Rivoluzione Djokovic: "Facciamo i set su 4 game, accorciamo i tempi per noi e per il pubblico"
La Gazzetta dello Sport

Rivoluzione Djokovic: "Facciamo i set su 4 game, accorciamo i tempi per noi e per il pubblico"

Martedì 4 agosto 2026
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Il serbo a New York propone una riforma radicale: "Niente vantaggi sui 40-40 e modello Next Gen per vincere i set"  

Il serbo a New York propone una riforma radicale: "Niente vantaggi sui 40-40 e modello Next Gen per vincere i set"  

Lorenzo Topello Collaboratore 4 agosto 2026 (modifica alle 14:25) - MILANO

È meglio per tutti, dice Novak Djokovic. Il serbo lancia la sua ultima proposta: l'obiettivo, spiega il 24 volte campione Slam, è rendere più sostenibile il tennis per il pubblico e non solo. L'idea di Nole è venuta fuori nei giorni scorsi a New York: cambiare il formato del punteggio, giocando sì al meglio dei cinque set, ma solo fino ai quattro game per ogni parziale. E abolendo i vantaggi sul 40-40.

la proposta

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Sostenibilità e alleggerimento sono i pilastri evocati da Djokovic durante il Fanatics Fest, una kermesse dedicata alla sport che la Grande Mela ha ospitato nel weekend dal 16 al 19 luglio scorso. Queste le parole del serbo per lo youtuber Nick Knows Ball che lo ospitava: "Bisognerebbe cambiare il formato del punteggio: giocare fino ai 4 game per ogni parziale, possibilmente senza vantaggi all'interno del game, al meglio dei cinque set. Potremmo mantenere così le partite dentro l'arco delle due ore: è meglio per tutti".

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stile next gen

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Nel tennis l'idea di Nole è già realtà, seppur non all'interno del circuito maggiore. Si gioca infatti con quel formato all'interno delle Next Gen Finals, la competizione di fine stagione che lo scorso anno ha premiato Learner Tien (e che in passato ha incoronato anche i giovanissimi Sinner e Alcaraz).

maratone

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Estendere il formato Next Gen ai tornei Atp rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione. Nole la auspica, spinto forse dalla voglia di competere ancora alla pari con talenti che inevitabilmente hanno dalla loro parte la giovane età. Anche se il serbo, nonostante viaggi verso i quaranta, nelle maratone sa ancora il fatto suo: a Wimbledon ha vinto una sfida infinita al quinto set contro Auger-Aliassime, e nell'ultimo Australian Open ha estromesso Sinner in semifinale dopo un match andato ampiamente oltre le quattro ore. E due dei più sfarzosi Slam della sua bacheca fanno rima con maratona: l'Australian Open 2012 (vinto contro Nadal dopo una sfida da 5 ore e 53 minuti) e l'assurdo Wimbledon 2019, portato a casa cancellando due match point a Federer in una finale giunta alle soglie delle cinque ore.

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