Sinner bara a burraco? Cahill non ci sta: "A volte fa sparire le carte"
La Gazzetta dello Sport

Sinner bara a burraco? Cahill non ci sta: "A volte fa sparire le carte"

Domenica 9 agosto 2026
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Il nº 1 al mondo è super competitivo in tutto, anche quando gioca a carte, ma secondo il suo allenatore va tenuto d'occhio: "Nei casinò di Las Vegas non lo farebbero entrare...", rivela scherzando

Il nº 1 al mondo è super competitivo in tutto, anche quando gioca a carte, ma secondo il suo allenatore va tenuto d'occhio: "Nei casinò di Las Vegas non lo farebbero entrare...", rivela scherzando

Andrea Fiori 9 agosto - 13:01 - MILANO

Non si diventa numero 1 al mondo di tennis a caso. Jannik Sinner è super competitivo in tutto e vuole vincere sempre. Anche quando gioca a carte. E pur di riuscirci, così pare,  si trasforma in un vero e proprio prestigiatore... A svelarlo è il suo coach Darren Cahill nel libro di Matthew Futterman, The Cruelest Game: Chasing Greatness in Professional Tennis. Tra un torneo e l'altro, per allentare la tensione, il passatempo preferito del team è diventato il burraco, introdotto dal fisioterapista Giacomo Naldi. Ed è proprio in queste amichevoli (ma super agguerrite, evidentemente) partite che emerge l'anima più competitiva di Jannik: “Dobbiamo stare attenti a Jannik. È un po’ uno da giochi di prestigio. Ogni tanto sparisce qualche carta mentre giochiamo e bisogna tenerlo d’occhio”, racconta divertito l'allenatore australiano.

VIDEO: Sinner, che swing! Il colpo da maestro lo lascia di stucco

jannik sinner e la passione per il burraco

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Il problema, se così si può definire, è che la proverbiale furbizia del campione altoatesino si scontra con una totale incapacità di mantenere una vera poker face. Sinner prova a barare, fa sparire i pezzi forti o a rimpiazzare le combinazioni, ma il suo volto lo tradisce quasi sempre. A descrivere la scena con ironia è sempre Cahill: “Di solito, quando sorride sappiamo che qualcosa non è filato liscio, che qualcosa è stato sostituito”. Un mix di foga agonistica e ingenuità che strappa sorrisi a tutto lo staff, al punto che lo stesso coach chiosa con una battuta esilarante sulle sue reali possibilità in un tempio del gioco d'azzardo: “Lo caccerebbero da un casinò di Las Vegas abbastanza in fretta”.

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sinner non si ferma davanti a una sconfitta

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Se fuori dal campo i tentativi di bluffare fanno sorridere, sul piano professionale l'attitudine di Sinner torna ad essere quella di una corazzata. L'aspetto che più di ogni altro rende orgoglioso il suo angolo tecnico non è solo il talento puro, ma la straordinaria forza mentale con cui affronta la delusione. Come spiega Cahill, Jannik non si crogiola mai troppo a lungo nella tristezza di una sconfitta: “Certo, subito dopo aver perso è deluso, come è normale che sia. Ma già il giorno successivo riceviamo una telefonata: ‘Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo? Qual è il prossimo obiettivo? Cosa dobbiamo migliorare?’”. È questa fame smisurata, mista a un'insaziabile voglia di migliorarsi, il vero segreto che spinge il fuoriclasse in vetta al mondo.

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