Stones, Jones... i nuovi inglesi dell'Inter hanno già conquistato Chivu
Sono bastati pochi allenamenti per convincere il tecnico. Più lunga la strada davanti a Djed Spence, terzo arrivato dal Regno Unito
Sono bastati pochi allenamenti per convincere il tecnico. Più lunga la strada davanti a Djed Spence, terzo arrivato dal Regno Unito
Filippo Conticello Giornalista 29 agosto - 18:10 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDopo il primo quarto d’ora di sabato scorso in cui John Stones ha scoperto l’astronave di San Siro e il nuovo mondo nerazzurro, a Cagliari toccherà a Curtis Jones iniziare l’apprendistato interista. Sono bastati pochi allenamenti per convincere Chivu a rovesciare in campo il secondo della nidiata inglese, l’ex Liverpool, che in Champions ritroverà proprio la squadra della sua vita a San Siro, alla penultima del maxi-girone il 19 gennaio: avrebbe già la gamba per cominciare dall’inizio domani in Sardegna, ma la prudenza suggerisce un’altra strada. Partirà dalla panchina e, sviluppo della partita permettendo, avrà la sua fetta di campo. In ogni caso, non un ingresso secondario perché Chivu vuole avvicinare la sua creatura al ritmo della Premier un po’ alla volta: ha ottenuto tre uomini da quel mondo dorato, ma adesso li vuole inserire secondo scadenze differenti, anche perché diversa è la condizione fisica di partenza. Jones è quello che ha sorpreso di più anche perché la preparazione svolta regolarmente a Liverpool gli ha lasciato benzina nelle gambe da vendere e ad Appiano lo staff ha capito presto che non servono particolari richiami atletici. Semmai, bisogna accompagnarlo dentro a un calcio nuovo: dopo la tribuna contro il Monza, ecco quindi la prima convocazione e, con ogni probabilità, il debutto sardo. Anche Stones ripartirà dalla panchina domani, nonostante contro il Monza abbia piantato la prima bandierina inglese a San Siro: quindici minuti per prendere confidenza, iniziando a portare nello spogliatoio il peso dei suoi venti titoli vinti con Guardiola. A Cagliari può aumentare il minutaggio, mentre sullo sfondo resta la concorrenza con Akanji, vecchio compagno al City.
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—Più lunga la strada davanti a Djed Spence, terzo arrivato dal Regno Unito in questa sessione di mercato che ha permesso all’Inter di elevare il proprio status. Dopo il Mondiale americano con l’Inghilterra di Tuchel, giocato da protagonista dopo essersi lasciato alle spalle un precedente problema fisico, l’ex Tottenham ha praticamente spento il motore e adesso deve rifare da zero una preparazione ad hoc. Per un esterno chiamato a coprire tutta la fascia il dispendio di energie è enorme, assieme ai rischi, e per questo Chivu non intende affrettare i tempi. Non sarà a Cagliari e, probabilmente, non strapperà una convocazione nemmeno contro il Napoli tra una settimana a San Siro: continuerà per un altro po’ con un preciso lavoro individuale e la reale tempistica di inserimento dipenderà dalle risposte dei prossimi allenamenti. Insomma, i tre inglesi rispondono a tre orologi diversi: se Jones è pronto all’assaggio e Stones può aumentare i giri, Spence deve ancora costruire la base di partenza. La destinazione, però, resta la stessa: aggiungere progressivamente un’anima britannica a un’Inter che Chivu vuole più intensa, verticale e aggressiva.
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