Bisseck: "Bene l'arrivo di Stones, così non mi rilasso. Il rinnovo? C'è solo l'Inter"
Il difensore tedesco: "Il rinnovo è stata una bella notizia. Non ho mai pensato ad altro che non sia questa maglia. Bene l'arrivo di Stones. Le critiche? Non si può piacere a tutti"
Il difensore tedesco: "Il rinnovo è stata una bella notizia. Non ho mai pensato ad altro che non sia questa maglia. Bene l'arrivo di Stones. Le critiche? Non si può piacere a tutti"
dal nostro inviato Roberto Maida 4 agosto 2026 (modifica alle 09:25) - PERTH (AUSTRALIA)Benvenuti nella nuova enclave dell’Inter, una piazzetta nascosta tra i grattacieli di Perth: aspettando il derby di domani contro il Milan, per il quale il centro città è stato tappezzato di manifesti promozionali, qui è stato allestito uno spazio tutto dedicato ai colori nerazzurri. Uffici in una torre per le riunioni istituzionali e commerciali, ristorante convenzionato proprio di fronte all’ingresso, negozietto che vende i prodotti ufficiali subito di fianco. Ieri mattina, con un bel sole invernale a illuminare la scena e a invogliare la passeggiata, la zona si è riempita di tifosi italiani. Alcuni di loro sono membri dell’Inter Club Perth, persone che ogni settimana restano sveglie fino all’alba per guardare le partite di campionato e Champions dall’Australia (“Ma non potete dire alla Lega di cambiare gli orari?”). Nell’occasione hanno potuto incontrare Yann Bisseck e Piotr Zielinski, che si sono messi a disposizione per foto e autografi dopo un allenamento molto impegnativo effettuato dalla squadra all’HBF Park. Quando Bisseck arriva per il nostro appuntamento, all’ora di pranzo, cammina a passo lento per la stanchezza. Ma è anche sorridente, perché può condividere la felicità per il contratto appena firmato. Strana storia, la sua: meno di un anno fa sembrava un esubero, a causa di una serie di errori difensivi molto dolorosi; oggi, per Chivu che lo ha rilanciato e migliorato sfidando anche i contestatori più determinati, è un quasi titolare dell’Inter bicampione. Un investimento per presente e futuro.
Yann Bisseck Dal 2023 all'Inter Tedesco, 25 anni, ha vinto due scudetti, Coppa Italia e Supercoppa con la maglia dell'InterBisseck 2031. Suona bene questo rinnovo.
“Ovviamente è una bella notizia per me. Ma non cambierà molto nella mia percezione di ciò che significa giocare nell’Inter. Quando l’ho scelta, questa squadra così speciale, l’ho fatto perché mi piacevano il club e la città dove avrei vissuto. Siccome mi trovo molto bene, è tutto proprio come lo avevo immaginato prima, non ho mai pensato ad altro che a questa maglia”.
Il prolungamento del legame, cominciato in sordina tre anni fa, è la testimonianza della fiducia della società. Scommettono forte su di lei.
“Questa fiducia in verità non è mai mancata. Ed è un elemento molto importante per un calciatore. Ma io a prescindere sentivo in cuor mio che sarei rimasto a lungo”.
Eppure lei ha ricevuto molte critiche quando ha commesso degli errori. A volte ha pagato anche la sfortuna. Come ha saputo trasformare i fischi in applausi?
“La mia idea è che sia meglio lasciar parlare gli altri e concentrarsi su quello che si può controllare. A me non interessa quello che dice la gente. Le critiche ci possono stare, vanno accettate perché fanno parte dello sport. E poi non puoi piacere a tutti. Di sicuro io credo in me stesso: sono rimasto tranquillo anche nelle fasi più delicate e in definitiva sono contento del percorso che ho fatto”.
È normale che la rosa di una squadra come la nostra sia composta da tanti giocatori bravi
La difesa dell’Inter sta cambiando, tra le uscite di Acerbi e De Vrij e l’arrivo di Stones. Aumenta la concorrenza, considerando anche il ritorno di Pavard o l’eventuale nuovo ingresso.
“Ma è giusto così. Siamo l’Inter, non un club qualsiasi. È normale che la rosa di una squadra come la nostra sia composta da tanti giocatori bravi. E la competizione interna aiuta a non rilassarsi. Quando nello spogliatoio entra un calciatore di alto profilo, è sempre un fatto positivo: Stones imporrà agli altri difensori di alzare il livello. E di conseguenza la squadra cresce di rendimento”.
Si rischia anche di andare più spesso in panchina però.
“Non vedo il problema. Ci sono tante partite, tante competizioni: ci sarà spazio per tutti, non sono affatto preoccupato. Anzi, come dicevo è uno stimolo per migliorare”.
A Hong Kong contro il Manchester City ha giocato anche centrale dei tre. Esperimento replicabile anche nelle partite vere?
“Per me conta solo giocare. Se Chivu mi vede difensore centrale, braccetto o anche attaccante, non ci sono problemi. Decide l’allenatore cosa sia necessario fare, io sono disposto ad aiutare la squadra in ogni ruolo possibile”.
L’Inter riparte dal double domestico. Per crescere dovrebbe confermarsi in Italia e andare avanti in Champions. Si può fare?
“Perché no? Siamo una squadra forte e dobbiamo dimostrare il nostro valore in ogni situazione. Nell’ultima Champions non ci siamo riusciti molto ma adesso ricominciamo da zero con la solita idea: fare il massimo in ogni competizione. Sarebbe grave il contrario”.
Klopp è un allenatore fantastico, una sorta di mito per tanti tedeschi. Mi auguro di meritare la sua considerazione"
Concludiamo parlando di Germania: sperava di andare al Mondiale, invece Nagelsmann ha scelto altri ed è andato a sbattere sul muro del Paraguay.
“Pazienza. È logico che quando sei un giocatore dell’Inter aspiri anche a conquistare un posto nella tua nazionale. Non è successo in questi mesi ma è andata bene lo stesso perché ho potuto riposarmi un po’ in vacanza. Ovviamente la convocazione rimane un mio obiettivo. E sono sicuro che se farò le cose per bene con l’Inter le possibilità di una chiamata aumenteranno di molto”.
Con Jurgen Klopp partirà una nuova era. Magari ci sarà spazio effettivamente anche per Bisseck.
“Lo spero tanto. Lui è un allenatore fantastico, una sorta di mito per tanti tedeschi. Mi auguro di meritare la sua considerazione”.
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