Dalla rivoluzione di Riva alla novità Bianchedi: chi sono e come lavorano i capodelegazione azzurri
Da una figura politica e burocratica come Carraro a uomini di spogliatoio come Vialli e Buffon. E ora il nuovo corso affidato all'ex campionessa di scherma e manager olimpica
Da una figura politica e burocratica come Carraro a uomini di spogliatoio come Vialli e Buffon. E ora il nuovo corso affidato all'ex campionessa di scherma e manager olimpica
Il ruolo di capo delegazione ha subito un'evoluzione storica importante nel corso degli anni. All'inizio era una posizione di natura esclusivamente politica e burocratica, che si limitava alla rappresentanza della Figc e della Lega Calcio nelle sedi internazionali, alle relazioni con le federazioni straniere e alla gestione delle problematiche organizzative. Uno dei dirigenti storici a ricoprire questo ruolo negli anni 70 è stato Franco Carraro: fu Presidente del Milan negli anni 60, tre volte Presidente della Figc, Presidente della Lega Calcio, Presidente del Coni per nove anni, membro del Comitato Olimpico Internazionale, Sindaco di Roma, oltre che Ministro dello Sport e del Turismo nei governi Goria, De Mita e Andreotti. Durante la sua carriera dirigenziale l'Italia ha conquistato i Mondiali del 1982, per poi vederlo rassegnare le dimissioni da presidente federale in seguito allo scandalo Calciopoli del 2006.
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