Capelli lunghi, sigarette e Liedholm che preferì giocare in 10: com'era il calciatore Walter Sabatini
La Gazzetta dello Sport

Capelli lunghi, sigarette e Liedholm che preferì giocare in 10: com'era il calciatore Walter Sabatini

Mercoledì 5 agosto 2026
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"Ero troppo presuntuoso" ha riconosciuto una volta diventato dirigente. A Roma il Barone lo richiamò in panchina senza avere più cambi. Poi un lungo girovagare tra Serie B e C, fino alla chiamata finale della Pro Patria, dove oggi vuole chiudere il cerchio anche da dirigente

Poiché ogni tanto il destino si diverte a  riannodare i fili di una trama che avevamo dimenticato, Walter Sabatini riparte  dalla Pro Patria, che fu la sua ultima squadra da calciatore e  che segnò - se vogliamo - l’inizio di tutto. Dopo molta vita vissuta e consumata nel modo furente che gli riconosciamo, l’illuminato dirigente e il fine talent scout, entrambi riassunti nell’uomo che cammina sui pezzi di vetro e con la maschera di ossigeno a portata di respiro, chiude un cerchio in maniera che - ne siamo convinti - gli solletica non solo la certezza dell’illogica ironia che impasta la vita, ma anche il senso della navigazione che ne consegue, così balorda e imprevedibile.

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