Depressione e ansia: il possibile legame con il Parkinson
Ansia e depressione possono manifestarsi fino a 10 anni prima dei sintomi motori della malattia. I risultati di uno studio italiano
Ansia e depressione possono manifestarsi fino a 10 anni prima dei sintomi motori della malattia. I risultati di uno studio italiano
Giacomo Martiradonna 4 agosto - 14:57 - MILANOLa malattia di Parkinson si associa a tremore, rigidità muscolare, rallentamento dei movimenti; ma quando i sintomi neurologici sono conclamati, il processo neurodegenerativo è di solito già in fase avanzata. Ecco perché, negli anni, la ricerca scientifica si è concentrata sempre più sui segnali precoci della patologia. E un recente studio, condotto dall'Unità di ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l'Unità di Ricerca e di Neurofisiologia clinica dello stesso istituto e con l'Università Lum di Casamassima, contribuisce a far luce sulla relazione tra Parkinson e disturbi dell'umore, come ansia e depressione.
Depressione, ansia e Parkinson: lo studio
—La ricerca, condotta su 24 mila partecipanti seguiti per una mediana di quindici anni, è stata pubblicata sul Journal of Neurology. Al momento dell'arruolamento, 1.760 persone avevano una diagnosi di ansia o depressione ed erano in trattamento farmacologico. Confrontando nel tempo il loro stato di salute con quello dei partecipanti che non presentavano questi disturbi, i ricercatori hanno rilevato un trend ben preciso: nelle persone con ansia o depressione iniziale il rischio di sviluppare il Parkinson risultava doppio. L’associazione, tuttavia, era evidente soltanto nei casi in cui i due eventi si verificavano a meno di dieci anni di distanza. Un dato che suggerisce quindi come l'arco temporale sia fondamentale per interpretare il rapporto tra sintomi psichiatrici e Parkinson.
una speranza per la diagnosi precoce di Parkinson
—È importante sottolineare che ansia e depressione, anche quando precedono il Parkinson, non devono essere considerate come fattori di rischio in senso lato. In altre parole, se è vero che possono costituire una manifestazione iniziale del processo neurodegenerativo già in atto, ciò non significa che chi soffre di ansia o depressione sia condannato a sviluppare la malattia.
Il dato assume rilievo clinico soprattutto quando ansia e depressione compaiono insieme ad altri sintomi non motori già considerati potenziali segnali precoci del Parkinson, come i disturbi del sonno, la costipazione e la perdita dell'olfatto. Non si tratta di nuovi criteri diagnostici né di indicazioni di screening, ma di un elemento che può orientare lo specialista verso una valutazione neurologica più attenta, soprattutto quando i segnali di rischio si presentano in un intervallo temporale ravvicinato.
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