La plastica può diventare un biscotto commestibile: l'incredibile studio americano
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La plastica può diventare un biscotto commestibile: l'incredibile studio americano

Sabato 29 agosto 2026
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Dalla plastica delle bottiglie agli ingredienti per realizzare biscotti stampati in 3D, grazie a batteri modificati

Dalla plastica delle bottiglie agli ingredienti per realizzare biscotti stampati in 3D, grazie a batteri modificati

Giacomo Martiradonna 29 agosto - 10:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Se da un lato la plastica è un materiale indispensabile, dall'altro il suo impatto sull'ambiente rende la gestione dei rifiuti e la dispersione negli ecosistemi un problema non più procrastinabile. E una una ricerca americana potrebbe fornire un'incredibile soluzione: trasformare il materiale delle bottiglie in ingredienti destinati alla produzione di cibo. È l’obiettivo dello studio guidato da Lahiru Jayakody, della Southern Illinois University (SIU) Carbondale.

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Biscotti dalla plastica, lo studio

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Si chiamano µBites, pronunciato “microbites”, e sono biscotti creati a partire dalla degradazione biologica della plastica Pet. La sfida consisteva nel trasformare un materiale difficile da smaltire in ingredienti destinati alla produzione di cibo. Gli incredibili risultati dello studio sono stati poi annunciati durante il congresso autunnale della Società Americana di Chimica, in corso a Chicago.

Come nascono i biscotti microBites

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I ricercatori hanno modificato alcuni microbi per renderli capaci di nutrirsi di polietilene tereftalato. Si tratta di un materiale comunemente impiegato per produrre bottiglie e sottoposto, prima del trattamento biologico, a una lavorazione preliminare. Il Pet viene quindi metabolizzato dai microbi che producono ed espellono una serie di molecole, tra cui proteine, grassi e acidi. Il procedimento, spiegano i ricercatori, si basa su una logica paragonabile a quella utilizzata da decenni in ambito industriale per ottenere, per esempio, l’insulina attraverso microrganismi modificati. Gli ingredienti ricavati dalla plastica vengono poi combinati con fibre, amido e dolcificanti, e l’impasto finale viene utilizzato per realizzare biscotti mediante una stampa 3D. Il risultato? Piccoli prodotti dolciari ribattezzati µBites, per via delle dimensioni ridotte.

I Rischi per la salute

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Secondo i ricercatori, i µBites sono assolutamente sicuri da mangiare. Prima di poter organizzare dei test di palatabilità, tuttavia, sarà necessario concludere l’iter per ottenere le autorizzazioni previste dalla legge. La tecnologia è stata sviluppata nell’ambito di un progetto condotto in partenariato con la Nasa per riciclare materiali in ambienti caratterizzati da risorse molto limitate, come eventuali future colonie spaziali. Ma l'interesse c'è anche sul nostro pianeta. Si prevede infatti che da qui al 2050 il fabbisogno alimentare del pianeta crescerà in una misura compresa tra il 35% e il 56%, e che quasi un terzo degli abitanti della Terra sarà a rischio di denutrizione.

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