Andy Diaz senza limiti: "Il record del mondo? Ci credo davvero"
La Gazzetta dello Sport

Andy Diaz senza limiti: "Il record del mondo? Ci credo davvero"

Domenica 2 agosto 2026
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L'azzurro è il favorito del triplo agli Europei: "I 18 metri sono sempre più vicini. A Birmingham saremo uno squadrone"

L'azzurro è il favorito del triplo agli Europei: "I 18 metri sono sempre più vicini. A Birmingham saremo uno squadrone"

Andrea Buongiovanni Giornalista 2 agosto - 10:39 - MILANO

Tre giorni di mini raduno ai 1600 metri del Centro d’Altura del Terminillo, nel Reatino, "per respirare un po’ dopo il caldo soffocante patito agli Assoluti di Firenze, prendere una boccata d’aria fresca e riposare bene". Andy Diaz, vinto il titolo tricolore del triplo con il record italiano portato a 17.87, per una volta ha abbandonato gli impianti della caserma del Centro Sportivo delle Fiamme Gialle di Castelporziano, a Roma. A metà settimana, insieme al suo gruppo guidato da coach Fabrizio Donato, si è concesso una... divagazione sul tema. Col mirino naturalmente puntato sugli Europei di Birmingham, al via tra otto giorni.

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Andy, che esperienza è stata?

"Molto positiva: al Terminillo ero già stato come testimonial di “Sport senza Frontiere”, ma mai per allenarmi. All’andata ci siamo fermati a Rieti, perché Daniele Inzoli, partito in queste ore per i Mondiali under 20 di Eugene col resto della Nazionale, doveva fare un’ultima tecnica di lungo. Lassù, infatti, la sabbia della buca dei salti orizzontali non è utilizzabile. Per il resto, però, si sta benissimo".

Nelle foto di rito compare un... estraneo.

"Mister Max Alvini, allenatore del Frosinone neopromosso in Serie A, lì in raduno. È stato un bell’incontro: mi ha anche mostrato una foto scattata a Firenze. A mia insaputa mi ritrae con sua nipote: ha appena cominciato a fare atletica".

Cos’ha di così speciale il Team Donato?

"Tra lunghisti e triplisti siamo un gruppo fantastico. Ognuno coi propri obiettivi, ma complementari. Con la supervisione di Fabrizio, per me ben più di un coach, insieme ci divertiamo, rendiamo leggere le sedute, ci sosteniamo. La prossima settimana io e Francesco Inzoli, neocampione italiano del lungo, porteremo al campo i pasticcini per aver realizzato il personale. Siamo in ritardo". 

È anche grazie a tutti loro se, dopo i problemi di pubalgia della scorsa stagione, è rinato?

"Le cure quasi sperimentali affrontate l’autunno scorso hanno dato i frutti sperati. Al resto ci pensa un gran lavoro di prevenzione e di fisioterapia. Con tanti ringraziamenti a Lorenzo Sportolari e a Sergio D’Orio che badano ai miei muscoli".

So che tra dire e il fare... Ma io credo di poter battere il primato mondiale di Edwards che resiste da 31 anni

Molte bene, a vedere i risultati: vanta la miglior prestazione mondiale stagionale, quattro delle prime sette e cinque delle prime sei europee.

"Sono in condizione e non avverto pressioni. Spero che Pedro Pichardo, secondo al mondo col 17.71 del 19 giugno a Doha, unica gara della stagione, si presenti a Birmingham. Non ho notizie, è sparito...".

L’Italia, con Simone Biasutti e Andrea Dallavalle, vanta tre dei primi quattro triplisti europei 2026.

"Simone, col 17.32 e 17.01 di Firenze, mi ha sorpreso. È stato bravissimo e adesso sono certo crescerà ancora. Andrea, agli Assoluti, ha saltato con rincorsa ridotta una settimana dopo il 17.42 di Madrid. A Birmingham saremo uno squadrone".

Chi potrà impensierirvi, Pichardo a parte?

"Dal quarto al sesto posto della lista continentale ci sono tre francesi. Ma Raffin s’è rotto un tendine d’Achille e Seremes e Gogois non sono pericolosi".

Che fine ha fatto il campione olimpico, lo spagnolo Jordan Diaz, altro ex cubano?

"Ha lasciato il gruppo di Ivan Pedroso, voleva trasferirsi negli Stati Uniti, ma so che vive ancora in Spagna e che per quest’anno non gareggerà. Nemmeno il tedesco Max Hess si è più visto".

E se il suo unico rivale sarà... Andy Diaz?

"Punterò i 18 metri, sono sempre più vicini. S’è detto che il 17.87 di Firenze sia stato misurato male e, a vedere le immagini, potrebbe essere. In ogni caso non è stata una prova perfetta. E la successiva, nulla, era molto lunga. Io e Fabrizio, poi, dovremo riscattare l’unica gara fatta insieme, proprio a Birmingham: i Mondiali indoor 2017, un disastro per entrambi".

Intanto, dopo il secondo oro consecutivo ai Mondiali indoor, all’aperto ha vinto quattro gare su cinque con una media di 17.60.

"A Oslo, in giugno, in Diamond League, sono stato battuto da Jordan Scott per 7 centimetri. Ma con qualche valida attenuante. Non mi lamento. Il giamaicano ha appena vinto anche i Giochi del Commonwealth di Glasgow con 16.72, ma staccando con “l’altro piede”: si vede che è infortunato".

Da tempo lei dice di valere il 18.29 del record del mondo di Jonathan Edwards: resiste da 31 anni.

"So che tra il dire e il fare... Ma io ci credo davvero".

È il triplista perfetto?

"Ne preferisco altri: Taylor, Tamgho, qualche cubano, Fabrizio stesso. Di Jonathan vorrei la scorrevolezza e la capacità di non perdere velocità, restando radente al suolo: non si percepiva quando staccava. Io balzo troppo".

Lo ha conosciuto?

"Ai Mondiali di Londra 2017, un saluto veloce. Poi, due anni fa, ho incontrato suo figlio nel box Ferrari del GP di F.1 di Monza. Gli ho detto di avvisare il padre che presto avrebbe perso il record".

Curiosità: come va la pescheria a Ponte Milvio?

"Molto bene, tra poco chiuderà per ferie. Così mamma, che la gestisce, starà con nonna, che intanto continua a studiare italiano...".

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