Moto Guzzi: in arrivo il bicilindrico da 457 cc per conquistare nuovi mercati
La casa di Mandello si prepara a sfruttare la piattaforma sviluppata da Aprilia per dare l'assalto ai segmenti di cilindrata medio-piccola, sempre più popolari in tutto il mondo
La casa di Mandello si prepara a sfruttare la piattaforma sviluppata da Aprilia per dare l'assalto ai segmenti di cilindrata medio-piccola, sempre più popolari in tutto il mondo
Adriano Bestetti 31 agosto - 10:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Una classica V9 con il suo bicilindrico trasversale a V di 90° da 850 ccMentre si intensifica l'attesa per la mai così cruciale edizione 2026 delle Giornate Mondiali Guzzi, in programma come di consueto presso il "santuario" di Mandello del Lario la prossima settimana (3-6 settembre), emergono sempre più indizi su una delle scelte tecniche più significative nella storia recente del marchio dell'Aquila. Numerose foto spia apparse sul web negli ultimi mesi sembrano infatti confermare che Moto Guzzi sia ormai pronta a lanciare un modello equipaggiato con il bicilindrico parallelo da 457 cc sviluppato da Aprilia, mossa destinata a segnare una netta discontinuità rispetto alla tradizione dei celebri V2 trasversali che ha caratterizzato la sua più recente produzione.
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—I prototipi immortalati durante i collaudi mostrano una naked o modern classic ancora pesantemente camuffata, ma apparentemente vicina alla configurazione definitiva. Il suo propulsore, come detto, sarebbe strettamente imparentato al bicilindrico parallelo da 457 cc già utilizzato da Aprilia sulle sue Rs 457 e Tuono 457, un’unità compatta e moderna capace di sviluppare la potenza massima consentita alle patenti A2, ovvero 47,6 Cv a 9.400 giri/min a fronte di un picco di coppia di 43,5 Nm a 6.700 giri/min. La trasmissione finale è inoltre a catena, accantonando così anche il più evocativo cardano.
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—Per molti appassionati, l’avvento di questo modello potrebbe sembrare quasi una rivoluzione, ma guardando agli oltre cento anni di storia di Moto Guzzi, sarebbe probabilmente esagerato parlare di rottura. Se è vero che il connubio tra bicilindrico a V trasversale e trasmissione cardanica ha rappresentato l’identità stessa della casa lariana negli ultimi decenni, è altrettanto vero che il suo prestigio affonda le radici anche in una straordinaria spavalderia tecnica. In passato, dalle linee produttive di Mandello, sono infatti usciti monocilindrici che hanno scritto pagine importanti del motociclismo italiano, ma Guzzi ha sperimentato anche con motori a 3 e a 4 cilindri fino ad arrivare all'indimenticabile V8 da 500 cc da Gran Premio degli anni Cinquanta, una delle creazioni più affascinanti e visionarie mai viste nell’intera storia del motociclismo. Un motore che, ancora oggi, fa venire i brividi a chi lo sente acceso.
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—Questioni di tradizione a parte, l'eventuale adozione del sofisticato bicilindrico parallelo di Aprilia sembra seguire una logica industriale e commerciale piuttosto chiara. Il segmento delle cilindrate medio-piccole continua a crescere a livello globale e costituisce un’importante “porta d’accesso” al motociclismo per i più giovani. Per accedere a questa platea, la strada più agevole per Guzzi non può che essere quella di sfruttare una piattaforma tecnica già esistente all'interno del Gruppo Piaggio, contenendo così costi e tempi di sviluppo per accelerare l’ampliamento della propria offerta.
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—Il V-twin trasversale resta e probabilmente resterà il cuore identitario di Guzzi, ma per continuare a crescere e ad allargare il proprio raggio d'azione la casa dell’Aquila deve inevitabilmente guardare anche a una clientela diversa da quella tradizionale. E questo sarebbe un obiettivo più difficile da raggiungere affidandosi solo alla sua più classica configurazione. Al momento non ci sono ancora conferme ufficiali in merito all’avvento di questo nuovo modello, ma gli indizi sono ormai numerosi e convergenti. Non saremmo quindi sorpresi se Guzzi decidesse di sfruttare i riflettori delle Gmg 2026 per svelarla in anteprima al grande popolo dei “guzzisti”.
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