Auricoloterapia contro l'emicrania: funziona o no?
La Gazzetta dello Sport

Auricoloterapia contro l'emicrania: funziona o no?

Mercoledì 5 agosto 2026
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Alcuni ricercatori hanno voluto capire se gli aghi nell'orecchio aiutano davvero chi soffre di emicrania cronica. Scoprendo che...

Alcuni ricercatori hanno voluto capire se gli aghi nell'orecchio aiutano davvero chi soffre di emicrania cronica. Scoprendo che...

Eu.Spa. 5 agosto - 14:51 - MILANO

Un mal di testa che torna più di 15 giorni al mese finisce per governare l'intero ritmo della vita. Chi convive con l'emicrania cronica lo sa bene e spesso cerca, oltre ai farmaci, pratiche complementari capaci di alleviare il dolore. Tra queste, gode di ampia pubblicistica l'agopuntura applicata all'orecchio, o auricoloterapia, per i suoi possibili effetti su alcuni meccanismi coinvolti nella malattia. Ma funziona? A chiederselo, buon ultimo, è stato un gruppo di ricercatori dell'Università del Sud di Santa Catarina, in Brasile, che ha presentato i risultati di uno studio al Forum 2026della Federazione delle Società Europee di Neuroscienze a Barcellona. 

La sperimentazione ha coinvolto 68 donne con diagnosi di emicrania cronica da almeno un anno, tutte con episodi in almeno 15 giorni al mese, tra mal di testa da moderati a intensi, nausea, sensibilità alla luce e al suono e, in alcuni casi, aura. Le partecipanti sono state divise in due gruppi: il primo ha ricevuto otto sedute di auricoloterapia in otto settimane, con aghi semipermanenti su punti specifici dell'orecchio secondo il protocollo per l'emicrania, seguiti dall'applicazione di semi di senape sugli stessi punti per mantenere la stimolazione fino alla seduta successiva. Il secondo gruppo ha ricevuto lo stesso trattamento, ma su punti dell'orecchio non collegati all'emicrania, corrispondenti a dita, polso, ginocchio, spalla, polmone e colonna vertebrale. Il dolore è stato misurato con il Questionario McGill, l'impatto dell'emicrania sulla vita quotidiana con il test HIT-6, in tre momenti: prima del trattamento, subito dopo e a distanza di 30 giorni. I ricercatori hanno registrato anche l'ossigenazione della corteccia prefrontale con la emoencefalografia, tecnica non invasiva che misura il flusso sanguigno cerebrale attraverso gli infrarossi. 

Emicrania

risultati

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Nel gruppo trattato con auricoloterapia il punteggio medio del dolore è sceso da 50,5 prima delle sedute a 44,7 subito dopo, fino a 41 dopo 30 giorni: una riduzione di circa l'11 per cento a fine trattamento e del 18 per cento al controllo a un mese. Nel gruppo con l'agopuntura non specifica il punteggio è passato da 50,2 a 44,3 e poi a 43,9, con riduzioni di circa il 12 e il 13 per cento. A 30 giorni il dolore risultava più basso rispetto al punto di partenza in entrambi i gruppi, ma senza differenze significative tra chi aveva ricevuto la stimolazione mirata e chi quella sui punti non collegati all'emicrania. "Abbiamo osservato anche una riduzione dell'impatto dell'emicrania sulla vita quotidiana" racconta Belle. "Nel gruppo di auricoloterapia il punteggio medio dell'HIT-6 è sceso da 66,1 prima delle sedute a 60,7 subito dopo e a 59,5 dopo 30 giorni. Nel gruppo di controllo il punteggio medio è sceso da 65,8 a 59,2 dopo le sedute ed è stato di 59,3 dopo 30 giorni. In entrambi i gruppi, questo rappresenta una riduzione del dolore tra l'8 e il 10 per cento circa". 

Auricoloterapia

orecchio segreto

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Anche i dati sull'ossigenazione della corteccia prefrontale hanno mostrato cambiamenti nel corso dello studio e differenze tra i due gruppi, senza però un andamento nel tempo chiaramente distinto tra chi aveva ricevuto la stimolazione mirata e chi quella sui punti di controllo. Sul confronto complessivo tra i due trattamenti non sono emerse differenze significative. Ma guardando l'andamento di ciascun gruppo nel tempo, nel gruppo con auricoloterapia il dolore ha continuato a scendere anche nel mese successivo alla fine delle sedute, da 44,7 a 41, mentre nel gruppo di controllo è rimasto quasi invariato, da 44,3 a 43,9. È a questo dato che sembra riferirsi lo studio quando parla di un effetto più costante nel tempo nel gruppo trattato con auricoloterapia, pur ripetendo l'analisi su un campione più ampio di donne prima di trarre conclusioni. 

I ricercatori stanno indagando anche i meccanismi alla base dell'eventuale effetto della tecnica. "L'emicrania è una condizione complessa che coinvolge cambiamenti neurovascolari, autonomici e neuroinfiammatori" spiegano. "L'orecchio ha legami stretti con reti di cellule nervose, incluse connessioni con il nervo vago, il nervo trigemino e i nervi cervicali, coinvolti nella regolazione del dolore, nell'attività autonoma e nelle risposte infiammatorie. Una delle nostre ipotesi è che l'auricoloterapia possa influenzare il cosiddetto asse neuroimmune, un sistema di comunicazione bidirezionale tra sistema nervoso e sistema immunitario, che modula i processi legati alla sensibilizzazione al dolore e all'infiammazione".

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