degli scenari immediatamente successivi: sulla base dei dati raccolti può prevedere come reagirà la vettura e consentire all'elettronica di anticiparne il comportamento prima che la perdita di aderenza si manifesti pienamente.

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Nel test effettuato con Cyber Tyre disattivato, la Giulia è interessata dal fenomeno dell'aquaplaning e sottosterza fino a colpire l'ostacolo. Nella seconda immagine, con sensore acceso, è possibile schivare l'ostacolo

Risparmia secondi

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Per la prima volta la stampa ha avuto la possibilità di testare direttamente queste tecnologie a bordo di vetture ad alte prestazioni come l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio e la Mercedes-Amg GT63 4 Porte su percorsi con asfalto a basso grip, testando sia le vetture con elettronica di serie, sia con la lettura del Cyber Tyre. La dimostrazione più immediata riguarda l'aquaplaning. Il sensore riconosce la presenza dell'acqua sensibilmente prima dei tradizionali controlli elettronici, comunicando le informazioni alla centralina che può così intervenire in anticipo di diversi secondi, spesso cruciali, e mantenere la vettura più stabile. L'avvertimento consente anche di limitare fenomeni di sottosterzo e sovrasterzo, pur sfruttando tutta la corsa del pedale dell'acceleratore della Mercedes da 612 cavalli.

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frena molto meglio

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L'applicazione che ci ha colpito maggiormente riguarda però l'Abs, perché oltre a riscontrare migliori sensazioni di guida come la risposta del pedale, è stato possibile misurarne concretamente i benefici con dati gps. Sulla berlina tedesca erano stati volutamente montati pneumatici invernali nonostante le elevate temperature di luglio, così da mettere la vettura nelle condizioni di aderenza meno favorevoli. Durante una frenata da 110 km/h a zero, su asfalto asciutto, gli strumenti di rilevazione hanno evidenziato come, con il Cyber Tyre attivo, la Mercedes abbia arrestato la propria corsa 5,5 metriprima rispetto alla stessa vettura con il sistema disattivato. Una distanza che a volte risparmia un tamponamento, o peggio, un pedone. Il motivo è che, grazie al Tyre ID, l'auto riconosce il treno di gomme montato e adatta la strategia di intervento dell'Abs in funzione della temperatura dello pneumatico e dell'asfalto rilevate dal sensore.

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sognare sicuri

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Non poteva mancare un giro da passeggeri a bordo della Pagani Utopia, la prima auto al mondo equipaggiata con il Cyber Tyre. Sul circuito prove Pirelli parte dell'asfalto è stata volutamente bagnata per mostrare come il sistema modifichi in tempo reale il comportamento dell'elettronica. Nei tratti asciutti Esp e controllo di trazione lavorano con soglie più permissive; quando invece il sensore rileva la presenza di acqua, diventano progressivamente più conservativi. Ogni tanto, però, il collaudatore Pagani ha disattivato comunque i controlli per regalarci qualche spettacolare traverso, magistralmente controllato. Del resto, non tutti i clienti di una hypercar da 864 cavalli e 1.100 Nm di coppia hanno le capacità di un pilota professionista e, in questo senso, il Cyber Tyre rappresenta un prezioso aiuto per sfruttarne il potenziale con maggiore sicurezza.

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altre applicazioni

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Il senso del Cyber Tyre, però, non si esaurisce qui. Una tecnologia di questo tipo potrebbe trovare posto anche sulle auto di grande serie, integrandosi con gli Adas, monitorando il manto stradale e condividendo queste informazioni con gli enti responsabili della manutenzione o con altri veicoli, magari a guida autonoma. In prospettiva potrebbe persino contribuire a migliorare l'efficienza, riducendo consumi ed emissioni. Perché se oggi lo pneumatico rappresenta il punto di contatto tra automobile e asfalto, domani potrebbe diventare anche una delle sue principali fonti di informazioni.

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