Walter Sabatini, la scelta del cuore: torna da ds alla Pro Patria, dove 42 anni fa segnò gli ultimi gol
La Gazzetta dello Sport

Walter Sabatini, la scelta del cuore: torna da ds alla Pro Patria, dove 42 anni fa segnò gli ultimi gol

Mercoledì 5 agosto 2026
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Segue tutti gli allenamenti da casa, si confronta quotidianamente con la dirigenza: il mitico uomo mercato torna in pista. Il club: "Avrà un ruolo apicale, non solo istituzionale"

Segue tutti gli allenamenti da casa, si confronta quotidianamente con la dirigenza: il mitico uomo mercato torna in pista. Il club: "Avrà un ruolo apicale, non solo istituzionale"

Andrea Pugliese Giornalista 5 agosto - 07:58 - MILANO

"È vero, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto". Tanto più se l’assassino si chiama Walter Sabatini, che di delitti calcistici ne ha messi in piedi molti, ma nel senso buono del termine, ovviamente. Ad annunciarlo è stata proprio la Pro Patria, la società dove Sabatini chiuse la sua carriera da calciatore nel 1984, con 29 presenze e 3 gol in quella che all’epoca era la Serie C2. Oggi la Pro Patria è scivolata ancora più giù, in Serie D, dopo la sofferta retrocessione della scorsa stagione. Ma per tornare subito tra i professionisti il club di Busto Arsizio ha deciso di affidarsi proprio a lui. E lo ha annunciato con un post pubblicato sulla sua pagina Instagram, nel quale Sabatini mostra la maglia dei Tigrotti insieme a Luca Bassi (socio di Steve Pagliuca, azionista di maggioranza dell’Atalanta), al responsabile dell’area tecnica Giovanni Giovanditti e al nuovo presidente Rosanna Zema. "L’etrusco residuale sta chiamando - le parole che si leggono nel post del club - è proprio lui: autorevole, onesto, visionario. Da giocatore ha chiuso qui. E qui ora ritorna...". 

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L’attesa

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 Già perché Sabatini aveva una voglia matta già da un po’ di tornare in pista, lui che in carriera ha guidato le sorti sportive di Lazio, Palermo, Roma, Inter, Bologna, Sampdoria e Salernitana. Tante avventure diverse, mille imprese e in mezzo anche qualche sogno infranto. Con la certezza però di aver fatto sempre tutto con il cuore. E di aver dato sempre il massimo, a prescindere dai traguardi finali. Esattamente come farà a Busto Arsizio, dove dopo la retrocessione di maggio l’attesa per il rilancio è fortissima. Il progetto portato avanti dalla nuova proprietà (Estrella Football e Finnat) è estremamente ambizioso e si basa sul vivaio, sulla valorizzazione dei giovani e su un calcio sostenibile. Pane quotidiano per uno come Walter Sabatini, che ha visto sempre nei giovani una fonte di ispirazione. 

A Roma

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 I primi contatti tra Sabatini e la Pro Patria risalgono a un mese fa, esattamente al 4 luglio scorso, quando Giovanditti dopo aver visto un suo intervento in un podcast lo ha contattato direttamente. "Per me lui è come il Papa calcistico – dice il giovane manager – so tutto di Sabatini dirigente, ma non sapevo che aveva finito la carriera da calciatore proprio qui, a Busto Arsizio. Quando l’ho realizzato sono volato a casa sua con maglia, sciarpa del centenario e una sua foto plastificata di quando giocava con noi". Da quel momento i contatti sono stati continui, frequenti, spesso anche a notte inoltrata, come ben sa chi ha lavorato negli anni passati con Sabatini. Giovanditti ha fatto quindi su e giù con Roma per quattro volte, l’ultima delle quali è stato accompagnato anche da Bassi e Zema. "Abbiamo studiato e analizzato tutto insieme. E quando ho capito che si poteva chiudere davvero, allora ho chiesto alla proprietà di venire con me a casa di Walter. Rosanna e Luca ultimamente hanno combattuto una vera e propria battaglia in una tempesta societaria. Se Sabatini oggi è con noi il merito è soprattutto loro". 

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Il ruolo

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 Nel frattempo Sabatini ha iniziato a studiare i giocatori, a individuare profili, a tempestare di telefonate e messaggi sia Giovanditti sia Zema. Ed a guardarsi gli allenamenti da casa, senza perdersene neanche uno. Nel suo perfetto stile di uomo vulcanico, mai domo. Walter seguirà ogni cosa da Roma, da remoto, ma sarà spesso presente anche a Busto Arsizio ("E quando non potrà venire lui da me andrò io da lui", dice ancora il responsabile dell’area tecnica). Ad iniziare dalla conferenza stampa di presentazione, che si preannuncia ovviamente scoppiettante e che dovrebbe andare in scena a breve. "Con me ovviamente non parla di calciatori, ma di mille altre cose – dice Rosanna Zema – ho conosciuto una persona vulcanica, sempre euforica, sicuramente piacevole e piena di risvolti, non solo calcistici. Il suo ruolo nella Pro Patria? Dobbiamo ancora definirlo con esattezza, ma sarà sicuramente un ruolo apicale, operativo, non solo istituzionale". Anche perché se ti porti dentro uno del valore di Sabatini, con quell’occhio lì, non puoi sprecarlo. Che poi l’ultima volta che la Pro Patria cercò di sbarcare in B fu nel 2009 e a negargli quella gioia fu il Padova di Carlo Sabatini, in finale. Già, proprio il fratello di Walter. E allora chissà che l’ex ds di Roma e Inter non abbia accettato anche per questo, per ridare alla Pro Patria ciò che le è stato tolto in famiglia...

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