Olio 0W-20 per auto ibride, serve davvero?
Costa di più, è meno viscoso e viene accusato di proteggere peggio il motore, soprattutto con il caldo. Ma lo 0W-20 serve davvero solamente alle Case per ridurre consumi e CO2 nei test di omologazione?
Costa di più, è meno viscoso e viene accusato di proteggere peggio il motore, soprattutto con il caldo. Ma lo 0W-20 serve davvero solamente alle Case per ridurre consumi e CO2 nei test di omologazione?
Giuseppe Biondo 11 agosto - 07:00 - MILANO Un olio meno viscoso è peggiore?Gli oli 0W-20 sono inutili? Negli ultimi tempi la discussione in rete si è accesa. Buona parte delle opinioni negative su una gradazione sempre più diffusa, soprattutto sulle auto ibride, ha un innesco comune, nasce da un tagliando fatto di recente. Le officine autorizzate seguono le indicazioni della casa, e aumentano quelle che impongono un olio motore 0W-20. Secondo i detrattori a farne le spese sarebbero i clienti, costretti a pagare più caro un lubrificante meno viscoso e perciò ritenuto meno protettivo, specie con temperature elevate. Come stanno le cose? Le case preferiscono lo 0W-20 soltanto per questioni di emissioni e di omologazione?
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La classificazione Sae sintetizza la viscosità dell'olioATTRITI
—Una precisazione prima di procedere: a una conclusione netta e “universale”, valida per tutte le case, i modelli e le variabili in gioco (che sono tante), non si può arrivare. Si possono fare delle ipotesi e percorrere delle strade, esplorate le quali ognuno potrebbe rimanere comunque della propria idea. Senza addentrarci troppo nei dettagli tecnici, la classificazione Sae degli oli motore riflette la viscosità del fluido alle basse e alle alte temperature tramite i due numeri separati dal trattino. Così, per intenderci, uno 0W-20 è indicativamente meno viscoso sia a freddo che a caldo di un 20W-50. Minore viscosità significa meno attriti e meno perdite in calore. Il motore “scorre” più fluido, perciò consuma e inquina meno. È una semplificazione, le cose sono più complicate. Come specifica la stessa Sae, infatti, i benefici dipendono dall’architettura del motore e dalla formulazione completa del lubrificante, quindi anche dalla chimica, aspetto quest’ultimo che non incide necessariamente sulla classificazione Sae e che fa tuttavia la differenza tra un olio economico e un “buon” olio motore. Il principio fisico alla base però resta, e una ricerca pubblicata da Sae nel 2023 e condotta anche su un'ibrida nel ciclo Wltp ha riscontrato un miglioramento dell'efficienza con la riduzione della viscosità dell'olio.
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Un olio meno viscoso può ridurre i consumi e le emissioni allo scaricoOMOLOGAZIONE
—Quindi sì, un olio meno viscoso è prezioso per le case automobilistiche nella fase di omologazione, che, tra normative antinquinamento sempre più stringenti e incentivi all'acquisto spesso legati alle emissioni di CO2, non era mai stata così importante. Le regole del ciclo di omologazione Wltp prevedono che l’auto esegua le rilevazioni su consumi ed emissioni con i lubrificanti previsti dal costruttore. La tesi per cui lo 0W-20 sia scelto soltanto per passare l'omologazione regge fino a un certo punto, perché il motore viene concepito per usare quel lubrificante con la sua viscosità: il dimensionamento degli organi accessori (come la pompa dell’olio), le tolleranze, le dimensioni dei condotti di lubrificazione, i materiali e tutto il resto sono una conseguenza di tutte le scelte progettuali, olio incluso.
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Il lubrificante si deposita sulle superfici in movimento generando un "film" protettivoCALDO E USURA
—Il dubbio che un olio come lo 0W-20 sia meno efficace con il caldo e acceleri l'usura sul piano fisico può sembrare fondato. Riducendo la viscosità del lubrificante si assottiglia anche il “film”, il velo, che si deposita sulle superfici e le protegge. Ma separare l’olio dagli organi per i quali è stato progettato è semplicistico: il motore, il circuito di lubrificazione, le tolleranze, la pompa dell'olio e la formulazione del lubrificante vengono infatti sviluppati insieme. In uno studio del 2025 pubblicato da Sae, un gruppo di nove ibride (mild e full) ha percorso complessivamente 120mila km con oli a bassa viscosità in condizioni di freddo, caldo, forte umidità e alta quota. Lo smontaggio dei motori alla fine del test ha mostrato un’usura molto contenuta delle componenti e un buon controllo dei depositi. È una prova, vale come un esperimento. Ma mostra quanto le tante variabili in gioco rendano poco affidabili, in fondo, le deduzioni più semplici.
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