Battocletti: "Sono rinata grazie alla carne di struzzo. Ora gli Europei, poi mi laureo in ingegneria e..."
Nadia insegue la doppietta d’oro come a Roma 2024 con un segreto alimentare: "Lo struzzo ha un gusto forte ma è meno grasso del cervo. Sto facendo una tesi su una scuola per l'infanzia con materiali ecosostenibili"
Nadia insegue la doppietta d’oro come a Roma 2024 con un segreto alimentare: "Lo struzzo ha un gusto forte ma è meno grasso del cervo. Sto facendo una tesi su una scuola per l'infanzia con materiali ecosostenibili"
Dal nostro inviato Andrea Buongiovanni 9 agosto - 09:43 - BIRMINGHAMDa Parma, per un ultimo check col fido osteopata Gianluca Carretta, all’aeroporto di Orio al Serio, destinazione Birmingham. Nadia Battocletti, come buona parte dei 130 azzurri da domani in gara agli Europei, ieri sera è giunta a destinazione. Tra martedì e venerdì andrà a caccia dell’ambiziosa doppietta 5000-10.000. Riuscitale già a Roma 2024, prima volta di una donna italiana.
Nadia, l’abbiamo vista poco negli ultimi mesi…
"Dopo il Golden Gala di inizio giugno, avrei voluto spaccare il mondo e sono invece finita nelle retrovie testando le mie capacità di resistenza e sofferenza, mi sono data tempo. Anche perché, oltre all’influenza, ho scoperto di avere avuti altri problemi".
Di che natura?
"Fisica, con valori di ferritina molto bassi. Così, per recuperare, sono stata cinque settimane in raduno al Rifugio Campolongo, sopra Asiago, a 1550 metri. Era la terza volta. Ormai sono di famiglia e mi trattano come una regina. Hanno anche cambiato il cartellone che celebra i miei successi".
Come ha recuperato?
"Con un’integrazione ad hoc, suggerita dai miei medici Fabio Diana e Pierluigi Fiorella. Frutta, verdura e una dieta a base di carne di struzzo, ricca di ferro e meno grassa di quella di cervo".
E dove la trovava?
"Da un allevatore di Pergine Valsugana. Poi me l’hanno cucinata in ogni modo: stufato, ragù, bresaola. Il gusto è un po’ forte, ma è una delizia. Faticavo anche a fare 100 metri a 3’ al chilometro, dopo un mese ho rimesso le chiodate ed ero un’altra".
Come ha dimostrato agli Assoluti di Firenze di fine luglio, con i titoli sui 1500 e 5000.
"Sono stati due buoni test, soprattutto quello sui 1500, nei quali ho ben risposto al secco cambio di ritmo di Laura Pellicoro. Resta che gli ultimi mesi, rinuncia al meeting di Montecarlo compresa, non sono stati come li avrei voluti. Ma il mio papà-coach ed Elisabetta Borgia, che mi segue sotto il profilo psicologico, sono stati decisivi. Comunque ho lavorato bene, spesso anche due sedute quotidiane. E ho riposato molto. Senza dimenticare le sedute col fisioterapista Paolo Ruatti e quelle in palestra da Armando Defant, a Trento".
Negli ultimi giorni è stata a casa, a Cavareno?
"No, più in basso: a Mezzocorona, dal mio fidanzato Gianluca. Per i lavori in pista a Mezzolombardo".
In marzo, prima europea d’oro dopo 25 anni, ha dominato i 3000 dei Mondiali indoor: chi potrà impensierirla agli Europei?
"Ho seguito i Giochi del Commonwealth: britanniche e irlandesi sono in crescita e, in casa, saranno pericolose. Nei 10.000, che non corro dai Mondiali di Tokyo, penso alla Keith e alla slovena Lukan. Poi, nei 5000, a Nuttall, a Healy, che arriva dai 1500 e alla spagnola Garcia. L’olandese Koster doppia, ma è sempre stata una mia ombra".
Che cosa resta di Roma 2024?
"All’Olimpico ho vinto le mie prime medaglie globali in pista, mi sono proiettata in un mondo che adesso sento mio. Da allora sono molto cresciuta, ma con me anche le mie avversarie".
Forse potrà tornare in quello stadio anche per i Mondiali del 2029 o del 2031.
"Sarebbe bello, anche se nel secondo caso, probabilmente, la mia transizione verso la strada e la maratona sarà già avvenuta. È una sfida che mi stimola. Prima però voglio ritoccare i personali su 5000 e 10.000. Vedremo anche cosa farà la concorrenza".
Ha già programmato, a grandi linee, le prossime stagioni?
"In dicembre non rinuncerò agli Europei di cross di Belgrado, ma poi non ripeterò l’errore di quest’anno quando, dopo i Mondiali indoor, non ho tirato il fiato. Anzi: al coperto, nel 2027, non credo gareggerò. Anche perché, coi Mondiali di Pechino in settembre, i tempi si allungheranno un’altra volta".
Con la laurea in ingegneria e architettura edile è alla volata?
"Sono alle prese con la tesi, un bel progetto per una scuola dell’infanzia con materiali autosostenibili, per bimbi tra 0 e 6 anni, a Fai della Paganella. Devo ascoltare qualche lezione, seguire dei seminari. Se non mi laureerò in gennaio, sarà in marzo".
Ma un po’ di vacanze?
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"In settembre, a Palau, in Sardegna, da uno zio e alcuni cugini di Gianluca. E poi un po’ a casa, dove sto sempre bene".
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