Halo Campaign Evolved, la recensione: la bandiera Xbox per la prima volta su PlayStation
La Gazzetta dello Sport

Halo Campaign Evolved, la recensione: la bandiera Xbox per la prima volta su PlayStation

Lunedì 3 agosto 2026
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Microsoft porta la sua serie più iconica su Ps5 con un remake funzionale che, multiplayer a parte, ricorda il valore del primo FpS mainstream per console

Microsoft porta la sua serie più iconica su Ps5 con un remake funzionale che, multiplayer a parte, ricorda il valore del primo FpS mainstream per console

Paolo Sirio 3 agosto - 09:14 - MILANO

2001, 2011, 2026. Persino in un momento di appannamento come questo, Halo è un punto fisso della libreria dei videogiochi, adesso non più soltanto Xbox. Con Campaign Evolved, secondo rifacimento del capostipite della saga sparatutto, Microsoft porta per la prima volta il grande classico su PlayStation, oltre che su PC e Series X|S. Il risultato è un titolo budget che permette di esplorare un pezzo di storia del medium e, al contempo, godersi una delle migliori campagne FPS ancora oggi in circolazione.

la nuova grafica

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Halo: Campaign Evolved arriva sul mercato con un motore grafico tutto nuovo, l’Unreal Engine dei creatori di Fortnite. Presumibilmente, un esercizio per impararne le basi in vista dei prossimi lavori: altri remake e, presto o tardi, un capitolo che faccia seguito al mezzo buco nell’acqua di Infinite. Visivamente, il remake giocato su PS5 propone due opzioni ormai tradizionali, fedeltà e prestazioni. Giocare con la prima attivata, a 30fps, è abbastanza contro natura, oltre che, ci è parso, in difficoltà a mantenere una certa stabilità. Passando ai 60fps, il downgrade è chiaro ed evidente, ma ci si abitua in fretta e la qualità dell’esperienza ne giova notevolmente. Nel complesso, c’è stato forse un “glow up” eccessivo, l’immagine appare molto luminosa. Le scene d’intermezzo, però, sono state rifatte in maniera pedissequa, con qualche nuova inquadratura giusto per legare e riempire le vecchie schermate bianche. Nonostante la scrittura dei dialoghi per gli standard odierni un po’ sbrigativa, ciascun video è pregevole e nobilita il racconto.

un piccolo extra

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Come cadeau per i fan di vecchia data, Halo Studios ha inserito tre missioni bonus giocabili a parte. Parliamo di circa un paio di ore di gioco che, compreso un omaggio nel crawl iniziale, costituiscono di fatto il Rogue One di Halo: Master Chief e il suo alleato Johnson si infiltrano per recuperare una mappa della sede del quartier generale dell’alleanza aliena Covenant. Dal punto di vista narrativo e della strutturazione dei livelli, è didascalico: c’è addirittura un passaggio in cui vengono presentate le varie specie in seno ai Covenant - qualcosa che avrebbe fatto rabbrividire lo storytelling criptico dello sviluppatore originale, Bungie. Nella costruzione, questo prologo-Bignami ripercorre le basi del design di Halo: ci sono la navetta che passeggia lentamente per un livello e va difesa dagli abbordaggi dei nemici, qualche frammento a bordo dei veicoli, una manciata di playground più aperti. Un’inattesa battaglia nello spazio chiude la vicenda, legandosi, pur in modo brusco, con l’inizio del Combat Evolved classico. Una volta, il contenuto aggiunto sarebbe stato un DLC da una decina di euro.

un nuovo halo

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Contrariamente al remaster per il decennale, la Anniversary Edition del 2011, Campaign Evolved introduce alcuni ritocchi in termini di meccaniche. Cambiamenti marginali, ma che rendono girare per i livelli aperti meno complesso. C’è lo sprint adesso, per cui possiamo correre anziché muoverci lento pede, e abbiamo notato uno zoom più moderno armi alla mano. Rispetto ad Infinite, si avverte la mancanza di opzioni di mobilità avanzate, come la possibilità di aggrapparsi alle sporgenze o il rampino, ma portarle qui avrebbe richiesto modifiche troppo radicali e fuori dallo spirito del materiale di partenza. Molto apprezzati gli accorgimenti nel “waypointing”, ovvero la segnalazione di dove andare, specie in campo aperto e con molteplici obiettivi da completare, e degli ultimi nemici rimasti da eliminare prima di passare alla fase successiva della missione. Qualche stortura nell’IA c’è (in una missione iniziale, spariamo silenziosamente con un poderoso fucile da cecchino e nessuno nota la nostra presenza), ma vedere i nemici che giocano alla pari, usando lo stesso toolset del giocatore - melee, granate, veicoli -, suscita ancora oggi stupore.

halo su play station

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Paragrafo a parte è l’esordio di Halo su PlayStation. Una sorta di eresia. Giocarci su PS5 fa il suo effetto, soprattutto perché per la prima volta ci giochiamo con levette simmetriche, quelle del DualSense, che rimangono una soluzione non ideale per uno sparatutto. Ci aspettavamo una sensazione di spaesamento maggiore fruendo della serie su console Sony e invece, forse complice la fase calante dell’immaginario, tutto sommato è stato quasi naturale. Anzi, Master Chief sembra particolarmente a suo agio: anche perché il catalogo multipiattaforma è povero di questo specifico tipo di FPS single-player. Certo, mentre giocavamo con l’amato DMR, non abbiamo potuto non pensare al multiplayer e all’iconica modalità Swat. Ha senso fare remake multipiattaforma esclusivamente per giocatore singolo dei primi tre capitoli, ma il vero cuore di Halo è e sarà sempre il multiplayer. In un certo senso, è come se non stessimo vedendo il vero Halo su PlayStation, e forse così per i fan di Xbox farà meno male del previsto. Curiosa l’associazione obbligatoria dell’account Microsoft a quello del PSN al primo accesso: specialmente mancando il multigiocatore era qualcosa che ci si sarebbe potuti risparmiare. In conclusione, Microsoft può dire con una punta d’orgoglio che i giocatori PlayStation non hanno mai provato niente di simile: tanti gli emuli, ma un playground così grande, con veicoli e uno shooting ancora oggi, dopo svariati rimaneggiamenti, così preciso e croccante, solo Halo. Halo: Campaign Evolved è disponibile dal 23 luglio per PC, Xbox Series X|S e PS5.

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