L'Italia contro il più forte al mondo: come si ferma Jokic? Recalcati: "Una volta ci riuscimmo così..."
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L'Italia contro il più forte al mondo: come si ferma Jokic? Recalcati: "Una volta ci riuscimmo così..."

Lunedì 31 agosto 2026
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Il ct delle ultime medaglie azzurre era assistente di Pozzecco quando la Nazionale ha battuto all'Europeo 2022 la stella dei Nuggets, oggi a Pesaro con la Serbia per le qualificazioni mondiali: "Usammo il piano-Antetokounmpo. Farsi trovare a difesa schierata, poi..."

Il ct delle ultime medaglie azzurre era assistente di Pozzecco quando la Nazionale ha battuto all'Europeo 2022 la stella dei Nuggets, oggi a Pesaro con la Serbia per le qualificazioni mondiali: "Usammo il piano-Antetokounmpo. Farsi trovare a difesa schierata, poi..."

Giuseppe Nigro Giornalista 31 agosto - 10:02 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Come si ferma Nikola Jokic? “Non si ferma”. Ma si può battere. Il miglior giocatore al mondo, probabilmente. La stella di Denver stasera è a Pesaro (tutto esaurito) con la sua Serbia, avversario azzurro nella seconda partita della seconda fase delle qualificazioni mondiali. Missione ai limiti dell’impossibile: complessa. L’Italia ha già dimostrato di saperlo fare. “Non puoi pensare di fermarlo. Ma lo puoi limitare”, dice Carlo Recalcati. Che è tante cose: il ct delle ultime medaglie azzurre, il bronzo europeo 2003 e l’argento olimpico 2004. L’allenatore dello scudetto della stella di Varese e del primo tricolore di Fortitudo e Siena, l’uomo dei sogni: il docufilm sulla sua vita, “Per tutti Charly”, dopo la première del maggio scorso a Cantù, sarà proiettato sabato a Reggio Calabria, l’11 settembre (per i suoi 81 anni) al PalaDozza di Bologna, il 5 ottobre a Varese. Tra le tante cose, Recalcati era anche assistente senior dell’Italia di Gianmarco Pozzecco che all’Europeo 2022 a Berlino riuscì a eliminare agli ottavi la Serbia di Jokic, fresco del secondo titolo consecutivo di mvp Nba (saliti nel frattempo a tre). 

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strategia

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“Lo puoi limitare, che è quello che avevamo fatto noi”, ricorda Recalcati, che era nel pool di assistenti con Edoardo Casalone, Peppe Poeta, Riccardo Fois e Federico Fucà: “Avevamo appena usato un piano simile contro Antetokounmpo: giocatori diversi, ma entrambi dinamici. E siccome portano spesso palla, il primo input era quello di proibire la transizione: appena perdi il possesso, i cinque giocatori devono subito schizzare dietro la linea della palla così gli avversari trovano la difesa schierata”. Non solo: “E poi lo devi attaccare. Melli lo sa benissimo, allora fece proprio così: finì con 18 tiri, normalmente li fa non dico in tre partite o comunque in due, non è nella sua indole, ma è necessario per impegnarlo”. Ancora: “E poi devi forzarlo a perdere dei palloni. Comunque devi raddoppiarlo, soprattutto quando mette palla a terra. E di riflesso in attacco devi essere meglio di loro: devi cercare di tirare con percentuali migliori, e ci fu una prestazione super da parte di Spissu (22 punti con 6 triple, ndr) e perdere pochi palloni, come riuscimmo a fare in quella partita, per pareggiare il fatto che prevedibilmente avranno la meglio a rimbalzo, per la maggiore fisicità”. 

gli altri

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Mano meravigliosa, passatore se possibile ancora migliore. Vale la strategia “scegli il tuo veleno”, farsi travolgere dai suoi canestri magari pur di evitare che accenda i compagni? Recalcati non è d’accordo: “Non puoi fargli fare una cosa sola. Non puoi partire pensando di lasciar giocare solo lui e marcare gli altri, perché invece di fare 30 punti ne fa 50, invece di 20 liberi ne fa 30, ci deve essere equilibrio. E devi limitare anche gli altri. La cosa importante è costringere la Serbia a giocare sempre a difesa schierata”. Anche perché poi tolto Jokic, ci sono comunque Jovic, Milutinov e gli altri, quanta abbondanza, con un livello altissimo tra i lunghi: come già la Bosnia, più della Bosnia. Da affrontare “giocando più in transizione, meno statico, sfruttando le tue caratteristiche: se traduci la transizione in più tiri e meno perse, magari riduci il gap che la Serbia può scavare col fisico e a rimbalzo”. Nurkic era già stato una prova generale: “Ma al di quello che ha fatto Nurkic, con la Bosnia abbiamo perso perché abbiamo giocato male. Credo che sia la prima partita di questo periodo in cui l’Italia ha giocato una brutta partita, siamo noi che dobbiamo migliorare al di là di Nurkic e Jokic”. Migliorare si deve, vincere si può.

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