Berruti, il flirt impossibile con Wilma Rudolph. E quel regalo di lei che diventò una reliquia
La Gazzetta dello Sport

Berruti, il flirt impossibile con Wilma Rudolph. E quel regalo di lei che diventò una reliquia

Domenica 9 agosto 2026
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A Roma '60 Livio visse una storia d'amore, probabilmente solo platonica, con la velocista afroamericana, sullo sfondo delle tensioni razziali negli Usa

A Roma '60 Livio visse una storia d'amore, probabilmente solo platonica, con la velocista afroamericana, sullo sfondo delle tensioni razziali negli Usa

Paolo Marcacci Collaboratore 9 agosto 2026 (modifica alle 22:36) - MILANO

Se ne va un totem dello sport italiano: Livio Berruti era un atleta evolutivo senza possedere un fisico da superman come gli statunitensi che sconfisse nella finale dei 200 metri a Roma '60. Lo straordinario risultato frutto della levità della sua falcata angelica e della perfezione euclidea delle sue traiettorie è, però, soltanto una parte della storia irripetibile di quell'estate romana e di quei Giochi che proiettarono su scala mondiale lo slancio ottimistico di un'Italia che grazie allo sport sublimava il desiderio insopprimibile di lasciarsi finalmente alle spalle gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Quasi lo stesso scalpore di quella sua medaglia d'oro lo riscosse la storia d'amore con Wilma Rudolph, straordinaria atleta afroamericana che dopo un'infanzia da poliomelitica divenne prima giocatrice di basket e poi velocista capace di conquistare sotto il cielo di Roma tre ori: nei 100 metri, nei 200 e nella staffetta 4x100. 

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cassius clay

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Era appena iniziato uno dei decenni più stravolgenti dell'intero Ventesimo Secolo; la lotta per i diritti civili e per la rivendicazione della dignità dei neri era agli albori, negli Stati Uniti come nel resto del mondo: fu forse quella romana l'ultima Olimpiade "pura", ovvero poco o nulla contaminata dalle tensioni della Guerra Fredda. Eppure, sul piano delle rivendicazioni i Cinque Cerchi riuscirono a lanciare messaggi potentissimi circa la rivendicazione della dignità degli individui e a favore dell'integrazione, riuscendo ancora, ancora per poco, a fare a meno dell'aggettivo "politico". Lo studente torinese, all'epoca ventunenne, per ogni scatto fotografico che lo ritraeva timidamente sorridente mano nella mano con la bellissima fuoriclasse statunitense, grazie a quell'amore estivo lanciò a sua insaputa un messaggio potentissimo e diremmo senza preavviso circa il dialogo interrazziale. Quello era, del resto, lo stesso contesto nel quale emerse anche come personaggio oltre che come elegantissimo peso mediomassimo Cassius Clay, che di quelle settimane nella Capitale d'Italia avrebbe in seguito sempre ricordato che mentre le signore a Piazza Navona o in giro per altri punti della città lo chiamavano "bello bambino", al suo Paese anche da campione olimpico non poteva sedere al tavolo di alcuni locali per soli bianchi. 

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Rudolph, oro a Roma sui 100, con Dorothy Hyman e Giuseppina Leone. Getty

wilma rudolph

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Erano semplicemente belli, assieme, Livio il torinese e Wilma, ragazza nata da genitori poveri a Clarksville, Tennessee. La differenza che c'era tra i colori di pelle veniva contemplata, attraverso gli obiettivi delle macchine fotografiche e delle telecamere, soltanto come un moltiplicatore di fascino e grazia. Eppure non era una favola: era il clima di quel Villaggio Olimpico, diffuso su scala planetaria grazie alla crescita esponenziale dei mass media e della relativa copertura che assicurarono all'Olimpiade di Roma. Molto probabilmente rimase una storia del tutto platonica, o quasi, anche per il ferreo controllo dei tecnici statunitensi che non ammettevano distrazioni per la loro atleta di punta. Questo non diminuì di una virgola la forza, sentimentale e simbolica, di quell'incontro, avvenuto soltanto ventuno anni dopo i Giochi di Berlino '39 tra svastiche e braccia destre tese. Per ogni bacio che Livio non riuscì a dare a Wilma, la compensazione consistette nei giorni in cui lui tenne con sé la tuta che lei gli regalò, conservata come una reliquia per tutta la vita.

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