"Lo sport ci insegna a sognare": l'avventura della squadra dei rifugiati siriani ai Giochi del Mediterraneo
La Gazzetta dello Sport

"Lo sport ci insegna a sognare": l'avventura della squadra dei rifugiati siriani ai Giochi del Mediterraneo

Venerdì 28 agosto 2026
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Nata nel 2023, la squadra di Baseball5 dei rifugiati siriani prende sempre più spazio nel panorama Olimpico. In Puglia otto giovani atleti hanno raggiunto la prima storica vittoria, in vista delle Olimpiadi Giovanili di Dakar 2026.

Nata nel 2023, la squadra di Baseball5 dei rifugiati siriani prende sempre più spazio nel panorama Olimpico. In Puglia otto giovani atleti hanno raggiunto la prima storica vittoria, in vista delle Olimpiadi Giovanili di Dakar 2026.

Michele Floris 28 agosto - 18:11 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

I sogni degli atleti non sono tutti uguali. C’è chi ambisce alla coppa del mondo, chi a una medaglia olimpica, chi a un titolo nazionale o regionale. E poi c’è chi sogna qualcosa che a primo impatto può sembrare semplice e scontato: vivere in comunità e far fruttare i propri talenti in un ambiente inclusivo e sicuro. A dare un volto a questa speranza sono i giovanissimi membri dell’Azraq Refugee Team, la squadra di rifugiati siriani che tra fine luglio e inizio agosto hanno rappresentato la propria nazione nel torneo dimostrativo di Baseball5 che è andato in scena a Taranto, come evento satellite dei Giochi del Mediterraneo. Fondato nel 2023 dalla World Baseball Softball Confederation (Wbsc) in collaborazione con le organizzazioni internazionali World Taekwondo e Taekwondo Humanitarian Foundation, il programma da cui è nata la squadra è anche supportato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. L’obiettivo alla base è quello di costruire una struttura che permetta attraverso lo sport l’integrazione sociale e l’inclusione dei rifugiati dai territori di guerra o di forte crisi. Il progetto è nato nel campo di rifugiati di Azraq, in Giordania, dove dal 2014 vengono ospitate quasi 40 mila persone fuggite dalla guerra civile in corso in Siria. In questo territorio la Wbsc, la principale confederazione internazionale di baseball, ha dato vita al programma che ora alimenta i sogni di decine di giovani ragazzi e ragazze.

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la svolta

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La svolta si chiama Baseball5, una versione "street" del baseball che non richiede alcun tipo di equipaggiamento se non una pallina e quattro basi. Niente mazze costose, niente guantoni e niente maschere protettive o scarpe con tacchetti. Il punto forte di questa disciplina sta proprio nella sua duttilità e nella possibilità di essere praticata su ogni superfice senza richiedere troppo spazio. È il risultato dell’unione e dell’evoluzione di altri sport di strada, come quello molto simile del cuatro esquinas, praticato per le strade di Cuba dalla gente locale. Altra caratteristica che lo distingue è la composizione delle squadre, che in campo schierano contemporaneamente atleti maschi e femmine, ad indicare un ulteriore slancio verso l’inclusività e la creazione del senso di comunità attraverso lo sport. Dopo l’inaugurazione del primo campo da gioco nel Centro sportivo umanitario di Arzaq nel febbraio del 2023, i giovani siriani hanno potuto allenarsi sotto l’attenzione dell’allenatore giordano Amjad Alatoom, che ha guidato decine di ragazze e ragazzi che in molti casi non avevano mai praticato sport fino ad allora. Un’iniziativa che ha preso piede rapidamente, dove gli atleti, principalmente minorenni, hanno appreso rapidamente le regole e le dinamiche del gioco. Dopo solo un anno, nel 2024 la rappresentativa composta dai 10 migliori atleti è atterrata a Parigi in occasione delle Olimpiadi per osservare da vicino l’ambiente olimpico per la prima volta e partecipare ad un match dimostrativo sotto l’ombra dei cinque anelli.

esordio

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Il debutto della squadra del campo di Azraq su un palco internazionale è avvenuto nel 2025, in occasione dei Mondiali giovanili di Baseball5 in Messico. A Taranto è stato aggiunto un altro tassello a questa storia. Il torneo dimostrativo, ribattezzato con il nome di Mediterranean Cup, ha visto non solo la prima apparizione in un torneo in ambito olimpico, ma anche la prima vittoria degli atleti siriani. Un raggiungimento storico raggiunto il 30 luglio 2026, con un significato importante per tutto il programma, che in soli tre anni è riuscito a consolidarsi sempre di più. “Non importa quanto siano difficili le circostanze – ha commentato il capitano diciottenne Ahmed Hadroos dopo la storica vittoria contro la Grecia – sia che il tuo paese sia in guerra, o che tu viva lontano dalla tua patria, come io che vivo ad Azraq, non arrenderti. La prima cosa che bisogna fare è sognare ed avere ambizioni. Niente è impossibile. Tutto inizia dalla speranza e dal duro lavoro. Con questi valori tutto è possibile”

un pizzico d'italia

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Ahmed è arrivato ad Azraq con la sua famiglia nel 2015, quando aveva sette anni, scappando dalla guerra civile in Siria. Dopo aver conosciuto il Baseball5 nel 2023, per lui andare al campo ed incontrare i suoi compagni di squadra è diventata ormai un’abitudine, e ha raccontato: “Giocare a Baseball5 è diventata parte della mia routine ormai. Se non gioco per uno o due giorni sento che qualcosa sta mancando”. Alla base della programma da cui è nata la squadra dei rifugiati c’è anche l’intuizione di un italiano: il presidente della Wbsc Riccardo Fraccari, che ha più volte sottolineato l’importanza dello sport come mezzo per l’unione di persone e culture diverse. “Dobbiamo abbracciare il potere sociale dello sport – ricorda Fraccari – che spesso viene visto solamente come divertimento di consumo o viene misurato in termini economici, ma è molto più di questo. Riconosciamo il ruolo chiave che il nostro sport ha nel fare una differenza nelle vite delle persone”. “Lo sport costruisce comunità, porta gioia, insegna lezioni di vita e promuove il benessere. Ognuno merita l’opportunità di accedere allo sport”.

baseball5

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Per la Wbsc alla base del Baseball5 c’è l’obiettivo di introdurre con più facilità una disciplina simile al baseball o al softball all’interno degli eventi Olimpici e di creare una comunità ancora più ampia che non sia limitata dalla complessità e dal costo delle apparecchiature necessarie per giocare a baseball. Questo obiettivo si avvicina sempre di più, dal momento che il torneo dimostrativo che ha anticipato i Giochi del Mediterraneo a Taranto è solo un incipit della storia che legherà il Baseball5 al movimento olimpico. Dal 30 ottobre al 3 novembre questa disciplina farà il suo debutto ufficiale come sport olimpico in occasione delle Olimpiadi giovanili che si terranno a Dakar, in Senegal. Per l’occasione ci sarà anche la Siria, o meglio la squadra di rifugiati siriani del campo di Azraq, che potranno coronare il sogno di vivere a pieno regime un’esperienza sotto il segno dei cinque anelli.

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