Kessie, dal bowling a Bergamo all'Arabia. Il lungo viaggio prima del ritorno alla Dea
L'ivoriano, svincolato dall'Al Ahli, ha scelto di tornare lì dove tutto era iniziato. Al Milan è diventato presidente, al Barcellona una seconda scelta, in Arabia ha vinto e sorriso. La nuova tappa è di ritorno, dopo un viaggio che di fermate ne ha già conosciute diverse. Non tutte redditizie
L'ivoriano, svincolato dall'Al Ahli, ha scelto di tornare lì dove tutto era iniziato. Al Milan è diventato presidente, al Barcellona una seconda scelta, in Arabia ha vinto e sorriso. La nuova tappa è di ritorno, dopo un viaggio che di fermate ne ha già conosciute diverse. Non tutte redditizie
Lorenzo Topello Collaboratore 29 agosto (modifica alle 18:25) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleTre lettere per verticalizzare il discorso come se ci fosse da innescare un attaccante in profondità. Nello slang ivoriano del Nouchi, quello che mescola il francese tradizionale alle espressioni locali, Franck Kessie ha scelto di usare la Gbe. Che non è la sigla di un consorzio bancario internazionale, ma il modo più veloce che hanno nella lingua degli Elefanti per "dire la verità in modo diretto, schietto, a volte crudo". Kessie si è avvalso della facoltà di rispondere a modo suo, il più sincero possibile, in una chiacchierata con Gazzetta a Mondiale in corso: "Posso dire la mia? Io mi prenderei. Sono al Mondiale, in piena forma, un affare sotto ogni aspetto". Possiamo dire la nostra? Non ha neanche tutti i torti. La nuova tappa è di ritorno, dopo un viaggio che di fermate ne ha già conosciute diverse. Non tutte redditizie.
VIDEO: L'Al-Ahli vince la Champions asiatica: il colpo di testa decisivo di Kessieda ragazzino a presidente
—Dalla Stella Club d'Adjame all’ultima presenza con l'Al Ahli sono passati poco più di dieci anni, tre continenti e sette trofei. Il ragazzino che appena sbarcato a Bergamo riempiva il tempo libero giocando a bowling fa strike in Serie A al primo tiro, quando l'Atalanta intuisce di avere fra le mani un gioiello grezzo, prelevato di corsa dal piccolo club d'Adjame, in Costa d'Avorio e subito affidato alle cure di Gasperini. Un 2016-17 da protagonista, gol in serie e la qualificazione per l'Europa League. Il ragazzino si fa grande in un anno, conquistando la chiamata del Milan che lo mette al centro della mediana e lo fa diventare stakanovista nel quinquennio successivo: lui porta alla causa rossonera 37 gol in 223 presenze. Un giorno parcheggia nel posto di Gazidis, uno della security rimane perplesso e lui lo tranquillizza con una battuta: "Sono io da oggi il capo del Milan!". Da ragazzino a Presidente, il passo è breve.
gregario in spagna
—Poi però succede che Kessie sceglie la parola sbagliata. A Tokyo, durante l'Olimpiade, gioca la carta del Ya Foye: in ivoriano stretto, "non c'è problema", "va tutto bene", in riferimento al rinnovo del contratto col Milan in scadenza nell'estate successiva, quella del 2022. Il piano non va a buon fine, perché alla fine Kessie la macchina nel posto del Presidente non la parcheggia più. Va via a parametro zero. Anche se con uno scudetto cucito fresco sul petto. Prende un aereo e va a Barcellona, perché se chiama un decano della mediana come Xavi è sempre consigliabile rispondere: Franck non è più il gran genio del nostro amico, quello che a centrocampo sa sempre cosa fare, perché la concorrenza abbonda e porta nomi più altisonanti del suo. Ma si traveste da gregario: gioca 28 gare di Liga, segna un solo gol ma pesantissimo, nel Clasico col Real. Campionato e Supercoppa in saccoccia, pazienza se i riflettori lo illuminano scarsamente.
Franck Kessié esulta dopo un gol alla Germania, con la sua Costa d'Avorio, ai Mondiali. LaPressevetrina
—Per tornare protagonista servono due eventi. Il primo: la cessione all'Al Ahli, nell’estate 2023. È il periodo in cui l'Arabia si trasforma in una santabarbara di nuovi acquisti e lui non fa eccezione: l'Al Ahli lo rielegge Presidente del centrocampo, lui prende in carico la baracca e in tre anni vince due Champions League asiatiche. Seconda ribalta internazionale: la Coppa d'Africa 2024, l'ultimo miracolo sportivo dei nostri tempi. Lui e la Costa d'Avorio passano il girone iniziale nonostante un incrocio di probabilità da Sei al Superenalotto. E già che ci sono fanno jackpot: lui segna due reti pesantissime nella fase finale e gli Elefanti alzano il trofeo. La Coppa d'Africa lo proietta in vetrina, un po' come l'ultimo Mondiale in cui governa la mediana dei suoi per tutte e quattro le partite. Lasciando una provocazione agli addetti ai lavori: giocherà anche in Arabia da tre anni, ma il serbatoio non pare danneggiato.
showman
—Ora Franck vuole verticalizzare ancora ai piani alti, perché in America ha dimostrato di non aver perso leadership e fisicità. L'età gli garantisce almeno un altro signor contratto: a dicembre soffierà forte su trenta candeline, sperando di farlo in uno dei top 5 campionati europei e magari con la soddisfazione di giocare pure in mezzo alla settimana. A proposito del Nouchi ivoriano, recentemente due parole dello slang degli Elefanti sono entrate nel dizionario francese: "s'enjailler" e "boucantier". Il primo è un verbo traducibile come "godere al massimo". Il secondo indica un mestiere, lo showman. Chissà che il Presidente non lo diventi prendendosi la scena un'altra volta a Bergamo, di nuovo con la Dea.
Leggi anche Juve, arriva il no di Kessie. E ora i bianconeri puntano Fofana: i retroscenaJuve: Kessie Rejects Move, Bianconeri Now Target Fofana – The Inside Story© RIPRODUZIONE RISERVATA