Verstappen rinnova con la Red Bull? Papà Jos: "Voi non sapete nulla". Gli scenari per il futuro
L'ex pilota si è espresso sulla questione contratto del figlio: il problema non sarebbe solo l'ingaggio ma anche la macchina. Media e vecchie glorie della F1: tutti dicono la propria... tranne Max
L'ex pilota si è espresso sulla questione contratto del figlio: il problema non sarebbe solo l'ingaggio ma anche la macchina. Media e vecchie glorie della F1: tutti dicono la propria... tranne Max
Giorgio Burreddu Collaboratore 4 agosto - 14:44 - MILANOJos Verstappen, il signor so-tutto-io. Perché, dice lui, “voi non conoscete assolutamente nulla”. Basta un colpo di tweet e il papà di Max Verstappen apre incognite profonde sul futuro di suo figlio in Red Bull. Sulla versione olandese di gpblog.com è tornata fuori la vecchia questione delle clausole di Mad Max: pare che la Red Bull sia disposta a esaudire qualunque desiderio di Max, a patto che quest’ultimo rinunci alle vie d’uscita contenute nell’accordo valido fino al 2028. Una scadenza che potrebbe non essere rispettata qualora venissero meno determinate condizioni. La voce, rilanciata originariamente dalla Bild, racconta di un’offerta più ricca e allungata fino al 2029, ma senza clausole liberatorie. Proprio quelle che, con Verstappen sesto nel Mondiale a 110 punti da Kimi Antonelli, sarebbero ora diventate utilizzabili: il campione avrebbe tempo fino all’autunno per decidere. Jos ha liquidato tutto con la consueta delicatezza da bulldozer. E ha smontato l’impianto di possibili trattative in corso. Eppure: non ha smentito, non ha chiarito, non ha chiuso la porta. Jos ha soltanto ricordato al mondo che lui sa e gli altri invece no. E intanto il futuro di Max resta avvolto nell’incertezza.
il vero problema
—Il punto non è il contratto. È la macchina. La RB22 è ancora senza vittorie, la Red Bull è quarta tra i Costruttori e il nuovo progetto tecnico non ha restituito a Max un mezzo da titolo. A Budapest l’olandese ha strappato un (bel) secondo posto, ma il divario dalla Mercedes resta strutturale. E con la Ferrari potrebbe esserci una discreta bagarre. C’è qualcosa di troppo grande che ancora separa la Red Bull dal resto del Circus (quello che conta, almeno). Verstappen continua a definire il team “una seconda famiglia”, eppure ha ammesso di non gradire la macchina che sta guidando (e a dire il vero non gli piace nemmeno questa Formula 1). Può smettere quando vuole, ha detto alzando le spalle. È chiaro che il rientro dall’estate sarà decisivo per capire dove atterrerà Max. Life on Mars? Ma qui non serve David Bowie per capire che Verstappen, con quello che ha vinto, non vuole fare l’alieno: vuole tornare a giocarsi il titolo di campione del mondo. Il GP d’Ungheria, l’ultimo prima del rompete le righe, non ha detto ancora tutto. E se la Red Bull voleva risposte, il succo è che dovrà aspettare ancora. Per questo Jos, che evidentemente naviga sui social, è intervenuto netto come un colpo di scure con chi dice che la Red Bull è pronta ad accontentare Max in tutto. No, ha detto Jos, “voi non sapete nulla” (fa anche molto marchese del Grillo, diciamolo).
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—Intanto, le vecchie glorie interpellate per capire la situazione di Mad Max fotografano bene il dilemma. Juan Pablo Montoya legge le lamentele radio (più volte sentite in questa prima parte di stagione) come pressione politica sulla squadra, non come preparativi per la fuga. Emerson Fittipaldi ricorda che Max “si carica la macchina sulle spalle” e che un suo addio scatenerebbe un gigantesco valzer di sedili. Stefan Johansson va al nocciolo: senza una vettura vincente non vince proprio nessuno, per quanto Verstappen continui a produrre miracoli come quello visto in Ungheria. Gerhard Berger invita invece alla pazienza: costruire da zero una power unit e restare competitivi è già notevole. Tra sei e dodici mesi la Red Bull potrebbe tornare molto forte. Secondo le indiscrezioni delle ultime ore, Oliver Mintzlaff avrebbe proposto un prolungamento a Verstappen fino al 2029, includendo la rinuncia alle clausole rescissorie e un ritocco verso l'alto dello stipendio base, che attualmente si aggira sui 65 milioni di euro all'anno. L'offerta è stata presentata diverse settimane fa, ma dal management dell'olandese non è ancora arrivata una risposta formale, anche se l'impressione è che si possa arrivare a un'intesa. Ed è qui che Jos è intervenuto. È ancora tutto per aria. Max non deve scegliere soltanto se restare o andarsene. Deve decidere se crede ancora nel progetto della Red Bull. McLaren sta a guardare e aspetta. A Milton Keynes, invece, tutto ruota ancora attorno a lui.
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