GP cancellati per la guerra in Iran: ecco quanto pesano sui bilanci della Formula 1
Brusca flessione nel trimestre aprile-giugno, quello interessato dall'annullamento di Bahrain e Arabia Saudita. Nel complesso il reddito operativo è sceso del 61%, a 73 milioni di dollari rispetto ai 293 milioni del 2025. Ma c'è ottimismo grazie al recupero del Bahrain in Malesia
Brusca flessione nel trimestre aprile-giugno, quello interessato dall'annullamento di Bahrain e Arabia Saudita. Nel complesso il reddito operativo è sceso del 61%, a 73 milioni di dollari rispetto ai 293 milioni del 2025. Ma c'è ottimismo grazie al recupero del Bahrain in Malesia
Giusto Ferronato Giornalista 11 agosto - 08:48 - MILANO La partenza del GP d'Australia 2026, il primo GP della nuova stagioneUna serie in crescita di pubblico, ma con sfide finanziarie non indifferenti alle porte. Per la Formula 1 il 2026 ha presentato tante luci, come l’incremento a 830 milioni di fan a livello globale, ma anche ombre, prevalentemente dovute alla cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita, che hanno inevitabilmente impattato sul conto economico complessivo. I dati del secondo trimestre del 2026 hanno evidenziato il contraccolpo dovuto all’instabilità geopolitica in Medio Oriente. Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, i ricavi della Formula 1 sono scesi a 764 milioni di dollari, registrando una flessione del 38% rispetto agli 1,22 miliardi di dollari dello stesso trimestre del 2025. Ancora più marcata è la contrazione del reddito operativo, crollato del 61% a soli 73 milioni di dollari (rispetto ai 293 milioni dell'anno precedente).
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—Oltre al riposizionamento del GP del Giappone nel primo trimestre e all'esclusione di Imola, sono state proprio le cancellazioni dei GP del Bahrein e dell'Arabia Saudita a pesare maggiormente sul bilancio. Nel complesso, il secondo trimestre ha visto un calo del 44% delle gare disputate, portando il totale del primo semestre a sole 8 tappe contro le 11 dell'anno precedente (-27%). Le perdite non hanno colpito solo gli organizzatori, ma hanno generato un immediato effetto domino sui team. I pagamenti distribuiti alle scuderie nel secondo trimestre sono scesi a 316 milioni di dollari, rispetto ai 513 milioni del 2025. Se si analizza l'intero primo semestre del 2026, il montepremi complessivo condiviso dai team si è attestato a 500 milioni di dollari, contro i 627 milioni dello scorso anno.
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strategia di recupero
—Nonostante la flessione dei ricavi del 15% nei primi sei mesi dell'anno, la F1 non è ovviamente rimasta con le mani in mano per rimediare e la macchina organizzativa si è già mossa per correre ai ripari: il GP del Bahrain è stato recuperato e si disputerà in ottobre in Malesia. Questo consentirà di riequilibrare i conti nella seconda metà dell'anno. Il programma della seconda parte di stagione prevede 7 gare nel terzo trimestre (incluso il GP di Spagna a Madrid) e 8 tappe nell'ultimo quarto dell'anno, a patto che i GP del Qatar e di Abu Dhabi vengano confermati. In caso di ulteriori stop forzati in Medio Oriente, il Ceo Stefano Domenicali ha già pronto un piano alternativo per chiudere la stagione in Europa, con Imola candidata principale per ospitare la finale a dicembre. L'obiettivo è garantire un calendario di 22 o 23 gare totali, minimizzando così l'impatto economico complessivo delle cancellazioni mediorientali.
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aumentano le sprint
—E poi c’è naturalmente un piano di sviluppo più a lungo termine. La Formula 1 punta a incrementare i ricavi aumentando il numero delle Sprint Race a partire dal prossimo anno, un formato molto apprezzato dagli organizzatori locali per la capacità di attirare pubblico sin dal venerdì e dal sabato. Domenicali è fermamente convinto dell’importanza dell’aumento degli eventi con formato Sprint: “Avremo più Sprint nel 2027 e comunicheremo quante saranno quando annunceremo il calendario. Sono opportunità per incrementare il flusso di entrate che possiamo davvero sfruttare da un punto di vista commerciale”. Sull’ipotesi di effettuare Sprint in ogni weekend, invece, Domenicali resta cauto: “Se andassimo ovunque, non sarebbe più un valore che possiamo realmente produrre dal punto di vista commerciale. Ma sicuramente faremo un ulteriore passo avanti in termini di numeri in futuro. Questo è al 1000% ciò che accadrà già l'anno prossimo”. Una parte dell’incremento degli introiti è atteso dalle esperienze premium, in particolare Paddock Club e pacchetto Outlap per gli ospiti vip a forte capacità di spesa.
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