Gardini lancia il Palermo: “Vogliamo la Serie A per restarci. Il City Group ha un progetto a lungo termine”
La Gazzetta dello Sport

Gardini lancia il Palermo: “Vogliamo la Serie A per restarci. Il City Group ha un progetto a lungo termine”

Lunedì 10 agosto 2026
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L’ad dei rosanero racconta gli obiettivi della società: “Il nuovo Barbera è una priorità, siamo qui per crescere. La tournée in Australia dimostra quanto sia cambiata la dimensione del club”

L’ad dei rosanero racconta gli obiettivi della società: “Il nuovo Barbera è una priorità, siamo qui per crescere. La tournée in Australia dimostra quanto sia cambiata la dimensione del club”

dal nostro inviato  Roberto Maida 10 agosto - 12:35 - PERTH English version

I bambini giocano a calcio nello stadiolo di Fremantle, dedicato a quella strana diavoleria chiamata football australiano, mentre Pippo Inzaghi che ha appena compiuto gli anni riceve auguri in serie dai tifosi del Palermo. Siamo a mezz’ora di auto da Perth, affacciati sull’Oceano Indiano. Incontriamo l’amministratore delegato Giovanni Gardini alla vigilia del test contro la Juventus per capire i programmi di una società che, spinta dal City Group, sta pensando molto in grande: 150 milioni sono già stati investiti e altri 250 sono pronti per il nuovo stadio.

Gardini, il Palermo in Australia è rivoluzione.  

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“È un momento importante per tre aspetti: uno è quello tecnico, pensando ai giocatori che possono vivere un’esperienza diversa; il secondo è strutturale, perché la tournée rinforza il senso di appartenenza a un gruppo di rilevanza mondiale; il terzo è economico, perché il mercato riconosce al Palermo un valore non solo per il gettone di presenza (circa un milione di euro, nda) ma anche per la crescita del brand”.

VIDEO: Il Palermo introduce una nuova strategia di brand: il video di presentazione

Parlando di campo, sarà l’anno buono per la Serie A? 

“Noi non ci siamo mai nascosti: rappresentiamo la quinta città italiana, stiamo chiudendo la campagna abbonamenti con un tetto di 17.000 tessere. L’obiettivo è chiaro: vogliamo salire e consolidarci. Non avrebbe senso, neppure economico, fare su e giù. Ma il campionato di Serie B è molto difficile: niente si può dare per scontato”. 

Siete in ritardo rispetto ai programmi? 

“No, anche se siamo dispiaciuti di non aver già centrato la promozione. La visione del City Group è di lungo periodo, l’investimento è costante: basti pensare che oggi, nel 2026, siamo stati invitati in Australia insieme a Inter, Milan e Juventus per un ciclo di amichevoli internazionali. Anni fa non sarebbe successo”. 

Avete costruito un centro sportivo. Adesso l’obiettivo è rifare ex novo lo stadio Barbera. 

“Le infrastrutture sono fondamentali per l’aumento dei ricavi, che è l’unica possibilità di sviluppo di una squadra di calcio. L’iniezione di denaro dell’azionista non basta più. E poi lo stadio è importante per un altro aspetto: siamo entrati nella lista delle possibili sedi dell’Europeo 2032. Stiamo lavorando alacremente con l’obiettivo di posare la prima pietra nel 2027. Ci tengo a precisare che il nostro sarà solo uno stadio per il calcio: non sono previste attività commerciali connesse al progetto”.

Lo stadio di proprietà da solo non è garanzia né di vittorie, né di sostenibilità finanziaria.

“Infatti bisogna impegnarsi su più fronti per aumentare la base di tifosi: training camp per i bambini, il marketing che ci ha portato ad aprire quattro negozi tra luoghi fisici e virtuali, l’incremento della popolarità che si riverbera nel merchandising. Poi però contano pure i risultati, che alimentano il circolo virtuoso”.

Il raggiungimento della Serie A può facilitare anche le sinergie tecniche con il Manchester City?
​Un giorno magari qualche giocatore che a Maresca non serve può sbarcare in Sicilia.

“Esattamente. Non dobbiamo dimenticare che gli inglesi sono considerati extracomunitari dopo la Brexit. Quindi l’interazione è possibile solo a parità di categorie”. 

Ma cosa succederà al Palermo se il City Group deciderà di mollare l’investimento?

 “Non è una possibilità. Il gruppo vuole aumentare il valore delle sue società nel tempo: non si basa sulla cultura dell’emergenza ma della programmazione. Ogni decisione è ponderata”.

La conferma di Inzaghi in panchina è un segnale in questo senso. 

“Precisamente. Un anno in più di conoscenza reciproca aiuterà lui e noi. La continuità e la stabilità sono un presupposto ineliminabile di miglioramento, nella filosofia della proprietà”. 

La tifoseria vi sta accompagnando con grande pazienza.

"È un segnale. La passione della gente è qualcosa di straordinario che dobbiamo meritare giorno per giorno. I tifosi hanno capito che esistono anche gli avversari e che il viaggio, nonostante qualche incidente, potrà regalarci delle soddisfazioni permanenti. Siamo tutti uniti, istituzioni comprese, nella prospettiva di andare in Serie A per rimanerci: non esiste altra opzione”.

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