Il jet lag colpisce anche l'intestino: ecco come contrastare i disturbi in viaggio
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Il jet lag colpisce anche l'intestino: ecco come contrastare i disturbi in viaggio

Mercoledì 5 agosto 2026
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Gonfiore, stitichezza e digestione difficile dopo un volo intercontinentale non dipendono sempre dalla cucina del posto

Gonfiore, stitichezza e digestione difficile dopo un volo intercontinentale non dipendono sempre dalla cucina del posto

Daniele Particelli 5 agosto - 10:13 - MILANO

Chi ha avuto modo di affrontare almeno un lungo volo intercontinentale conosce bene i sintomi del jet lag, dalla stanchezza persistente alle difficoltà ad addormentarsi, fino a un senso di disorientamento temporale nei casi più intensi. Il nostro orologio biologico, però, non è l'unico a soffrire per questa alterazione improvvisa del ritmo sonno-veglia. Anche l'intestino, con i miliardi di batteri che lo popolano, subisce uno sconvolgimento che, in alcuni casi, può portare a gonfiore, stitichezza, senso di pesantezza e persino alterazioni dell'appetito.

Molte persone, quando raggiungono la meta delle vacanze, sperimentano questi sintomi, ma tendono ad attribuirli alla cucina locale o all'acqua del posto. E se i problemi fossero invece legati al jet lag? A fare chiarezza su questo aspetto è stata una revisione della letteratura scientifica condotta dall'Università Medica di Breslavia, dove si parla addirittura di "gut jet lag", il jet lag dell'intestino.

Cos'è il gut jet lag?

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Il nostro intestino ha un proprio orologio biologico, sincronizzato con il ritmo circadiano dell'organismo e strettamente connesso al sistema nervoso attraverso l'asse intestino-cervello. Questo asse funziona secondo dei precisi cicli biologici che regolano la produzione di enzimi digestivi, la secrezione della bile, la motilità intestinale e la composizione del microbiota. Quando ci troviamo ad attraversare rapidamente molti fusi orari, tutti questi ritmi vengono bruscamente interrotti.

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"Il gut jet lag è un concetto relativamente nuovo che descrive uno stato di desincronizzazione tra il ciclo biologico umano e i ritmi dei batteri intestinali. I brevi viaggi all'interno dell'Europa difficilmente provocano alterazioni importanti, ma il problema diventa significativo durante i voli intercontinentali che attraversano numerosi fusi orari. In queste condizioni la stanchezza e i cambiamenti alimentari possono compromettere la barriera intestinale e ridurre la produzione di acidi grassi a catena corta benefici", ha spiegato Karol Biliński, co-autore dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nutrients.

"Un improvviso cambiamento degli orari dei pasti influenza direttamente la secrezione degli enzimi digestivi, la produzione di bile e la motilità intestinale", ha sottolineato invece Laura Rafner tra gli autori dello studio: "Di conseguenza l'equilibrio del microbioma può spostarsi temporaneamente a favore di ceppi batterici meno benefici, rallentando il transito intestinale e favorendo il disagio digestivo".

Quando i segnali dell'asse intestino-cervello si desincronizzano, la comunicazione tra l'intestino, il sistema immunitario e il cervello viene temporaneamente alterata, e gli effetti si manifestano sia a livello digestivo che sulla qualità del sonno e sui nostri livelli di energia complessivi.

Come prevenire i sintomi del gut jet lag?

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La buona notizia, però, è che questi effetti possono essere ridotti con alcune strategie preventive, molte delle quali vanno messe in atto già prima di salire sull'aereo. I ricercatori raccomandano di iniziare l'adattamento alcuni giorni prima della partenza, modificando gradualmente gli orari del sonno e l'esposizione alla luce in funzione del fuso orario di destinazione: anticipare o posticipare l'ora in cui andiamo a letto di un'ora al giorno nei giorni precedenti il volo può fare una differenza significativa sull'impatto del cambio orario.

E poi c'è la cosiddetta crononutrizione: dovremmo iniziare a consumare i pasti seguendo già gli orari del luogo di arrivo, proprio come facciamo col sonno. "Durante il volo e dopo l'atterraggio, i pasti dovrebbero essere consumati esclusivamente durante le ore diurne della destinazione, evitando di mangiare durante quella che corrisponde alla propria notte biologica", ha spiegato Paweł Witko. Altrettanto importando è mantenere una buona idratazione, un aspetto che non sempre viene ricordato mentre si è in viaggio.

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Le implicazioni oltre i viaggiatori

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Le conclusioni dello studio, condotto con particolare attenzione agli atleti che affrontano lunghi spostamenti internazionali e devono mantenere prestazioni ottimali, hanno delle ricadute molto più ampie. "Le ricerche sui lavoratori turnisti e sul personale di volo suggeriscono che vivere costantemente contro i propri ritmi biologici può influenzare in modo significativo il microbioma", ha precisato Dagmara Beata Gaweł-Dąbrowska, responsabile del gruppo di ricerca: "Mantenere una buona igiene del sonno, orari regolari dei pasti e un'adeguata esposizione alla luce naturale rappresenta una base fondamentale per la salute di tutti. Non solo di chi prende aerei intercontinentali".

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