Razzetti sogna senza Marchand: "È come Phelps, ma senza di lui ho le mie chance"
Il nuotatore ligure sarà tra i protagonisti oggi per gli Europei di Parigi e svela: "Allenarmi in Australia mi ha insegnato tante cose, c'è una mentalità diversa rispetto all'Italia e serve il giusto mix"
Il nuotatore ligure sarà tra i protagonisti oggi per gli Europei di Parigi e svela: "Allenarmi in Australia mi ha insegnato tante cose, c'è una mentalità diversa rispetto all'Italia e serve il giusto mix"
Dal nostro inviato Sergio Arcobelli 10 agosto - 08:19 - PARIGI (FRANCIA)Quattro anni dopo l’oro nei 400 misti conquistato a Roma, Alberto Razzetti torna all’appuntamento europeo con l’obiettivo di provarci ancora. Il 27enne ligure di Lavagna si presenta a Parigi da protagonista nei 400 misti, dove non troverà al blocco di partenza Leon Marchand, il campione olimpico francese che ha dato forfait per non compromettere l’adduttore destro. Sarà proprio Razzo il primo degli azzurri a scendere in vasca questa mattina nelle batterie (dalle 9.30), quando andrà a caccia della finale di questo pomeriggio (ore 18.46).
Alberto, quattro anni fa lei iniziò la striscia di ori europei dell’Italia nell’edizione di casa. Quell’emozione è irripetibile?
"È stato bellissimo gareggiare a Roma e ancora più bello vincere per primo. Più che il risultato, però, è difficile ripetere le emozioni che ho provato lì".
A Parigi saranno ancora 400 misti, 200 farfalla e 200 misti come ai Giochi di due anni fa. Su quale gara punta di più?
"È sempre la domanda più difficile! Mi chiedono qual è la preferita, quella in cui mi sento meglio. La risposta è sempre la stessa: dipende. Una volta va meglio il 400, un’altra il 200 farfalla, un’altra ancora i 200 misti. Speriamo che a Parigi vadano tutte e tre allo stesso modo e che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni".
Nei misti non ci sarà Leon Marchand. Quanto cambia la competizione senza il campione olimpico?
"Sicuramente è un avversario fortissimo".
Un aggettivo per descriverlo?
"Forse bisognerebbe coniare una parola nuova".
È il nuovo Phelps, il Phelps moderno?
"Sulla carta è anche meglio di Phelps, perché come tempi lo ha battuto. Non si può discutere il confronto a livello di medaglie, ma secondo me ogni epoca ha il suo più grande. Phelps è stato quello della sua epoca, Leon è quello dell’attuale".
Voi due vi siete allenati insieme in Australia. Fuori dalla piscina, però, almeno nel surf lei riusciva a batterlo?
"Sì, dai, lì ero più bravo io! È stato davvero bello. Non abbiamo condiviso soltanto gli allenamenti e le esperienze in piscina, ma anche momenti fuori, le serate, il tempo libero. C’erano anche Thomas Ceccon e pure altri ragazzi. Adesso, quando vado a una gara, ho tanti amici nuovi e questo rende l’esperienza ancora più bella e mi dà ancora più voglia di continuare".
Da un campione come Marchand ha carpito qualche segreto?
"Quando hai la possibilità di allenarti con atleti di quel livello impari sicuramente tante cose. In Australia il livello era mostruoso. Ogni allenamento era stimolante. Più che un segreto, impari il modo di affrontare il lavoro: se vuoi stare con lui, devi dare tutto. Ed è proprio questo il bello di un ambiente così".
Cosa ha trovato di diverso in Australia rispetto all’Italia?
"La mentalità è molto diversa. Non dico che quella australiana sia migliore o che la nostra sia peggiore: ci sono aspetti positivi da entrambe le parti. Io farei un mix per trovare la perfezione".
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