Rabiot, l'indispensabile: se Adrien non è in campo, il Milan di Amorim non segna
La Gazzetta dello Sport

Rabiot, l'indispensabile: se Adrien non è in campo, il Milan di Amorim non segna

Sabato 29 agosto 2026
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Il francese, che ha ripreso ad allenarsi solo il 16 agosto dopo il Mondiale, contro Torino e Venezia è entrato dalla panchina e ha giocato in tutto 65', ma la squadra ha fatto tutti e 4 i suoi gol quando lui era in campo

Il francese, che ha ripreso ad allenarsi solo il 16 agosto dopo il Mondiale, contro Torino e Venezia è entrato dalla panchina e ha giocato in tutto 65', ma la squadra ha fatto tutti e 4 i suoi gol quando lui era in campo

Andrea Ramazzotti Giornalista 29 agosto - 17:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Con lui è un altro Milan. Lo dice il campo, ma lo dicono anche i numeri. Adrien Rabiot in queste prime due giornate di campionato è stato il giocatore più importante dei rossoneri. Non è stato titolare né a Torino né ieri sera in casa contro il Venezia. Eppure la squadra si è davvero accesa solo quando lui è sceso in campo. Perché con la sua leadership ha avanzato il baricentro, trascinando i compagni e dando loro fiducia. Inevitabile pensare che tra otto giorni a Torino, nel big match contro la Juventus, partirà nell'undici iniziale. Finite le vacanze post Mondiale, si allena con i compagni dal 16 agosto e ormai la condizione fisica è a buon punto. Finora Amorim lo ha centellinato anche per rispetto del gruppo visto che Loftus-Cheek suda dal primo giorno con i compagni. Di fronte ai bianconeri però ci sarà il Diavolo migliore e Rabiot inevitabilmente ne farà parte. Sarà sul centro-destra, nei due trequartisti dietro Ramos. Il tecnico portoghese lo ha sempre immaginato lì nel suo Milan ideale e lì giocherà a meno che non ci sia bisogno di un mediano, ruolo che ha ricoperto con la Francia alla Coppa del Mondo, ma che limita le sue sortite offensive. 

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CAMBIO DI MARCIA

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Dicevamo dei numeri, che nel caso di Rabiot permettono di capire molte cose. Alla prima giornata, sul campo del Torino, Adrien è entrato dopo 11 minuti della ripresa al posto di Jashari, con Modric che ha rilevato Loftus-Cheek: il francese ha impiegato appena 8 minuti a servire a Cisse il pallone dell'1-0, mentre gliene sono stati necessari 10 per firmare il raddoppio che ha messo in cassaforte la vittoria e i primi tre punti della stagione. Contro il Venezia la storia si è più o meno ripetuta: stavolta è entrato al 14' della ripresa al posto di Cisse, con Saelemaekers che ha preso il posto di Loftus-Cheek. Nelle azioni dei gol è entrato soprattutto il belga, che ha servito l'assist dell'1-0 a Gonçalo Ramos e ha verticalizzato nell'azione del raddoppio arrivato su autorete. Anche Rabiot però è stato fondamentale perché quando è stato gettato nella mischia, la squadra era più in difficoltà rispetto alla prima frazione a schiacciare il Venezia. Con Adrien in campo, il Diavolo ha ripreso il comando delle operazioni e si è preso il secondo successo nel 2026-27. 

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UOMO CHIAVE

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Rabiot è già stato utilizzato come giocatore assai offensivo da De Zerbi al Marsiglia, ma nel corso di tutta la sua carriera ha mostrato di essere bravo a inserirsi in zona gol partendo da mezzala nel 3-5-2. Lo scorso anno ha chiuso con 6 reti e 5 assist, ma in passato il suo record in una stagione è stato di 10 reti all'Olympique e di 11 alla Juventus (nel 2022-23). Amorim sa che ha bisogno del contributo del francese in zona gol e avanzandone il raggio d'azione, vuole metterlo nelle condizioni ideali per battere il portiere avversario. Inoltre, se utilizzato tra i due trequartisti, Adrien dà equilibrio tattico e "peso" nel gioco aereo. A Torino contro la sua ex squadra, se possibile, sarà ancora più motivato del solito. Sa che, nonostante il campionato sia solo all'inizio, il Milan ha possibilità di lanciare un messaggio contro l'altra grande delusa dello scorso campionato e non vuole farsi sfuggire quest'occasione. Giocando da titolare e soprattutto confermando che con lui in campo... è un altro Milan.

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