Perché liti e conflitti in TV ci attirano di più?
Un gruppo di ricercatori giapponesi ha voluto scoprire perché anche quando la mente avrebbe bisogno di relax sono contrasti e conflitti a fare audience
Un gruppo di ricercatori giapponesi ha voluto scoprire perché anche quando la mente avrebbe bisogno di relax sono contrasti e conflitti a fare audience
Eu.Spa. 12 agosto - 15:06 - MILANOIl divano, la serie (o il reality) del momento e la sensazione di potersi finalmente prendere una pausa dal cervello che lavora. Ma siamo sicuri che sia proprio riposo-riposo quello che cerchiamo la sera davanti alla tv? Nella vita di ogni giorno, ad attirare di più la nostra attenzione sono i conflitti così un gruppo di ricercatori dell'Università di Osaka si è chiesto se accada lo stesso anche quando, stanchi, invece, cerchiamo un po' di relax.
lite in tvL'esperimento si è svolto davanti a 6 episodi di Suits: i partecipanti, dodici uomini e nove donne tra i 19 e i 23 anni, non avevano mai visto la serie legal. Prima di iniziare, si sono sottoposti a una risonanza magnetica osservando le foto degli otto protagonisti poi, a casa, hanno guardato i primi episodi. Circa due settimane dopo, sono tornati per una seconda risonanza, di fronte agli stessi volti, e hanno valutato tutte le 28 possibili coppie di personaggi su due scale: quanto fosse forte il legame tra loro e se lo percepissero come amichevole oppure ostile. Il ragionamento dei ricercatori in pratica era questo: se il cervello tiene traccia di chi è nemico di chi, guardando due personaggi che si odiano dovrebbe reagire in modo diverso rispetto a quando guarda due personaggi che vanno d'accordo. Per verificarlo, hanno confrontato l'attività cerebrale registrata per ogni coppia di volti con il giudizio che gli stessi partecipanti avevano dato su quella coppia, amica o nemica che fosse. La scoperta è che per le coppie di rivali il cervello distingueva davvero chi era in rotta con chi. Per le coppie di amici invece, quello stesso segnale non si manifestava con la stessa intensità.Da qui l'idea che il cervello si divida i compiti: una parte conserva il ricordo di ogni singolo personaggio, un'altra tiene la mappa di chi è contro chi. E questo lo attiva di più che tener conto dei buoni rapporti.
Una possibile spiegazione arriva da studi precedenti, secondo cui nella memoria, le informazioni sociali negative pesano più di quelle positive. E anche se in questo caso il campione era piccolo, i ricercatori leggono il risultato come un indizio di come costruiamo una mappa sociale attraverso i racconti: le rivalità, più delle amicizie, offrono un punto fermo a cui agganciare la posizione di un personaggio nella rete di rapporti.Insomma, il cervello preferisce usare i conflitti per orientarsi in un gruppo che non conosce e scopre pian piano, episodio dopo episodio, mentre segue la trama. Il che, in parte, spiegherebbe anche il successo di molti reality di successo, dove più che l'amore sono liti e tradimenti a fare audience.
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