I paragoni di Gasp: "Potente come Vialli", "Rapidità e tiro di Higuain". Ma a chi assomiglia davvero Malen?
Per il bomber giallorosso i paragoni si sprecano. A partire dal suo allenatore
Per il bomber giallorosso i paragoni si sprecano. A partire dal suo allenatore
Andrea Pugliese Giornalista 1 settembre (modifica alle 14:35) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAll’inizio il paragone era con il Sanchez Maravilla, poi con Luca Vialli, infine ieri con Diego Milito e Gonzalo Higuain. Per capire quanto sia davvero forte Donyell Malen si stanno scomodando alcune delle grandi stelle del passato, anche se poi forse la risposta vera è che Malen è solo e soprattutto Malen. Anche se poi lui il suo sosia nelle Capitale lo ha già trovato e si chiama Samuele Abate, un ragazzo di Tormarancia (quartiere a sud di Roma) che Bobby la scorsa settimana ha voluto incontrare e con cui ha fatto tutta una serie di video e foto da consegnare poi ai suoi social…
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—Insomma, negli anni i paragoni si sono sprecati, ad iniziare proprio da Alexis Sanchez, l’ala cilena a cui Malen venne accostato ai tempi dell’Arsenal, quando lui era ancora un bambino e il Maravilla faceva magie con la maglia dei Gunners, proprio mentre l’olandese lo ammirava a bordo campo. Quello era un Malen agli albori, che giocava seconda punta, meno esterno di quello che sarà in futuro (al Borussia Dortmund ed all’Aston Villa, ad esempio), tantomeno mai centravanti come lo è oggi. Da quando invece è sbarcato in Italia Gasperini lo ha paragonato lo scorso anno prima a Vialli (“Ha la stessa potenza e capacità di smarcarsi, nei movimenti è simile”) e ieri un po’ a Milito (“In parte me lo ricorda”) e un po’ a Higuain: “Fisicamente sono diversi, Donyell ha meno statura. Però per rapidità di controllo, tiro e accelerazione in pochi metri è un paragone che ci può stare”. Higuain, tra l’altro, aveva una connessione speciale con Dybala, esattamente come Donyell: in 89 partite una media punti della Juve di 2,55 contro i 2,75 della Roma, con 87 gol bianconeri di cui 9 di Gonzalo su assist di Paulo e viceversa.
Il parallelo
—Ma allora a chi assomiglia davvero Malen? Il paragone con Vialli è giusto, corretto, per la potenza che sprigiona Malen quando parte in velocità, ma anche per i movimenti che fa in campo, dettando spesso il passaggio al compagno. Soprattutto poi se si pensa al primo Vialli, quello della Sampdoria, molto più di quello juventino che nel corso della storia è diventato anche un attaccante diverso. L’olandese ha anche una capacità di sapersi smarcare simile a quella dell’ex bomber azzurro, bravo anche nelle letture e nelle diagonali offensive. E proprio come Vialli sa attaccare gli spazi, andare in profondità, inserirsi in quei pertugi dove solo i grandi giocatori vedono cose che gli altri non riescono neanche ad intravedere. Di Milito ha invece la giocata impossibile, quella improvvisa, che magari non ti aspetti e che invece ti brucia all’improvviso. Ma per lo scatto bruciante e per l’esplosività che ha nei primi passi l’olandese della Roma ha anche qualcosa di Luis Muriel, soprattutto quello ammirato tra Firenze e Bergamo, quando il colombiano sembrava davvero imprendibile.
L’illustre
—Anche se poi, a voler essere davvero sinceri e con tutte le debite differenze del caso, Malen ha anche qualche sfumatura di Ronaldo. Il Fenomeno, però, non Cristiano. Il paragone è ovviamente scomodo e forse in parte azzardato, ma la velocità sui primi passi, il primo controllo – soprattutto quello orientato in corsa - e la capacità di puntare in velocità l’avversario a campo aperto a volte ricordano le folate del centravanti brasiliano che ha scritto un pezzo di storia del calcio. Poi, è ovvio, Ronaldo è una cosa e Malen un’altra. Ma alcune sfumature gli appartengono. E se andate a chiederlo direttamente a lui, a Donyell, a chi assomiglia davvero vi sentirete rispondere sempre la stessa cosa: “sono Malen e sono felice così”. E con lui anche tutti i tifosi della Roma…
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