Trillini: "Bianchedi macchina da guerra: ha ritmi spaventosi e di calcio sa, eccome!"
La ex compagna di squadra in azzurro: "È determinata. Conoscendola, si farebbe in quattro per fare bene i due incarichi"
La ex compagna di squadra in azzurro: "È determinata. Conoscendola, si farebbe in quattro per fare bene i due incarichi"
Mario Canfora Giornalista 10 agosto - 08:33 - ROMA English version La squadra che vinse l'oro ai Giochi di Barcellona 1992: Zalaffi, Bortolozzi, Bianchedi, Vaccaroni e TrilliniAmiche davvero da una vita. "Eravamo piccolissime quando ci siamo viste la prima volta", racconta Giovanna Trillini, oggi 56enne, quando le chiediamo di Diana Bianchedi che è solo di sei mesi più grande. Insieme hanno vinto, nella squadra azzurra di fioretto, due medaglie d’oro alle Olimpiadi: Barcellona 1992 e Sydney 2000. "Noi due sempre insieme, anzi il nostro era un terzetto perché c’era con noi anche Francesca Bortolozzi", spiega una delle protagoniste del Dream Team azzurro che oggi oltre a insegnare scherma lavora nella segreteria del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
VIDEO: Favaretto e Errigo meglio in pedana che… a stappare le bottiglie di spumanteGiovanna, sorpresa dal ruolo di capodelegazione delle Nazionali affidato a Bianchedi?
"Quello che posso dire è che Diana ha sempre dato il massimo ed sempre stata all’altezza dei ruoli che ha ricoperto. Da amica non posso che essere felice e contenta e farle un grandissimo in bocca al lupo per questa nuova avventura".
Ha seguito il suo lavoro per Milano-Cortina?
"Certo, ha affrontato l’organizzazione dei Giochi in maniera molto positiva. Penso che Diana sia molto valida sia per il suo passato sportivo, sia per la persona che è, sia per come si impegna in tutto quello che fa".
Cosa risponde a coloro che sostengono che farla entrare nel mondo del calcio non sarebbe una grande mossa?
"Sicuramente è una novità vederla in questa posizione, ma vi posso dire che lei di calcio ne sa da tempo. Ci pizzicavamo e prendevamo in giro per la Juve, la squadra per cui tifo, e per il suo Milan... Siamo andate anche allo stadio assieme. È normale che una scelta così porti delle critiche: ci sta, ma lei dimostrerà che si tratta di pregiudizi sbagliati".
Anche nei vostri anni d’oro percepivate che il mondo del calcio fosse un mondo a parte?
"Sì, l’abbiamo sempre avvertito, anche con le Olimpiadi vedevamo che c’era qualche differenza. Ma questo non significa che il calcio non sia uno sport bello e tutti gli altri non lo siano. Che ci siano stati sempre trattamenti diversi è innegabile ma normale: è lo sport più seguito in Italia".
Ci racconta un po’ Diana?
"Molto determinata, mi ricordo che nei ritiri noi studiavamo, lei faceva Medicina e io Scienze motorie, cercavamo di portare avanti entrambe le cose. Ho anche vissuto con lei gli inizi della carriera dirigenziale, quando è stata nominata la prima volta vicepresidente eravamo ancora insieme in Nazionale. Diana ha sempre dimostrato una marcia in più".
Sta seguendo la polemica Coni-Figc? Al netto dei regolamenti, Diana sarebbe capace di mantenere il doppio ruolo?
"Innanzitutto se a livello legale non si può fare, non si può. Ma Diana è una macchina da guerra. Quando si mette in testa una cosa la fa, ha dei ritmi spaventosi. Parliamo nel caso di due mondi sportivi, non di moda e musica. Due mondi che lei conosce bene, è già stata vicepresidente del Coni anni fa, è al corrente di tutte le varie dinamiche. Conoscendola, immagino che si farebbe in quattro per raggiungere qualsiasi cosa. E quindi cercherebbe anche di tenere in piedi i due incarichi contemporaneamente".
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