Dieta chetogenica e cancro: protegge il colon ma può favorire i tumori nell'intestino tenue
Uno studio pubblicato su Nature rivela che la stessa dieta capace di proteggere il colon dal cancro potrebbe favorire la crescita di tumori nell'intestino tenue
Uno studio pubblicato su Nature rivela che la stessa dieta capace di proteggere il colon dal cancro potrebbe favorire la crescita di tumori nell'intestino tenue
Eu.Spa. 4 agosto - 09:30 - MILANOChi ha provato la dieta chetogenica lo ha fatto quasi sempre per perdere peso in fretta, azzerando i carboidrati e caricando il piatto di grassi. Nata un secolo fa come terapia contro l'epilessia, negli ultimi decenni è stata riscoperta come strategia dimagrante e con lei è cresciuta anche l'idea che proteggesse l'intestino dal cancro: merito, si diceva, dei corpi chetonici che il fegato produce quando l'organismo brucia grassi al posto degli zuccheri. Un nuovo studio del Mit, pubblicato su Nature, ridimensiona di molto questa promessa: la stessa dieta "keto" che sembra difendere il colon potrebbe favorire i tumori nell'intestino tenue.
risposte diverse
—I ricercatori guidati da Omer Yilmaz, direttore della Stem Cell Initiative del Mit, hanno lavorato su topi predisposti geneticamente al cancro intestinale, dividendoli in tre gruppi nutriti rispettivamente con dieta chetogenica, con dieta di controllo e con una dieta ricca di grassi e calorie, quella che di solito porta all'obesità. I topi con la dieta chetogenica hanno sviluppato tumori nell'intestino tenue con una frequenza uguale o superiore a quella dei topi obesi, pur senza mettere su peso: un dato che ha spiazzato gli stessi autori, abituati ad associare il rischio tumorale al sovrappeso più che alla composizione dei pasti. Nel colon invece si è ripetuto l'effetto protettivo già osservato in uno studio del 2022, dove la stessa dieta aveva frenato la crescita dei tumori. Insomma, due organi dello stesso apparato digerente, sottoposti alla stessa alimentazione, hanno risposto in modo opposto.
corpi chetonici
—Sul ruolo dei corpi chetonici come il beta-idrossibutirrato, la molecola più abbondante prodotta durante la chetosi, lo studio aveva aspettative precise. "Vista l'attenzione ricevuta dai corpi chetonici come il BHB, ci aspettavamo fossero proprio loro i motori diretti del fenomeno" ammette Yilmaz. Ma aumentare o eliminare la produzione di chetoni non ha alterato la crescita dei tumori. "I nostri esperimenti hanno rivelato che queste molecole sono essenzialmente spettatori metabolici" precisa Yilmaz: l'accelerazione dei tumori dipende per intero da come le cellule staminali processano e bruciano il grande carico di grassi della dieta, attraverso una famiglia di proteine che si attiva quando le cellule intestinali bruciano grassi per produrre energia e che spinge le cellule staminali a moltiplicarsi più in fretta. "Avere più cellule staminali aiuta la riparazione, ma può favorire la formazione di tumori" precisa l'esperto: da una parte una parete intestinale capace di guarire meglio dopo un danno, dall'altra più occasioni perché qualcuna di quelle cellule degeneri. Risultato: "Le diete chetogeniche hanno effetti diversi a seconda del tessuto, anche all'interno dello stesso apparato gastrointestinale: dobbiamo fare molta attenzione a generalizzare gli effetti" spiega Yilmaz. "Ma dobbiamo fare molta attenzione a generalizzare gli effetti che queste diete possono avere, perché quello che può essere benefico per un tessuto potrebbe essere dannoso per un altro".
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