Era Beckham e Gascoigne messi insieme: dov'è finito Jack Grealish
Maresca non l'ha portato in tournée, il suo rapporto con il City è sfilacciato, mentre l'Inghilterra batteva la Norvegia ai Mondiali l'hanno paparazzato a bere vodka e ad abbioccarsi in un bar. Storia dell'ultimo Peter Pan d'Inghilterra, alla ricerca di una nuova favola
Peter Pan non lotta più, ha venduto il suo pugnale. Ed è un peccato perché Peter Pan quando decideva che era il suo momento spiccava il volo e ti ammazzava con la fantasia. Con lui succedeva come nei film belli, quelli che ti rivedi, dove sai esattamente cosa sta per accadere eppure ti incanti ogni volta a vederlo. Lo sapevano anche quelli che dovevano marcarlo, Peter Pan, ma non riuscivano a impedirglielo: partenza da sinistra, uomo saltato verso il centro e poi quello che il campo offre, senza copione. Tre anni fa Peter Pan, cioè Jack Grealish, era la miccia forse non del più bello ma sicuramente del più vincente Manchester City dell'era Guardiola, sapeva accendere Haaland e congelare il ritmo di una partita, il suo era il volto del calcio e della Generazione Z d'Inghilterra. Una rockstar, un serissimo candidato al Pallone d'oro, la Bbc lo definì "imprescindibile in questa squadra se c'è da giocare una partita importante". Ora ha qualche ruga e qualche millimetro di barba in più, il ciuffo che ciondolava durante i dribbling s'è fatto così lungo che viene comodo legarlo in una coda di cavallo, si allena di buona lena per recuperare dalla frattura al piede che da sei mesi lo tiene lontano dai campi e la notizia è che il Manchester City lo tiene fuori dalla tournée estiva.